Prosecco con il botto: vendite a 10% nei primi 4 mesi dell’anno

DANIELA NERI

Cresce la quota di export anche in Gran Bretagna, nonostante la Brexit. Atteso il via libera al de-stoccaggio di 460 mila ettolitri di vino

CONEGLIANO. È davvero 'ripartenza' anche per i vini e in particolare per il Prosecco. Nei primi quattro mesi dell'anno, le bollicine si stanno moltiplicando. Addirittura più 10% delle vendite per il Prosecco Doc.

Per il Docg Conegliano Valdobbiadene, invece, se ne saprà qualcosa di più oggi, dalla presentazione on line dei primi dati del Rapporto; indiscrezioni danno, in ogni caso, una crescita anche del Superiore, sia sul mercato italiano che su quello internazionale, americano e, soprattutto, inglese, nonostante la Brexit.

Oggi riunirà le categorie di riferimento anche la Denominazione presieduta da Stefano Zanette, la Doc.

Con la partecipazione dei rappresentanti delle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia verrà perfezionata la proposta di de-stoccaggio della produzione 2020.

Un atto decisivo per raggiungere e superare l'imbottigliamento dell'anno scorso, mezzo miliardo di confezioni, e soprattutto per decidere azioni puntuali che daranno maggior valore al vino.

«In sostanza - anticipa il presidente Zanette - daremo il via libera ai 460mila ettolitri di vino che avevamo deciso di stoccare. La decisione che verrà oggi meglio puntualizzata sarà resa operativa nell'ormai prossimo cda». Ogni ettolitro ha un valore di 160 euro quindi l'operazione cuba complessivamente circa 73 milioni e 600 mila euro. Si tratta di circa 61 milioni di bottiglie.

«In questo modo - afferma Zanette - rispondiamo alla grande attesa dei nostri operatori, che risentono dell'attrazione dei mercati sospinti dalle progressive riaperture».

Il presidente puntualizza che, in ogni caso, quest'anno non si punterà tanto a fare quantità, quindi volumi, quanto piuttosto qualità, o meglio valore, attraverso la strategia della sostenibilità.

Il mondo del Prosecco, quindi, è in grande spolvero, considerato anche il trend dell'Asolo. Sullo sfondo restano i problemi gestionali della Docg.

Entro fine mese, al più tardi nella prima settimana di giugno, i soci si riuniranno per eleggere il nuovo consiglio di amministrazione, composto di 15 membri.

Sono in corso trattative tra le due anime della Denominazione per trovare una sintesi, come sollecita lo stesso Ministero dell'Agricoltura. Pare che la mediazione al momento non riesca a fare breccia.

Da una parte la maggioranza del cda che vorrebbe 4 viticoltori, 6 imbottigliatori, 5 vinificatori. Dall'altra la minoranza che punta, con le cantine sociali, ad avere un vinificatore in più, come nel passato, e solo 3 viticoltori.

In verità, dietro questa semplificazione si pone il confronto tra i produttori privati ed i soci delle cantine cooperative.

Se non si riuscisse a far sintesi potrebbe accadere che il Ministero dell'Agricoltura tolga le deleghe, cioè i poteri stessi del consorzio, ad esempio quello di decidere gli stoccaggi.