Alessandro Riello: «Sulle materie prime la Cina fa terrorismo, deve intervenire il governo»

L'industriale veronese Alessandro Riello, a capo della Aermec di Bevilacqua

L’industriale veronese della Aermec preoccupato per le tensioni sugli approvvigionamenti: «Prezzi alle stelle e scarsità, il ministero dello Sviluppo si faccia sentire in tutte le sedi internazionali»

«Devo evidenziare le fortissime tensioni che ci sono sui prezzi delle materie prime ed anche sulla loro disponibilità. La Cina ha messo dei dazi sulle esportazioni di semilavorati in alluminio e soprattutto di componenti elettronici. Questo stile terroristico ci sta creando problemi molto seri». Queste le parole di Alessandro Riello, presidente di Aermec di Bevilacqua, preoccupato per la situazione relativa alle forniture di componenti vitali per l’azienda.

Catena delle forniture a rischio

«Il 2021 sarà l’anno del consolidamento di Aermec, presente in 60 Paesi con otto società commerciali. Un anno positivo, che stimiamo di chiudere a circa 290 milioni di euro di fatturato – spiega Riello _ . Ma l’atteggiamento della Cina verso le industrie straniere rischia di interrompere la catena delle forniture e di creare una spirale impazzita sui prezzi. Chiedo pertanto un intervento immediato del Ministero dello Sviluppo economico, affinché si faccia sentire in tutte le sedi, europee ed internazionali». In pratica le imprese europee devono necessariamente fare i conti con la Cina, che in alcuni ambiti ha costruito una sorta di monopolio, con particolare riferimento a microchip e microprocessori. I dazi imposti alle esportazioni creano un immediato innalzamento deiprezzi oltre al rischio della scomparsa di questi componenti dal mercato.

Il caro microchip

«I microchip che pagavo 3 o 4 euro nei giorni scorsi sono arrivato a comprarli a 24 euro – denuncia Alessandro Riello – ottenendoli solo grazie ad un fornitura in arrivo da Hong Kong». Aermec spiega che, se la Fiat ha già visto linee chiuse per questi motivi, il rischio non è affatto scongiurato per l’industria dei condizionatori, e neppure per l’elettronica in genere, come conferma il giovane Giordano Riello, al vertice di NPlus: «Siamo arrivati a comprare a 817 dollari un microprocessore che ne costava meno di quattro». Una crisi sembra inevitabile, in parte dovuta anche alla pandemia da Covid19, che – spiega il direttore commerciale di Aermec Luigi Zucchi – «ha drasticamente ridotto il numero delle navi in circolazione e fatto diventare unidirezionale il flusso dalla Cina verso i Paesi esteri». «Chiediamo al Governo provvedimenti seri – conclude Alessandro Riello – che consentano di ripristinare la concorrenza commerciale su basi corrette. La Cina non può comportarsi in questo modo, facendo terrorismo nei confronti dell’Europa. È ora di dire basta».