Uve certificate e brand per far competere i vini friulani nel mondo

Bellomo e Bellini

La Delizia di Casarsa presenta il progetto che interesserà tutta la filiera. In luglio sarà organizzato un convegno regionale su sostenibilità e ambiente

CASARSA. Uve certificate, così come tutto il percorso produttivo, dalla vigna alla bottiglia che arriva in enoteca o nel supermercato. Controllo della filiera e sostenibilità, vero e proprio mantra per il futuro. Innovazione tecnologica, spinta sull’online e restyling del marchio. Un convegno regionale, in luglio, per sintetizzare e approfondire i temi legati all’ambiente e alla sostenibilità. Ecco i programmi dei viticoltori de La Delizia di Casarsa, la più grande cantina (oltre 400 soci e 23 milioni di bottiglie vendute in Italia e all’estero), illustrati ieri nel municipio della città di Pasolini e che fanno da volano alle celebrazioni per i 90 anni dell’azienda.

In una conferenza stampa il presidente Flavio Bellomo e il direttore generale Mirko Bellini hanno parlato di tutti questi argomenti con un obiettivo fondamentale: competere nel mercato globale, che oggi, grazie agli strumenti di una tecnologia sempre più veloce e sofisticata, è davvero senza confini.

Alla conferenza stampa, aperta dai saluti della sindaca di Casarsa Lavinia Clarotto, hanno partecipato anche il vice presidente de La Delizia Manuel Praturlon e alcuni ospiti, tra i quali il maestro fotografo Elio Ciol e i partner di filiera Amorim, Ds Smith, Enoplastic e Ceccarelli.

L’impegno prioritario che l’azienda si è prefissa riguarda dunque l’adesione al percorso di Certificazione di qualità che permetterà di “bollinare” le uve e continuare a essere competitivi in futuro sul mercato globale. Questo si concretizza in una serie di pratiche che investono tutte le realtà associate e la cantina stessa, in ogni fase produttiva, e che mirano a raggiungere il traguardo di una viticoltura green e in equilibrio con l’ambiente. Il controllo della filiera, l’innovazione e la comunicazione sono i pilastri sui quali La Delizia intende costruire il futuro e sui quali s’innesta la Sqnpi, (Sistema di qualità nazionale di produzione integrata), e il percorso volto all’armonizzazione delle pratiche agronomiche.

«Nei prossimi anni, continueremo ad impegnarci in tal senso, così come nel garantire al consumatore finale, in modo trasparente – ha detto il direttore Bellini – una filiera integrata di produzione che inizia in vigneto e si conclude con la fase di imbottigliamento».

La Sqnpi è una certificazione che interessa i prodotti agricoli e agroalimentari ottenuti con filiere di produzione integrata. Si realizza attraverso tecniche specifiche per ciascuna coltura e indicazioni fitosanitarie vincolanti comprendenti sia pratiche agronomiche che limitazioni, nel numero e nella scelta dei prodotti utilizzati, durante i trattamenti.

Sul fronte dell’innovazione la Cantina ha accelerato il processo già impostato pre Covid per potenziare l’operatività e l’efficienza. «Abbiamo colto le opportunità derivanti dall’innovazione, valutando e introducendo concetti come performance, programmazione, informatizzazione e comunicazione», hanno detto Bellomo e Bellini. In fatto di comunicazione è stato presentato il restyling del logo, con l’introduzione nelle etichette di una farfalla, simbolo di sostenibilità. E sempre per affermare l’attenzione all’ambiente, La Delizia ha scelto alcuni scatti rappresentativi del maestro fotografo Elio Ciol. —