Immigrazione in calo in Veneto, ma un cittadino su 10 è straniero

I lavoratori stranieri in regione sono 248 mila e contribuiscono al 10,8% del Pil del Veneto. San Bonifacio il Comune con più cittadini nati all’estero. I dati del rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione della Fondazione Leone Moressa che sarà presentato il 10 novembre al Campus Ca’ Foscari

VENEZIA. E’ uno degli effetti del Covid la diminuzione dell’immigrazione, in Veneto e non solo.

Dopo il lieve aumento registrato tra il 2016 e il 2019, nel 2020 la popolazione straniera in Veneto diminuisce di circa 5 mila unità (-1,0%). Anche l’incidenza sulla popolazione totale diminuisce, portandosi al di sotto della soglia simbolica del 10%.

«Ad incidere su questo calo  – spiegano dalla Fondazione Leone Moressa – sono diversi fattori: calano le nascite (-0,9%), aumentano i morti (+13,3%) e diminuiscono sensibilmente gli arrivi (-30,7%), principalmente a causa delle restrizioni dovute alla pandemia. Inoltre, vi sono 17 mila stranieri che hanno ottenuto la cittadinanza italiana, “uscendo” dalle statistiche dei residenti stranieri».

© Alessandro Di Meo

Caratteristiche degli immigrati in Veneto. Nonostante l’impatto della pandemia, la popolazione straniera presenta indicatori demografici nettamente migliori rispetto a quella italiana: alta natalità, bassa mortalità ed età media più bassa (34,4 gli stranieri, 46,9 gli Italiani).

Un quarto viene dalla Romania. La comunità rumena è la più numerosa in Veneto (125 mila) e rappresenta il 26,0% del totale stranieri. Seguono Marocco (44 mila), Cina (35 mila), Albania (31 mila) e Moldavia (30 mila). Verona è la provincia con più stranieri (107 mila), seguita da Padova e Treviso (rispettivamente 92 mila e 89 mila).

Presenza record a San Bonifacio. A livello comunale, in termini assoluti il Comune con più stranieri è Venezia (38 mila), seguito da Verona e Padova. Osservando l’incidenza sulla popolazione residente, il primato spetta a San Bonifacio (VR) con il 17,6%. Sopra il 16% anche Conegliano (TV), Arzignano (VI) e Nogara (VR). Il primo tra i Comuni capoluogo è Padova (15,2%).

Crollo degli arrivi per lavoro. Nel 2020 si registra il record negativo di Permessi di Soggiorno rilasciati (10 mila in totale, -38,2% rispetto al 2019 e -86,2% rispetto al 2010). In particolare, sono appena 937 i Permessi di soggiorno rilasciati per lavoro, 9,1% del totale.

248 mila occupati, producono il 10,8% del PIL regionale. Nel 2020 gli occupati stranieri in Veneto sono circa 248 mila (11,8% del totale). Ad essi si può ricondurre il 10,8% del PIL regionale, ovvero 14,8 miliardi di euro di Valore Aggiunto prodotto. In continua crescita anche gli imprenditori immigrati, pari a 64 mila (9,5% del totale), che registrano un +1,1% rispetto al 2019 e un +21,0% rispetto al 2011.

Impatto Covid. A livello occupazionale, l’emergenza sanitaria ha determinato nel 2020 la perdita di 44.900 posti di lavoro tra gli Italiani e 7.700 posti tra gli stranieri. In proporzione, il tasso di occupazione diminuisce di più per gli Italiani (-1,7 punti) che per gli stranieri (-0,8), diversamente rispetto alla situazione nazionale.

Secondo Michele Furlan, presidente della Fondazione Leone Moressa «a causa della pandemia il Veneto ha perso oltre 50 mila posti di lavoro. Inoltre è peggiorata la situazione demografica, con l’aumento della mortalità e il calo degli arrivi. Fondamentale per il Veneto garantire una ripresa economica sostenibile e inclusiva, in modo da favorire una piena integrazione».

Il Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione della FONDAZIONE LEONE MORESSA, pubblicato con il contributo della CGIA di Mestre e il patrocinio di OIM, Ministero degli Affari Esteri, Università Ca’ Foscari e Fondazione Migrantes, contiene un  dettaglio regionale dedicato al Veneto che sarà presentato il 10 Novembre 2021 presso il Campus Ca’ Foscari di Treviso, con la partecipazione tra gli altri del Prefetto di Treviso e del Segretario generale della Camera di Commercio.

e.delgiudice@gnn.it