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Vendemmia al via: meno uve nelle vigne ma di qualità migliore. E il tempo secco favorisce la maturazione

Livon, Zidarich, Moretti Polegato, Bortolomiol, Garofalo e Boscaini raccontano le attese per l’annata 2021: «Sarà eccellente»

Maura Delle Case
2 minuti di lettura

UDINE. Che la vendemmia abbia inizio. Con qualche giorno di ritardo rispetto al tradizionale calendario del lavoro in vigna, le operazioni di raccolta sono infine iniziate. Il 2021 non si annuncia come un’annata di grandi quantità, ma di qualità eccellente, anche grazie al clima secco di quest’inizio settembre.

La produzione di uva – stando alle previsioni di Veneto Agricoltura – dovrebbe attestarsi in Fvg a 2,5 milioni di quintali (-18% rispetto al 2020), a 1,2 milioni a Trento e 400mila quintali a Bolzano (rispettivamente -8% e -10%) e infine a 12,5 milioni di quintali (-12%) in Veneto.

Il ritardo medio di inizio vendemmia è di 8/10 giorni rispetto allo scorso anno, ma al netto del calo produttivo, l’attuale stato delle uve è ottimale. «Eccellente la qualità» azzardano i produttori a mezza voce, un po’ per scaramanzia, un po’ per la concretezza che da sempre accompagna il lavoro di campagna.

Matteo e Valneo Livon

 

Annata da record

«L’andamento climatico della stagione 2021 è stato molto particolare. Dopo una primavera fredda e piovosa abbiamo avuto alcuni mesi di caldo e bel tempo. Se settembre non tradirà le attese, andremo incontro ad un’annata magnifica, che sta regalando le inversioni termiche tra notte e giorno più elevate degli ultimi 25 anni in Friuli» racconta Matteo Livon, nuova generazione della famiglia di viticoltori che a Dolegnano, sul Collio, da 50 anni guida l’omonima azienda.

Quantità

Sul Carso, a casa di Benjamin Zidarich, non è un problema. Qui l’attesa durerà ancora un paio di settimane. «Prevediamo di cominciare intorno al 20 settembre.Un poco in ritardo perché a giugno abbiamo avuto freddo e tanta pioggia, adesso però l’uva è bella e sana». La quantità? «Abbiamo dovuto diradare la malvasia. Noi – racconta Zidarich - facciamo tutti vini artigianali, naturali, fermentati sulla buccia, in tini di pietra del Carso». La quantità non è una prerogativa di queste latitudini, dove la vite cresce aggrappata alla pietra carsica.

Partenza ritardata

Passando al Veneto - e a tutt’altre dimensioni aziendali - l’attesa di un’annata super non cambia. Parola di Giancarlo Moretti Polegato, che sulle colline della marca trevigiana guida Villa Sandi, ma che da tempo ha messo piede anche in Fvg, prima a Spilimbergo, dove ha rilevato le tenute Plozner, poi a Farra d’Isonzo, dove ha fatto sua Borgo Conventi.

«Quest’anno, a causa della gelata di aprile, la vendemmia è in ritardo di 15 giorni. Lunedì – annuncia – inizieremo a vendemmiare il Pinot grigio e lo Chardonnay, mentre per il Glera aspetteremo la metà di settembre».

Giancarlo Moretti Polegato

 

Prosecco

Guarda allo stesso periodo anche la presidente del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, Elvira Bortolomiol, che prevede una «vendemmia di assoluta qualità grazie al giusto equilibrio tra grado zuccherino e acidità e all’ottimale stato sanitario delle uve. Dobbiamo continuare a lavorare - afferma - per la qualità del nostro prodotto che ci restituirà la giusta soddisfazione anche sul fronte del valore».

Mercati in fermento

Dopo un 2020 con alti e bassi le previsioni per il 21 sono ottimistiche. «Ad agosto abbiamo chiuso con un +34% rispetto al 2020 - fa sapere Beniamino Garofalo, Ad del gruppo vinicolo Santa Margherita -, in forte accelerazione sul 2019». A Santa Margherita la vendemmia è iniziata. «Abbiamo raccolto anche qualcosa di Prosecco – fa sapere Garofalo -. Non riscontriamo problematiche, le uve sono messe bene, sia in termini di qualità che quantità».

Vigne del Prosecco 

 

Settembre ideale

«L’ottima escursione termica di questi giorni è un toccasana per la maturazione» conferma Sandro Boscaini, presidente di Masi agricola, cui fanno capo anche Serego Alighieri in Valpolicella, Canevel in Valdobbiadene, Strà del milione in Friuli.

«Abbiamo preso a raccogliere nella bassa Val d’Adige e in Friuli. Siamo contenti. Il grado alcolico è buono, come pure la sanità dell’uva, fortunatamente non abbiamo avuto problemi con la grandine e l’ottima escursione termica di questi giorni è un toccasana per la maturazione». 

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