La finanza fa brillare i gioielli del mobile, e i fondi spingono sul consolidamento

Da Investindustrial a Giovanni Perissinotto a Fabio Sattin fanno acquisizioni e creano i tre poli del design italiano. L’analisi di Adacta

PADOVA. La finanza e l’arredamento. È iniziata ormai da alcuni anni una fase di consolidamento del settore del legno arredo. A Nordest sono concentrate alcune delle operazioni più interessanti, un po’ perché i due principali distretti del mobile si trovano a Treviso e Pordenone, un po’ perché la maggior parte delle aziende sono espressione del capitalismo familiare.

©albertobernasconi

C’è un elemento che identifica questo processo in atto e cioè il ruolo della finanza. In particolar modo dei fondi di private equity, che stanno costruendo dei campioni consolidando aziende di piccole e medie dimensioni. Quello che invece manca sono importanti operazioni realizzate da un grande player industriale. Come per esempio è avvenuto negli Stati Uniti con l’operazione di Herman Miller che ha acquisito Knoll per oltre 1,4 miliardi di euro proprio quest’anno.

In base all’analisi di Adacta in Italia sono già state perfezionate nel 2021 4 operazioni di M&A, un partenza in quarta considerando che negli ultimi tre anni in tutti i dodici mesi erano stati realizzati altrettanti deal. Il 2018 è stato invece l’anno con il maggior numero di operazioni con target italiano: sono state 11.

Inoltre rileva ancora il report di Adacta la natura del bidder (compratore) è nella maggioranza assoluta da player di natura industriale e operante nel mercato domestico, che però spesso ha dietro un azionista finanziario.

Frammentazione

«Questa è un’industria molto frammentata – spiega Paolo Masotti di Adacta – e finora abbiamo assistito a tre approcci all’aggregazione per realizzare player di dimensione internazionale. Ma sono per lo più operazioni realizzate da investitori finanziari. Va detto che in Italia il settore vale oltre 20 miliardi, ma escludendo Ikea e Iris Mobili (Mondo Convenienza) , e Friulintagli che ha un suo posizionamento preciso come grande fornitore, la prima azienda più grande ha ricavi per 292 milioni».

Paolo Masotti, Adacta

Queste valutazioni dicono, spiega Masotti, che sono prevedibili e in partenza diversi processi di aggregazione. «Le industrie a capitalismo familiare di solito crescono facendo investimenti per linee interne e l’elemento acceleratore in questo caso è dato dal mercato, i mobilieri hanno strategie classiche di crescita. Mentre i partner finanziari hanno la possibilità di investire per ampliare la distribuzione» sottolinea.

Tra le operazioni del 2021 va ricordata a Nordest quella su Veneta Cucine, con una valutazione di 36 milioni di euro, realizzata dalla società con sede in Lussemburgo Nb Aurora. Nel 2018 Ibla Capital ha acquisito il 95% del capitale di Presotto Industrie Mobili, tramite il veicolo Ibla Design Holding, e punta a rafforzare la posizione del brand in Italia e a farlo affermare come leader nel mercato internazionale, ponendolo al centro di un polo dell’arredamento esclusivo, da costruire con altre acquisizioni nel settore. Mentre negli ultimi anni ci sono state l’operazione messa a segno da Stark, società con sede legale in Italia, che ha comprato il 50% del capitale di Kastel. Ed è dello stesso anno l’operazione di acquisizione di Saba, divani e poltrone di fascia alta, acquisita da Italian Design Brands (che nel 2015 aveva acquisito il 100 per cento della udinese Gervasoni), Calligaris la cui maggioranza è stata rilevata dal fondo Alpha.

E infine del 2018 è pure l’acquisizione delle cucine Snaidero da parte di Dea Capital, mentre Mezzalira Investment Group lo stesso anno ha rilevato Sitland per 10 milioni di euro.

L’operazione su Arclinea è invece del 2016 da parte di B&B, gruppo del comparto arredo controllato dal fondo Investindustrial, che sta consolidando il mercato. Mentre dell’anno precedente un’altra big delle cucine del Nordest, Valcucine, è stata acquisita da Italian Creation Group. Tre sono i poli identificati da Adacta: Italian Design Brands costituito nel 2015 da Private Equity Partners (di Fabio Sattin ndr), ItalianCreationGroup, holding imprenditoriale fondata nel 2013 su iniziativa di Giovanni Perissinotto e Stefano Core per costituire un polo dell'alto di gamma italiano nel settore dell'arredamento e del lusso. Infine c’è Design Holding, nata nel 2018 dall’ingresso di The Carlyle Group nel piano design di Investindustrial, per diventare polo dell’interior design di alta gamma.

Lavori in corso

Tutti e tre gli operatori stanno effettuando operazioni di consolidamento nel comparto del design e arredo.

«Il modello di Italian Design Brands è unico nel senso che valorizza i singoli imprenditori – spiega l’amministratore delegato Andrea Sasso -. Il nostro target sono imprese che fanno parte del cuore del design italiano, che vanno dai 5 ai 40 milioni di fatturato. Ci sono molte forme di aggregazione oggi sul mercato e sono tutti degli ottimi esempi».