Lo sprint del mobile: rimbalzo a due cifre grazie a esportazioni e mercato interno

Nel mensile Nordest Economia la ripartenza del settore livelli di attività superiori al primo quadrimestre del 2019

Il mobile è fra i settori che sono ripartiti per primi e con più vigore. Un vero e proprio scatto che sa di reazione decisa e virtuosa alla pandemia. Lo dicono i numeri del dossier elaborato dalla Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo in esclusiva per Nordest Economia.

Parliamo di un settore cruciale per l’economia nazionale e di quella del Nordest, secondo solo alla meccanica. Tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige si contano 12mila 114 imprese (dato Infocamere 2020) che rappresentano il 20,5% delle 59 mila 54 imprese attive nella produzione di mobili e del legno. Ma valgono il 43,17% del totale esportazioni nazionali, con un aggregato di 4,6 miliardi di euro sui 10,65 miliardi del totale Italia.

Il mensile Nordest Economia, in uscita dopodomani martedì 20 luglio, dedica un’approfondita disamina alle dinamiche del settore. E il perno dell’inchiesta sono proprio i dati sorprendenti elaborati da Intesa Sanpaolo e relativi al primo trimestre 2021. Un «rimbalzo tecnico a due cifre», come lo definisce l’economista Anna Maria Moressa. «A trainare la crescita sono stati l’arredo e i mobili da cucina - si legge nel rapporto - la ripresa delle vendite sui mercati esteri è proseguita nel mese di aprile». Bene anche il mercato interno, con un balzo delle vendite nei primi quattro mesi del ’21 di +64,7% e livelli di attività superiori al primo quadrimestre del 2019 (+12,3%) grazie anche al contributo della domanda interna (+13,7%).

D’altro canto gli imprenditori del settore vivono questa ripartenza così repentina con entusiasmo misto quasi a incredulità, come testimoniano molti di loro interpellati dal nostro mensile. Uno stato d’animo sottolineato nel suo editoriale anche dal direttore di Nordest Economia Paolo Possamai: «Il sentiment è tendente all’euforia».

Uno dei risvolti importanti di questo scenario è finanziario, la tendenza è al consolidamento di un settore che rimane frammentato: «Non vi è dubbio – scrive Possamai – che la combinazione tra pandemia e ripartenza spingerà al consolidamento. La pandemia conduce a scelte radicali le aziende finanziariamente più fragili. La ripartenza pretende capitali (sia per i volumi crescenti e sia per l’aumento dei costi di produzione). I processi di fusione e acquisizione stanno già accelerando».

Nell’immediato, si registra comunque una vittoria. È l’organizzazione a Milano del Salone del Mobile, che dopo qualche titubanza accoglierà gli espositori il prossimo mese di settembre. Come afferma nella sua intervista al mensile Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo nonché presidente di Arper, azienda di Monastier di Treviso, nei mesi scorsi «proprio mentre si discuteva, altrove si cercava la strada per togliere all’Italia il primato mondiale delle esposizioni del settore. Poi insieme siamo riusciti a trovare una soluzione innovativa, il Supersalone, che rispondesse alle esigenze di tutti». È un’allusione alla Fiera di Colonia, che era pronta a “soffiare” una tale vetrina all’Italia. Perché, chiosa Feltrin, «nel mercato attuale, caratterizzato da un continuo cambiamento, se si lascia il presidio di uno spazio, altri sono pronti a occuparlo rapidamente».