Ferrovia del Brennero a due velocità: in Italia procede spedita, sul versante austriaco va a singhiozzo

I lavori sotterranei lungo il lottoTulfes-Pfons

L’ultimo importante aggiornamento arriva dalla tratta Fortezza-Ponte Gardena, accesso Sud e naturale prosecuzione della Galleria di Base: progettazione e realizzazione del doppio binario sono stati assegnati da RFI al consorzio composto da Webuild e Implenia. Intanto oltreconfine, fra ritardi e intoppi tecnici, il completamento dei lavori è stato fatto slittare al 2032

È una maxi-opera che viaggia a due velocità, quella della Galleria di Base del Brennero. Perché se sul versante italiano dell’eurotunnel i lavori sembrano procedere spediti e senza particolari intoppi, la stessa cosa non si può dire di quelli sul lato austriaco, dove tra ritardi, inchieste, costi che scoppiano e - non ultimo in ordine d’importanza – la mancata assegnazione dei lavori sul famoso lotto Pfons Brennero, BBT, società a capo dell’intera operazione, è stata costretta a rivedere i tempi di realizzazione e a far slittare l’incontro delle frese italiane e austriache al confine almeno al 2032. Con conseguente rabbia delle istituzioni e dubbi sul futuro di questa infrastruttura che dovrà essere la cerniera tra Nord e Sud Europa, sia a livello economico che di mobilità.

Ma andiamo con ordine. L’ultimo importante aggiornamento arriva dalla tratta Fortezza-Ponte Gardena, accesso Sud e naturale prosecuzione della Galleria di Base che si va ad inserire nell’ampio potenziamento del mega asse Verona-Innsbruck-Monaco, all’interno del Corridoio ferroviario europeo TEN-T Scandinavo-Mediterraneo, e il quadruplicamento della linea ferroviaria Fortezza-Verona. Il pacchetto di lavori di progettazione e realizzazione della tratta a doppio binario lunga 22,5 chilometri sono stati assegnati da RFI al consorzio composto dal Gruppo Webuild (capofila al 51% e già impegnata in altri tre cantieri della Galleria) con la tedesca Implenia Construction GmbH (mandante). Il costo complessivo del lotto è di 1,16 milioni di euro e la durata dei lavori, quasi tutti in sotteraneo, è di circa sette anni. Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo tracciato ferroviario, con due gallerie a binario singolo, Scaleres e Gardena lunghe rispettivamente 6,3 km e 15,4 km, che collegheranno la Stazione di Fortezza alla stazione di Ponte Gardena. Il progetto presenta anche un tratto di linea in viadotto sopra al fiume Isarco.

«Per questo progetto si prevede la creazione di 15.000 posti di lavoro complessivi tra diretti, indiretti ed indotto con tutta la filiera produttiva del settore. La realizzazione degli interventi consentirà una significativa riduzione dei tempi di viaggio per i treni sia passeggeri che merci. I lavori prevedono infatti l’ottimizzazione del collegamento ferroviario Monaco-Verona, adottando standard progettuali che superino i limiti di prestazione e di velocità della linea esistente. Nel tratto interessato dall’intervento di potenziamento, sono attualmente previste basse velocità di esercizio in tratti abbastanza estesi, soprattutto in elevate pendenze», spiegano i vertici Webuild.

Tutto bene sul versante italiano

La linea ferroviaria esistente a Ponte Gardena

Sul lato italiano della Galleria di Base del Brennero i lavori, come detto, procedono senza particolari intoppi e le frese dovrebbero raggiungere il confine attorno alla primavera dell’anno prossimo. In Italia sono due i cantieri che stanno andando avanti. Il primo, dal valore di 301 milioni di euro, è quello dell’Isarco, che collegherà la Galleria con la linea ferroviaria storica del Brennero e la stazione di Fortezza. Complessivamente saranno realizzati 4,2 chilometri di gallerie principali e 1,5 chilometri di gallerie di interconnessione con la linea ferroviaria esistente. A metà aprile è stato abbattuto il diaframma della prima galleria di linea sotto l’alveo del fiume. Prima dell’avvio dello scavo il terreno sotto il corso d’acqua era stato consolidato mediante un congelamento artificiale. Ora si proseguirà con la realizzazione del rivestimento definitivo, in calcestruzzo, della galleria. L’altro lotto in costruzione è quello Mules 2-3, avviato a settembre del 2016, e che risulta essere il più grande dell’intero maxi-cantiere Si estende dal cantiere dell’Isarco, a sud, fino al confine di Stato. Qui saranno scavati 39,8 chilometri di gallerie di linea e 14,8 di cunicolo esplorativo, la fermata di emergenza di Trens con la relativa galleria di accesso, ed i cunicoli trasversali, che collegheranno le canne principali ogni 333 metri per un totale di 64,9 chilometri.

Il cantiere del lotto Isarco

Blocchi e voragini in Austria

I dolori arrivano spostandoci al di là del confine. In Austria, sul versante nord, i ritardi nella costruzione sono notevoli, tanto che nei giorni scorsi BBT, attraverso i suoi amministratori Gilberto Cardola e Martin Gradnitzer, ha dovuto necessariamente rivedere il cronoprogramma del completamento dei lavori facendo slittare la data d’apertura al 2032. E non è detto che il tutto non verrà rivisto di nuovo in futuro, soprattutto alla luce dei costi che sembrano destinati a crescere sempre di più. Ad oggi sono stati investiti già più di 3 miliardi di euro su un preventivo iniziale di circa 9 da dividersi tra Italia, Austria ed EU. Ma sul versante tirolese le cifre – complici le tante situazioni che si sono venute a creare – sembrano essere già lievitate a quasi 10 miliardi. «Il programma elaborato rappresenta uno scenario realistico, soprattutto per quanto riguarda i lavori di progettazione e di costruzione. Nonostante il periodo che stiamo vivendo, legato all’imprevista pandemia e agli ostacoli presenti sul percorso, Bbt Se sta facendo tutto quanto in suo potere per far sì che il progetto della Galleria di Base del Brennero prosegua nel minor tempo possibile», spiegano proprio Cardola e Gradnitzer.

Insomma, per una volta i rallentamenti non sono dovuti alla burocrazia o inefficienza italiana, ma vanno ricercati altrove, per la precisione sul lotto Pfons-Brennero. È qui forse che si gioca la partita più complicata dopo il blocco del tratto nel settembre 2020 a seguito dell’entrata in concordato preventivo dell’italiana Condotte - che doveva realizzare il mega lotto assieme alla Porr all’interno del consorzio edile Arge H51 - con la conseguenza di dover rifare le gare di appalto del lotto. L’assegnazione dei lavori non arriverà prima di fine anno, e all’orizzonte si profila una battaglia legale che allungherà giocoforza i tempi. Il lotto è stato intanto diviso in tre sezioni e rimesso in gara con i primi due bandi dal valore totale di quasi 850 milioni di euro. E ad oggi, su 37 chilometri di galleria ne sono stati scavati solo poco più di tre.

E anche nel lotto successivo, Tulfes-Pfons, le cose non vanno bene. Qua, interi ammassi di roccia sono crollati creando delle voragini, chiamate “Iris”, nel corso dei lavori di scavo del cunicolo esplorativo in una zona di faglia, che sono un bel problema a livello tecnico. Per risanarle infatti è necessario scavare nuovi cunicoli sotterranei per poi procedere con iniezioni di malta cementizia al fine di escludere effetti negativi sull'intero sistema galleria. Non certo la cosa più semplice e veloce del mondo. Ad oggi, in Austria ed in Italia, sono stati realizzati 140 chilometri dei 230 di gallerie complessivamente previsti nel progetto. Di questi, 48 chilometri sono gallerie di linea, 52 di cunicolo esplorativo e 40 di ulteriori opere in galleria quali gallerie di accesso o cunicoli logistici.