La locomotiva Nordest riparte dall’export. Mobile , siderurgia, elettrodomestici, gioielli e tessile al top

In Veneto vendite all’estero a +4,9%. Il saldo negativo di -8,2% per il Fvg è dovuto alla cantieristica. A Vicenza e Verona la crescita maggiore. Pordenone balza del +12,9%, Udine si ferma al +0,8%

UDINE. A Nordest, e in generale in Italia, la ripresa passa dall’export.

E si preannuncia robusta, con un indicatore molto chiaro per il Veneto, che segna +4,9% nei primi tre mesi dell’anno, nel raffronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, sopra i 16 miliardi di euro, meno evidente per il Friuli Venezia Giulia, il cui bilancio di periodo viene condizionato dalla cantieristica (433,5 milioni di vendite in meno nel trimestre), segnando quindi -8,2% a 3,3 miliardi di euro. Depurato dal settore caratterizzato da una forte stagionalità, il saldo sarebbe positivo, +4,3%, in linea con la media Nordest.

I settori con maggiore dinamismo sono quelli caratteristici dell’economia delle due regioni, con l’eccezione del vino che segna una battuta d’arresto. Le vendite oltre confine si sono fermate a 563 milioni di euro, in contrazione dell’8,1% rispetto ai 613 milioni del 2020.

In Veneto incrementano le vendite all’estero le calzature, da 664 a 706 milioni di euro, il tessile e soprattutto l’abbigliamento, +5,2% a 861 milioni, anche se al di sotto degli 877 milioni del 2019.

Bene la gomma-plastica, stazionario il vetro, vola la siderurgia, +33%, la stessa percentuale che caratterizza gli elettrodomestici che si attestano a 489 milioni di euro, contro i 367 dello scorso anno e i 373 milioni del primo trimestre 2019. Ma per valore il primato spetta alla meccanica, nello specifico alle macchine, che valgono oltre 2 miliardi e 59 milioni di euro di export, in crescita del +7,3% rispetto a 1,9 miliardi del 2020.

Ottima la ripresa del mobile, +10% a 675 milioni di euro contro i 614 milioni dello scorso anno e i 656 milioni del 2019. Segna un balzo del 29,5% l’export della gioielleria, a 433 milioni di euro, e chiudono gli strumenti e forniture mediche e dentistiche a 960 milioni, +10,6%.

Per valore Vicenza domina la classifica delle province con 4,6 miliardi di export, +4,7%, ma è Verona a mettere a segno la crescita percentualmente maggiore, +11,8% sopra i 3 miliardi. Bene Belluno, +8% a 925 milioni, Treviso +5,4% a 3,3 miliardi, Padova +7,5% a 2,5 miliardi, mentre flettono sia Venezia, -3,1% a 1,1 miliardi, che Rovigo, -28,2% a 408 milioni di euro.

In Friuli Venezia Giulia a trainare la crescita è Pordenone che mette a segno un +12,9% a 1,05 miliardi, mentre Udine si ferma a +0,8% a 1,40 miliardi. Segno meno per Gorizia, -5,9% a 241 milioni, e Trieste, -40,1% a 616 milioni, aree in cui la cantieristica è dominante.

Il Fvg condivide con il Veneto la flessione delle esportazioni di vini (-19,7%), comparto condizionato anche su mercati globali dalle restrizioni imposte dalla pandemia, mentre va in controtendenza la meccanica: in Veneto l’export di macchinari cresce, in Fvg invece risulta in flessione: l’aggregato fa -6,7% a 598 milioni di euro. Incrementa la siderurgia. +20% a 365,8 milioni di euro, quasi sui livelli del 2019, le coltellerie, +11,4% a 79,9 milioni di euro, gli elettrodomestici, +27,3% a 111,3 milioni, contro gli 87 dello stesso trimestre 2020, e in crescita anche rispetto ai 94,3 milioni del 2019.

Significativo il balzo del mobile: +19,6% sopra i 391 milioni di euro, saldo che supera 327 milioni dello scorso anno e anche i 362 milioni del 2019.

Ultima voce di rilievo sono le navi, con un fatturato estero sostanzialmente assente nel primo trimestre: 9,1 milioni di euro contro i 442,7 milioni dello scorso anno.

Infine l’Ue continua a rappresentare il primo mercato di sbocco delle merci delle due regioni: 9,3 miliardi di export per il Veneto, 2,2 per il Fvg, con ai vertici la Germania e a seguire la Francia. In flessione la Cina e anche gli Usa. —