Salone del Mobile di Milano, prezzi alti. Esserci costerà 25 mila euro

Il rendering del "supersalone" in programma a settembre a Milano

Imprenditori spiazzati dalle spese previste per esporre all’evento di settembre. Si parte da 18 mila euro per 6 metri quadrati di parete, più spese accessorie

UDINE. L’evento è simbolico, segna la ripartenza del Paese, e di uno dei suoi settori strategici, ovvero l’arredo. Ciò che non è simbolico è il costo: da 18 mila euro in su «per un’esposizione che cancella più di un decennio di evoluzione nella promozione del nostro settore, passata dal concetto di “prodotto” a quello di life style». Parliamo del “supersalone” del Mobile, evento in programma a Milano dal 5 al 10 settembre, i cui costi di partecipazione sono appena stati resi noti. «E non sono - rimarca un imprenditore - simbolici».

Rispetto ai 10 mila euro “attesi” si va dai 18 mila euro di un posizionamento base su parete da 6 metri quadrati al quale si somma una sorta di piattaforma antistante su pedana (2,5 metri per 6 circa), fino a 75 mila euro riservando superfici maggiori. A questo costo vanno poi aggiunte ulteriori spese per pedane, grafica ecc., non ancora quantificate, che portano il conto base presumibilmente vicino ai 25 mila euro. Non dimenticando trasporti, allestimento, personale, albergo, ristorante, spese varie…

Il modulo-base per esporre al "supersalone"

Rispetto alle quotazioni del consolidato Salone del Mobile, attorno ai 30/40 mila euro per spazi che si sviluppano in orizzontale e che consentono, come detto, di creare ambienti e proporre veri e propri “stili di vita”, il raffronto penalizza l’evento autunnale. Evento che soffrirà la carenza di un pubblico di buyer qualificati proveniente dall’estero, a vantaggio di normali visitatori, comunque autorizzati ad effettuare acquisti.

Lo stand de La Cividina ad una precedente edizione del tradizionale Salone del Mobile

Va detto che l’offerta “supersalone” non è ancora completa, manca il portale dedicato, atteso per fine giugno, che rappresenta anch’esso una leva per la partecipazione alla manifestazione, e che dovrebbe consentire - negli intenti - proprio di sviluppare l’e-commerce. Al momento il fascino della “creatura” di Boeri appare offuscato, soprattutto agli sguardi delle piccole imprese, per le quali l’impegno economico di una partecipazione si scontra con le disponibilità erose dalla pandemia, e la freddezza rispetto ad un evento dal quale non si attende - diversamente dal solito - una spinta alla propria attività, assicurata invece dal tradizionale Salone di primavera. «Meglio risparmiare, e investire di più ad aprile 2022», è la considerazione di alcuni.

Non convince poi lo sviluppo in verticale dello spazio espositivo, che bene si presta ad esporre oggetti, «ma non le sedie: chi si occupa di design sa che una sedia può essere vista da molti punti di vista, ma non da sotto...». E, in generale, il mobile - è la sottolineatura - non è più solo un “oggetto”, rappresenta un modo di essere e un modo di vivere. Una filosofia che aziende più strutturate hanno fatto propria e dispiegato negli showroom rinnovati proprio nei mesi della pandemia, in cui accogliere i clienti.

Che poi il Salone, anche il supersalone, sia un’occasione di business comunque, lo dimostrano le offerte per locali disponibili nel centro della città per allestimenti. Ovviamente a prezzi più interessanti di quelli in listino a Rho, e sempre per la settimana che va dal 5 al 10 settembre.

È ancora presto per fare i classici conti, ma la percezione è che da Veneto e Friuli Venezia Giulia, due delle regioni in vetta per produzione ed export di arredi, la corsa per accaparrarsi un posto al supersalone non sia proprio iniziata.