Il Prosecco Superiore corre con export ed e-commerce

Il punto del Consorzio nei primi quattro mesi dell’anno: balzo dell’online al 3% del totale. Germania e Svizzera, aumenti delle vendite pari all’8,5% e al 14,3%. Bene il canale Gdo

TREVISO. Con le prime ripartenze, dopo la pandemia, il prosecco tira (il 2,2% in più di export nei primi quattro mesi dell’anno per il Docg Conegliano Valdobbiadene, incremento delle vendite del 10% per il Doc), si riaprono i mercati internazionali e ce ne sono anche di nuovi. Ma attenzione: la produzione quest’anno, specie per il Doc, potrebbe essere inferiore, complice il meteo. Ieri, in una riunione, presenti gli assessori Federico Caner del veneto e Stefano Zannier del Fvg, il presidente del Consorzio Stefano Zanette è arrivato a proporre misure di sostegno dei prezzi, che da qualche tempo stanno calando, mentre si è deciso di imbottigliare anche i 460 mila ettolitri accantonati nello stoccaggio.

Musica diversa per il Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene. Che alla bottiglia costa circa 7 euro e mezzo, distanziando di 2 quella Doc. Nell’annus horribilis del Covid, e quindi delle chiusure, il Prosecco Superiore è riuscito a recuperare in Italia i volumi persi nel mondo (+2,5%), grazie a Gdo (17% in volume e +15% in valore) ed e-commerce (più che triplicato), con un export che però è cresciuto in valore (+2,2%). Anche la produzione è aumentata leggermente: 92,1 milioni di bottiglie. E pure il valore: 526,6 milioni di euro. Tutti dati dell’anticipazione del rapporto economico della Denominazione per l’anno 2020, curato dal Cirve e, illustrato da Eugenio Pomarici.

Le vendite sono cresciute in valore dello 0,4% rispetto all'anno prima, attestandosi a quasi 527 milioni, con un aumento nelle esportazioni, che nell'insieme valgono il 42% delle vendite complessive, del 2,2%. In Germania e in Svizzera, paesi che assorbono da soli il 34% dell'export, l'incremento è stato, nell'ordine, dell'8,5% e del 14,3%. Tra le nuove piazze si affaccia il Giappone, con il 224%in più di volume e il 244% di incremento del valore.

Il territorio

Oggi il territorio di produzione comprende 15 comuni in cui operano 182 case spumantistiche e 480 vinificatori. Il vero cambiamento a livello di mercato, sottolinea il report illustrato da Eugenio Pomarici, si registra nei canali di vendita, con una crescita addirittura a tre cifre (pur partendo da numeri assoluti relativamente bassi) dell’e-commerce (+325,8% in volume e +425% in valore, con una quota che nel canale ha raggiunto il 3% del totale) che dimostra la dinamicità delle aziende e la capacità di reagire ai cambiamenti improvvisi dei mercati.

«Siamo orgogliosi della capacità che la nostra Denominazione ha dimostrato nel saper reagire e adeguarsi ai cambiamenti repentini del 2020 mantenendo i livelli di produzione e vendite raggiunti nel 2019, l’anno dei record – ha detto il presidente del Consorzio Innocente Nardi - I volumi sono stati redistribuiti tra canali di vendita, con l’esplosione dell’online. Inoltre, alcuni mercati tradizionali come Germania e Svizzera hanno continuato a premiarci mentre i cali di altri sono stati compensati dallo sviluppo di opportunità nuove».

Una di queste è la partnership siglata con Eataly a Londra, dove - ha riferito Nicola Farinetti, l’ad - «insieme al Consorzio abbiamo creato una sezione speciale dedicata al territorio, raccontandone le peculiarità, le Rive, e questo serve sono solo a vendere, ma a creare valore».