Zls in Friuli Venezia Giulia, Confindustria Udine candida il Cosef

Una veduta del Cosef a Udine

L’istituzione della Zona logistica semplificata determina una serie di vantaggi. Monfalcone già si è proposta. Mareschi Danieli: «Per la sua individuazione si consideri “dove” viene prodotta una quota consistente del Pil di questa regione»

UDINE. È uno strumento utile all’economia e alle imprese, la ripresa può passare anche attraversi la Zls, Zona logistica semplificata, della cui istituzione si ragiona da qualche tempo in Fvg. E i potenziali vantaggi spingono sulle proposte di autocandidatura, ad esempio quella di Monfalcone.

Ma se pure la presenza del porto è un elemento da considerare, «bisogna anche valutare “dove” viene prodotta una quota significativa del Pil di questa regione» è la considerazione della presidente di Confindustria Udine, Anna Mareschi Danieli. Ovvero in quello che oggi definiamo “retroporto”, ovvero «territorio». Tra cui quello compreso nel Cosef, uno dei consorzi industriali più grandi d’Italia, che quindi bene si candida ad essere riconosciuto come Zls.

La Zls, una sola per ogni regione, può ricomprendere aree non territorialmente adiacenti purché vi sia un nesso economico funzionale e in cui sia prevista almeno un'area portuale. Fra i vantaggi: agevolazioni in termini di crediti di imposta, semplificazioni amministrative oltre a diversi elementi strategici in termini di accesso alle infrastrutture.

Anna Mareschi Danieli

«È già da tempo che si stanno facendo dei ragionamenti in merito - ricorda Mareschi Danieli -, e ci sembra che sia stata imboccata una strada concreta per la costituzione di una Zls in regione. Infatti, anche il Pnrr regionale alla “Scheda 2” a valere sulla Missione 5 del Pnrr nazionale “inclusione e coesione” si prefigge appunto di istituire una Zona Logistica Semplificata in Fvg». Come detto ciascuna regione può chiedere l’istituzione di una sola Zls. La condizione per l’ammissibilità della richiesta è che nella regione siano presenti almeno un’area portuale appartenente alla rete trans-europea dei trasporti o un’Autorità di Sistema Portuale; aree ammesse per deroga dal Trattato Ue per gli aiuti di Stato (il cosiddetto 107.3.c) grazie alla modifica della Legge n.205 del 2017 che sostanzialmente ha equiparato i benefici e le caratteristiche della Zls a quanto previsto per la Zona Economica Speciale (Zes).

Il Cosef nella Zona industriale udinese

«Le aree comprendenti una singola Zls possono quindi anche non essere territorialmente adiacenti ma devono fra loro avere un nesso economico-funzionale. Dato che la nuova programmazione 21-27 è attualmente in revisione - avanza la presidente degli industriali udinesi -, non ci sono dubbi che dovranno essere prese in considerazione le aree dove si produce la maggior parte del Pil della nostra regione e che fra l’altro insistono su uno dei Consorzi industriali più grandi d’Italia, il Cosef. Non abbiamo dubbi perché solo così facendo la Regione sarà in grado di assicurare che il beneficio derivante dall’insistere su una Zls possa mettere a terra tutto il suo potenziale. Infatti le aree portuali hanno indubbiamente la loro importanza ma altrettanta devono averne anche quelle retroportuali, che ha noi piace chiamare “territorio”».

«Sappiamo che siamo di fronte ad un processo complesso, in cui tra l’altro ha un ruolo molto importante il Governo centrale. Importante sarà che la Regione continui, come sta facendo, a coinvolgere in tutte le fasi tutti gli stakeholder di territorio - conclude Mareschi Danieli -per addivenire alla migliore scelta possibile nell’interesse del tessuto industriale del Fvg».