Legno-arredo a Nordest, un trimestre d’oro trainato da export e mercato interno: «Siamo tornati al 2019»

L’Analisi di Intesa Sanpaolo realizzata per il mensile Nordest Economia. «Forti pressioni sui costi per il rincaro dei prezzi del legno»

«Credo davvero che un bell’arredamento possa avere un’influenza benefica sulla nostra vita». Lo disse Albert Hadley, celebre designer di interni americano, diversi decenni fa, e forse - causa pandemia - ci siamo riappropriati di questa affermazione che è stata il motore della ripartenza del settore.

I numeri

Un settore cruciale per l’economia nazionale e di quella del Nordest, secondo solo alla meccanica. Tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige si contano 12 mila 114 imprese (dato Infocamere 2020) che rappresentano il 20,5% delle 59 mila 54 imprese attive nella produzione di mobili e del legno. Ma valgono il 43,17% del totale esportazioni nazionali, con un aggregato di 4,6 miliardi di euro sui 10,65 miliardi del totale Italia.

La battuta d’arresto del 2020

Nel 2020 c’è stata una brusca battuta d’arresto sulle esportazioni di mobili, e ovviamente anche del fatturato, causati dal lockdown di primavera, con il fermo generalizzato anche della produzione. Ciò che il dato non dice è la diversità del trend tra il primo semestre dello scorso anno, e il secondo caratterizzato - quest’ultimo, da una ripartenza vigorosa sostenuta da una forte domanda di mobili, arredo e complementi che ha generato effetti anche nel 2021.

I dati che riportiamo nel grafico fotografano sia la frenata del 2020, sia la ripresa del 2021, con la variazione molto positiva delle esportazioni del legno-mobile relative al primo trimestre. Un «rimbalzo tecnico a due cifre», come lo definisce Anna Maria Moressa, economista della Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, autrice di un focus dedicato al settore del mobile di Veneto e Friuli Venezia Giulia realizzato per Nordest economia, nel raffronto con lo stesso periodo del 2020, «superando anche i valori esportati nel primo trimestre del 2019. A trainare la crescita sono stati l’arredo e i mobili da cucina - si legge nel rapporto -; la ripresa delle vendite sui mercati esteri è proseguita nel mese di aprile».

Bene anche il mercato interno, con un balzo delle vendite nei primi quattro mesi del ’21 di + 64,7%) e livelli di attività superiori al primo quadrimestre del 2019 (+12,3%) grazie anche al contributo della domanda interna (+13,7%).

Criticità

A fronte di un mercato dinamico e una domanda robusta, non mancano alcune criticità. Prima fra tutte «la presenza di forti pressioni sui costi di produzione a causa del surriscaldamento dei prezzi del legno iniziato nell’autunno 2020, tra le cui cause c’è una carenza di materia prima causata da eventi climatici avversi e da una impennata della richiesta del Nord America per il settore delle costruzioni - prosegue il report di Intesa Sanpaolo -. Ad aggravare l’approvvigionamento di materia prima, che è condizionato anche dai colli di bottiglia del traffico marittimo con l’Asia, è intervenuto il divieto dell’esportazione di tronchi dalla Russia verso le industrie europee del legno che mette a rischio la continuità della produzione e la capacità delle aziende di far fronte agli ordinativi crescenti».

Meglio del Paese

Lo scorso anno le esportazioni del settore del mobile del Veneto e del Friuli Venezia Giulia (rispettivamente 2,7 miliardi di euro e 1,5 miliardi di euro), sebbene in flessione, «hanno segnato diminuzioni leggermente più contenute rispetto alla media nazionale (per il Veneto la contrazione è stata del -9,6%, per il Fvg del -9,7%)». Per quel che riguarda l’inizio del nuovo anno, tra gennaio e marzo 2021 l’andamento delle esportazioni di mobili delle due regioni è risultato in linea con quello del settore, segnando una crescita a doppia cifra rispetto al 2020 (+19,6% per il Friuli Venezia Giulia e +10% per il Veneto) e toccando livelli superiori a quelli pre pandemia del 2019».

«Nel 2021 - è l’indicazione che arriva da Anna Maria Moressa - risulterà premiante per le industrie del mobile e arredo del territorio intensificare il rapporto privilegiato con gli Stati Uniti, mercato che ha già espresso rilevanti segnali di crescita nella prima parte dell’anno e si candida ad essere protagonista del rilancio delle esportazioni del settore, grazie ad una accelerazione della domanda interna, sostenuta da politiche fiscali straordinariamente espansive e da una efficace campagna di vaccinale che ha rapidamente coperto più della metà della popolazione: nelle nostre previsioni - rimarca l’economista - questo consentirà al Pil statunitense di crescere del +7,5%, più che recuperando la perdita subita nel 2020». Intuibili le opportunità di business che si aprono anche per le imprese nordestine.

Strategie per competere

«Per mantenere la competitività - conclude l’economista - occorrerà investire sempre di più nel brand con strategie distributive (ambientazioni complete nelle catene o negozi monomarca) e potenziare il canale online, che per effetto della pandemia si è rafforzato e vede gli Stati Uniti come primo mercato».