Turismo termale: «Stanze occupate una notte», operativo il 75% delle strutture

«Le prenotazioni arrivano all’ultimo speriamo che migliori dopo il 15 maggio Ma per giugno e luglio siamo quasi a zero»

Il 76% degli hotel termali aperti con il 10% di occupazione durante la settimana e il picco del 70% nella notte tra oggi e domani. Riaprono gli hotel delle Terme Euganee. Ciascuno a suo modo e con le proprie tempistiche. Dei circa 84 alberghi termali totali, saranno 64 quelli aperti questo fine settimana, ovvero il 76% delle strutture. 46 ad Abano Terme, su 60; 18 a Montegrotto su 21; mentre a Galzignano saranno tutti chiusi.

segnale positivo

«È un segnale rispetto al fatto che il Veneto sia tornato zona gialla, che si conceda lo spostamento tra regioni gialle e che le prestazioni termali siano da sempre garantite», ribadisce il presidente di Federalberghi Terme Abano Montegrotto, Emanuele Boaretto. «Alla luce di questo, ciascuno decide di considerare il percorso di riapertura della propria azienda sulla base delle risposte della propria clientela».

Così, se i 3/4 degli hotel hanno deciso di aprire con il ponte del primo maggio, alcuni preferiscono attendere due settimane, ovvero il 15 maggio quando sarà consentita la completa apertura dei servizi degli alberghi. A preoccupare la categoria in questa fase sono due ulteriori fattori: le prenotazioni quasi esclusivamente per una o due notti nel weekend e la modalità last minute sempre più esasperata.

«Alcuni colleghi hanno optato per aprire solo nei weekend perché la differenza di occupazione è davvero notevole. Nei diversi hotel si va dal 60% a picchi dell’85% nella sola notte di sabato, mentre tutto il resto della settimana è unanime la caduta tra percentuali del 10%, o 15% per i più fortunati, insomma una valle di lacrime. Speriamo la situazione sanitaria nazionale vada a migliorare e che questo si rifletta sull’economia turistica, a mano a mano che saranno aperti tutti i reparti in sicurezza, ma è davvero un’agonia destinata a protrarsi fino a che non avanzerà la campagna vaccinale.

Non possiamo fare una colpa al cliente se ci prenota davvero all’ultimo secondo: in parte ne comprendiamo la prudenza. Se da un lato sono confortati dal nostro rispetto dei protocolli e dalla sicurezza che si avverte nelle strutture fin dall’ingresso, anche per le richieste alle quali li sottoponiamo, d’altro canto temono il subentrare di nuove limitazioni ad impedire o a rovinare la vacanza. Già ora le linee guida restano in parte penalizzanti e non consentono all’ospite di vivere appieno il suo soggiorno. Più che la chiusura di grotte o palestre, uno dei disservizi che ci viene maggiormente rimarcato è la mancanza di buffet, situazione molto sgradita agli ospiti».

Futuro incerto

Del futuro, quindi, non c’è assolutamente certezza. «Speriamo diventino davvero realtà le ricerche su Google, tanto più che a noi risultano ancora piuttosto basse ed insufficienti per tener vivo un territorio e praticamente a terra dall’estero, come l’effettivo ritorno in termini di prenotazioni lo dimostra», dice ancora Boaretto. «Basti pensare al fatto che non abbiamo affatto prenotazioni per giugno o i prossimi mesi: le medie sono tutte inferiori al 10% di occupazione. Questo anche a causa delle tante incognite di cui la politica parla quotidianamente, come il coprifuoco bloccato fino a luglio o la possibilità che i ragazzi vadano a scuola anche d’estate. Se ci aggiungiamo anche il meteo primaverile ballerino, capiamo perché da maggio all’estate, il nostro futuro non sarà assolutamente programmabile. Ma gli hotel termali sono aperti, le strutture sono sicure».