"Caro-panettone", con gli aumenti di farine e olii i dolci di natale costeranno il 20 per cento in più

Nel Nordest, dove si trova circa il 47% delle superfici nazionali di coltivazione del cereale, si prevede un calo di 10,8 punti percentuali dei terreni seminati a frumento tenero, anche se è previsto un +24% di superfici a frumento duro

VENEZIA.  Con il prossimo Natale panettoni e pandori potrebbero costare molto di più, con un aumento del prezzo fino al 20%. Lo afferma la Cna Dolciari e Panificatori del Veneto, osservando che sono in atto speculazioni sul mercato internazionale su tutti i prodotti panificati, pane, pasta, dolci, causati dal difficile reperimento del grano italiano e internazionale, ma anche di olii e grassi vegetali.

Aumenti che saranno già reali e concreti dalle prossime settimane. Le indicazioni più aggiornate sulla produzione mondiale di frumento duro nel 2021 - precisa la Cna veneta - evidenziano un calo annuo del 2,1%, influenzato in gran parte dai raccolti del Nord America, fortemente penalizzati dalla siccità: per il Canada si stima un -27%, per gli Usa addirittura un -46% sul 2020.

I raccolti Ue dovrebbero aumentare dell'8,4% su base annua, attestandosi comunque a livelli più bassi rispetto a quelli medi dell'ultimo decennio. La contrazione delle scorte globali è stimata su un -15,6% rispetto al 2020. Con il calo della coltivazione e l'incetta fatta da Pechino, il costo medio del frumento è salito del 35%. Inoltre la Turchia inizia a fare concorrenza al mercato italiano sulla pasta - ha aumentato in 5 anni la propria produzione del 77% - e compra sempre più semola; e la Russia, a causa dell'embargo, preferisce vendere il frumento alla Cina.

Nel Nordest, dove si trova circa il 47% delle superfici nazionali di coltivazione del cereale, si prevede un calo di 10,8 punti percentuali dei terreni seminati a frumento tenero, anche se è previsto un +24% di superfici a frumento duro; a livello nazionale la superficie coltivata a grano si è erosa passando tra 2016 e 2019 da 1,4 a 1,2 milioni di ettari.

Il dato più importante è il valore del grano tenero, circa 26 centesimi, ma in media un chilo di pane dal fornaio costa 3,1 euro. In un anno il costo del frumento duro è aumentato del 9,9% e quello tenero del 17,7%, mentre si attendono per la metà del mese di ottobre balzi a doppia cifra per le farine. "Rischiamo una situazione insostenibile - afferma Catia Olivetto, Presidente Cna Dolciari e Panificatori Veneto - perché a queste condizioni, considerando gli aumenti impressionanti dei costi di luce e gas, i panificatori veneti non ce la possono fare a non aumentare i prezzi al dettaglio.

Gli incrementi all'ingrosso e all'origine del frumento e degli olii ancora non si sono traslati sui prodotti al consumo, che continuano a fare segnare rialzi inferiori sia all'inflazione media, sia a quella alimentare. Ma non potrà durare ancora a lungo. Per questo assieme a tutti i colleghi d'Italia chiediamo al Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli di aprire un 'Tavolo Filiera del Grano e del Pane' per arrivare ad un piano strategico per l'intera filiera".