Fincantieri cambia pelle: idrogeno verde sulle navi per modernizzare l’Italia

«Nei prossimi anni dobbiamo lavorare per il contenimento delle emissioni inquinanti e per l’energia verde», sottolinea il Ceo Giuseppe Bono. Da qui lo sforzo progettuale del colosso cantieristico triestino in sintonia con l’European Green Deal che impone obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti

L’idrogeno applicato alla propulsione delle navi e al risparmio energetico ma anche energia eolica, elettrificazione dei porti, siderurgia green: Fincantieri ormai non è più solo industria delle crociere ma sta al centro della modernizzazione del Paese e del New Deal ambientale europeo.

A Trieste si “disegna” industrialmente un futuro in cui le navi saranno sempre più green anche per stare al passo con l’Europa: «L’idrogeno verde, sia nella sua forma pura che come combustibile derivato dall’idrogeno, ha un grande potenziale per contribuire alla decarbonizzazione del settore marittimo, compresa la crocieristica», si sottolinea a Trieste.

«Nei prossimi anni dobbiamo lavorare per il contenimento delle emissioni inquinanti e per l’energia verde», sottolinea il Ceo Giuseppe Bono. Da qui lo sforzo progettuale del colosso cantieristico triestino in sintonia con l’European Green Deal che impone obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti (in particolare CO2) per i prossimi decenni: «Il Green Deal europeo è una pietra miliare della nostra visione».

Vediamo di approfondire il nuovo eco-sistema industriale di Fincantieri che intende applicare un approccio che definisce «olistico» nella progettazione e nella costruzione: «Puntiamo all'efficienza energetica con l’introduzione di nuovi combustibili green, tecnologie per la decarbonizzazione, tra cui le fuel cell».

Importante anche l’impegno sul fronte delle applicazioni industriali e infrastrutturali, basti pensare ad esempio al patto con Enel Green sull’utilizzo di idrogeno verde nelle aree portuali e nel trasporto marittimo. In ballo c’è la fornitura di idrogeno verde ad unità navali, sottomarine e di superficie, e per utenze industriali ricomprese nell’ambito portuale, inclusa la progettazione e la costruzione di infrastrutture. Primo test applicativo di questa transizione energetica nella centrale Enel Eugenio Montale di La Spezia.

E sarà varata entro l’estate del 2021 la nave Zeus, in costruzione a Castellammare, il prototipo di nave a idrogeno made in Fincantieri che solcherà i mari con moduli idrogeno e batterie al litio, assemblati e testati nei laboratori di Savona.

La ricerca alla base del prototipo Zeus punta a migliorare la sostenibilità ambientale di navi cruise, mega-yacht, traghetti, ferry e navi da ricerca oceanografica, attraverso la riduzione delle emissioni di gas effetto serra. A bordo sarà presente un impianto di fuel cell di 144 kW, alimentato da circa 50 chilogrammi di idrogeno secondo tecnologie già in uso sui sommergibili, e un sistema di batterie, che insieme consentiranno un’autonomia di circa otto ore di navigazione a zero emissioni ad una velocità di circa 7,5 nodi.

Sono coinvolti negli stabilimenti di Castellammare di Stabia e di Palermo vari centri di competenza del gruppo: Fincantieri SI, Seastema, Cetena e Isotta Fraschini Motori.

Il gruppo di Bono ha inoltre avviato un secondo laboratorio presso l’Area Science Park di Trieste in collaborazione con l’Università di Trieste, con l’obiettivo di testare impianti di generazione basati su differenti tipologie di fuel cell.

Le battierie al litio saranno prodotte nell’ambito della joint Power4Future costituita fra Fincantieri SI (sistemi di propulsione elettrica e impianti elettromeccanici complessi) e Faist Electronics (Faist Group) specializzata nello sviluppo e fornitura di sistemi completi di accumulo di energia elettrica.

In luglio poi c’è stata la firma di un memorandum d’intesa tra Fincantieri, Msc e Snam che dà il via ad uno studio di fattibilità per realizzare la prima nave da crociera al mondo alimentata ad idrogeno e anche le infrastrutture per lo stoccaggio del combustibile. L'obiettivo – condiviso – è sempre quello delle navi a zero emissioni, un traguardo che Msc intende raggiungere entro il 2050.

La controllata norvegese Vard è al centro di una riconversione produttiva nel settore delle energie rinnovabili offshore che ormai viene spinto ovunque nel mondo. Lo scorso aprile Vard ha firmato infatti un contratto per la costruzione di tre unità destinate a servire il parco eolico di Dogger Bank, nel Mare del Nord, che una volta completato sarà il più esteso al mondo.

Fincantieri ha poi dato il via alla realizzazione della prima delle due navi della classe “Sphere” per Princess Cruises, brand di Carnival corporation, partner storico di Fincantieri, che saranno costruite a Monfalcone. Saranno le prime ad essere alimentate primariamente a Lng (gas naturale liquefatto).