Tesla, Audi e Porsche nel cuore tech della Val Pusteria: qui un lavoratore su 10 è nell’auto

In Alto Adige un forte distretto della fornitura al servizio di brand globali ora pronto al salto di qualità con l’apertura nel 2022 del Noi Techpark in costruzione a Brunico

LO SCENARIO. Partiamo da un dato tanto interessante quanto poco conosciuto: un’automobile su tre nel mondo monta al suo interno un componente prodotto in Alto Adige. Per esempio, Intercable, colosso fornitore di componenti per casa automobilistiche, produce la cavistica che permette le connessioni elettriche nei motori e nelle batterie di veicoli di brand come Tesla, Audi e Porsche.

Può sembrare paradossale, ma in mezzo alla natura incontaminata delle montagne altoatesine, tra vette altissime e prati verdi, pulsa forte un cuore tecnologico e innovativo: quello dell’automotive. E lo fa più precisamente in Val Pusteria, dove da anni ormai si lavora per creare una vera e propria Motor Valley ad alto tasso di competitività internazionale. Che a dire il vero esiste già.

Nella zona di Brunico operano grossi player del settore come come GKN Sinter Metals, Alpitronic, Doppelmayr, Autotest o Alupress.

Una filiera, quella della componentistica per auto, che ingloba al suo interno circa il 3% dei lavoratori totali dell’Alto Adige. Un dato in linea con le più grandi regioni europee a vocazione automobilistica e tre volte più alto rispetto alla media italiana che si aggira attorno all’1% degli occupati.

In Val Pusteria invece le cose cambiano: lì su 100 lavoratori, 10 sono impiegati in un’azienda attiva nel settore automotive. Questo grazie alle oltre 800 imprese attive in tutta la Provincia di Bolzano, che danno lavoro a circa 16mila persone, generando un miliardo di euro di fatturato e realizzando, da sole, il 50% dell’export dell’area, circa 2,5 miliardi di euro.

Nuova casa

Un settore in costante crescita e ad altissima vocazione internazionale. Che l’anno prossimo avrà una casa tutta sua: il nuovo Noi Techpark di Brunico, “gemello” di quello bolzanino, ma calibrato sull’automotive.

L’hub riunirà al suo interno tutte le più grandi aziende altoatesine, e punterà ad unire ricerca e industria, attirando talenti e mettendo al centro di tutto la cooperazione.

Un polo d’eccellenza dal costo di 31 milioni di euro che mirerà a rafforzare ulteriormente la competitività del territorio. Un matrimonio tra ricerca, innovazione e industria necessario per risolvere le difficoltà nel fare ricerca applicata, e ovviare alla mancanza di personale e alla concorrenza sempre più feroce.

Già nel lontano 2016 le aziende del comparto si erano rese conto dei progressi che stavano compiendo, ma anche che da sole non potevano andare da nessuna parte e che era necessario un adattamento tecnologico.

È così che è nata Automotive Excellence Alto Adige, un consorzio formato da sette aziende leader (Alupress, Autotest, Autotest Motorsport, Gkn Sinter Metal, Gkn Driveline e Intercable), unitesi per creare un ecosistema industriale forte e sviluppato. Insieme, queste aziende rappresentano un fatturato di oltre 700 milioni.

«Quello altoatesino non è solo un territorio ad alta vocazione turistica ma anche industriale, e noi crediamo molto nel concetto del “fare rete” – spiega Klaus Mutschlechner, il presidente di Automotive Excellence Alto Adige -. Per guardare al futuro abbiamo bisogno di cooperazioni strategiche, di lavorare insieme per proseguire nell'evoluzione di un settore che vede già ora la spinta maggiore nel segmento dell'elettrico e dell'ibrido. Il progetto del nuovo Noi Techpark ci permetterà di fare un altro passo in avanti verso un percorso necessario di riconversione tecnologica».

Guida elettrica e materie prime

Anche il settore dell’automotive ha dovuto fare i conti con un cambio di paradigma verso nuove tecnologie che favoriscano un cambio della motorizzazione, soprattutto verso la digitalizzazione dei processi. Ma focus principale delle aziende altoatesine rimane il passaggio da un’alimentazione a combustibile classico a quello elettrico.

«Qua in Alto Adige sono tante le aziende che lavorano ogni giorno per commutare la loro attività verso le motorizzazioni ibride ed elettriche il più velocemente possibile. Questo perché è il trend del futuro, lo vediamo già dai numeri, e per questo noi player del settore dobbiamo adattarci verso le richieste del mercato», continua Mutschlechner. Basti pensare alla GKN, che assieme alla tedesca BMW collabora per sviluppare le componenti per un motore elettrico ad alte prestazioni: un concept di BMW che consiste nella combinazione di un motore elettrico, una batteria al litio-ioni ad alte prestazioni e una gestione intelligente dell’energia.

Non senza qualche difficoltà, però. L’ostacolo principale alla ricerca e sviluppo di nuove innovazioni rimane la mancanza di materie prime – specie nel periodo post Covid - che va ad incidere pesantemente sul processo di internazionalizzazione delle imprese. «La carenza di materie prime e l’incremento generalizzato dei loro prezzi in settori strategici come il nostro sta provocando non solo un aumento dei costi di produzione, ma anche una maggiore complessità nella programmazione dei cicli produttivi e nella capacità di rispondere agli ordini con puntualità», spiega Harald Oberrauch, presidente della Alupress. Un problema che si può risolvere solo con una soluzione europea: «Dobbiamo riportare in Europa le produzioni strategiche. Solo così non saremo più dipendenti da altri mercati», chiude Oberrauch.

E la guida autonoma? Al momento, in Val Pusteria, nessuno ci sta lavorando con intensità. Ma è molto probabile che diventerà un tema su cui le aziende dovranno unire le proprie forze. Un trend che bisognerà cavalcare per restare aggrappati ad un mercato che cambia. Soprattutto alla luce del fatto che la tecnologia è già molto avanti e la sua diffusione è frenata solo da questioni legislative e assicurative.