Aumento record delle esportazioni per il Prosecco +17% in pochi mesi

Fino ad aprile spedite all’estero oltre 120 milioni di bottiglie Stati Uniti primo acquirente, seguito da Germania e Francia

TREVISO. Mai cosi tante bottiglie di Prosecco stappate nel mondo come in questi primi mesi del 2021. «Un risultato davvero inatteso» commenta Giorgio Polegato, presidente provinciale di Coldiretti Treviso. Aumento record delle esportazioni del 17%, ma anche il mercato interno è in fortissima ripresa. Soprattutto – avverte Polegato – col trascinamento del Rosè, che a fine anno potrebbe raggiungere quota 70 milioni di bottiglie, contro i 50 milioni delle previsioni.

Secondo i dati Istat, nel primo quadrimestre sono state spedite all’estero oltre 120 milioni di bottiglie. Una crescita travolgente che classifica il Prosecco (Doc, Docg e Asolo) – sottolinea Daniele Salvagno, presidente di Coldiretti Veneto – di gran lunga il vino più esportato a livello mondiale con circa 1/3 delle bollicine, seguito dal Cava (14%) e dallo Champagne (11%). Da ricordare che tre sono le Denominazioni: il Prosecco Doc con mezzo miliardo di bottiglie, il Docg Conegliano Valdobbiadene con 92 milioni, l’Asolo con circa 19 milioni di bottiglie.

Ed era stato proprio il presidente di quest’ultimo consorzio ad esprimere, solo qualche giorno fa, tutta la sua soddisfazione perché i dati di fine giugno evidenziavano un balzo in avanti del 25% rispetto ai primi sei mesi del 2020; l’ascesa è addirittura del 36% nei confronti della prima metà del 2019. Di una “ripartenza positiva” aveva parlato anche Elvira Bortolomiol, l’altro giorno, insediandosi al vertice del Conegliano Valdobbiadene Docg.

Il mercato va così bene, che la più grande delle realtà consortili – il Prosecco Doc si estende dal Veneto al Friuli, fino a Prosek, la denominazione slovena di Prosecco, sul Carso – si è trovata costretta a chiedere alle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia il recupero (temporaneo)di oltre 5 mila ettari di glera del 2017 e del 2018 per fronteggiare una minore produzione di circa il 20% causa meteo.

L’export è in grande spolvero. Gli Stati Uniti sono diventati il primo acquirente di bottiglie di Prosecco con un aumento del 17% ma l’incremento maggiore delle vendite – sottolinea la Coldiretti – si è verificato in Germania con un +29% seguita dalla Francia (+21%) dove le bollicine italiane mettono a segno una significativa vittoria fuori casa. In controtendenza – continua la Coldiretti – la Gran Bretagna che fa registrare un calo del 9% delle bottiglie stappate, anche se si posiziona al secondo posto tra i clienti. A pesare sull’export in Uk – precisa Coldiretti – sono le difficoltà burocratiche ed amministrative legati all’uscita degli inglesi dall’Unione Europea con la Brexit. Le criticità maggiori, per chi esporta verso il Regno Unito interessano le procedure doganali e riguardano anche l’aumento dei costi di trasporto dovuti a ritardi e maggiori controlli.

«Ma sul mercato interno abbiamo sfondato con il Prosecco Rosè» ammette Polegato «E considerando le nuove esigenze dei consumatori, sarà inevitabile che anche il Conegliano-Valdobbiadene e l’Asolo approdino, prima o dopo, a questa nuova produzione. Ritengo che se ne faranno una ragione anche coloro che oggi sono contrari, perché se oggi è questo che chiede il mercato, non è saggio aspettare 5 o 10 anni per decidere».

Nel caso del Prosecco, ma non solo, i Consorzi allungano le antenne, perché un exploit di questo tipo – avverte la Coldiretti – rischia di favorire l’arrivo di contraffazioni ed imitazioni favorite dalla deregulation: non è un caso che proprio nei pub inglesi siano state smascherate le vendite di falso Prosecco in lattina o alla spina. Il Prosecco è infatti anche il vino più taroccato al mondo, come dimostrano le imitazioni diffuse in tutti i continenti smascherate dalla Coldiretti: dal Meer-secco al Kressecco, dal Semisecco e al Consecco, dal Whitesecco al Crisecco. A preoccupare per ultima è la richiesta di riconoscimento all’Unione Europea del Prosek croato, contro la quale si è giustamente opposta l’Italia. —