Il leader della Cisl Sbarra: «Per una crescita solida serve investire di più sul capitale umano»

Luigi Sbarra

La ricetta del segretario generale del sindacato all’assemblea di Confindustria Venetocentro che chiede un nuovo patto sociale. Il  governatore del Veneto Luca Zaia: «Lavoriamo ad un grande piano di investimenti»

PADOVA. Il capitale umano come storia, come nerbo stesso e spina dorsale di un territorio e della sua economia, come elemento strategico di valutazione economico finanziaria e molto altro ancora. I tema che ha dettato il titolo dell'Assemblea Generale 2021 di Assindustria Venetocentro “Ripartire dal Capitale Umano” diventa anche il perno principale degli interventi del ricco pane del dibattito centrale della parte pubblica dell'assemblea.

A parteciparvi Luigi Sbarra segretario generale della Cisl, Stefano Barrese responsabile Banca dei Territori Intesa Sanpaolo, Virginia Stagni business development manager del Financial Times ma anche Alessandro Ferrato e Beatrice Foffano che hanno portato sul palco il loro contributo di giovani neolaureati. Ed il tema del capitale umano è stato al centro anche dell'intervento di Luca Zaia che ha accennato, davanti agli imprenditori di Padova e Treviso, un grande piano di investimenti che vedrà coinvolta le Università del Territorio.

Luca Zaia

Ed è proprio sul concetto di formazione che si è soffermato anche il segretario della Cisl Luigi Sbarra in una riflessione di ampio respiro che associa l'idea della formazione a quella dell'apertura ad un nuovo approccio democratico in azienda che prevede il coinvolgimento dei lavoratori nelle scelte produttive della propria impresa. «La Cisl sostiene da tempo la necessità che il Paese costruisca un nuovo modello di partecipazione» ha detto Sbarra «che metta insieme i grandi soggetti collettivi. E questo è un momento importantissimo per negoziare un nuovo patto sociale per la crescita. Un patto che vede nella partecipazione, e in un nuovo orizzonte di democrazia economica un elemento fondamentale per responsabilizzare i lavoratori e abbandonare antagonismi ideologici creando nel contempo un contesto che ha conflitto sostituisca più partecipazione e condivisione».

Ma anche per chi guarda ai dati finanziari delle imprese e ne valuta la solidità attraverso rigidi indici di valutazione, il capitale umano diventa uno strumento strategico in grado di modificare anche di svariati livelli il rating di una stessa azienda.

L'assemblea di Confindustria Venetocentro

«Per noi la valutazione del capitale umano è un elemento importante di valutazione del rating di un'azienda» Stefano Barrese, Responsabile Banca dei Territori Intesa Sanpaolo. «E tuttavia sono pochissime le imprese che veramente forniscono dati utilizzabili a questo livello. Spesso il non volere soffermarsi su di un dato e non volerlo valorizzare diventa un elemento di sottovalutazione di una leva strategica per la crescita . Per parte nostra noi ci stiamo impegnando, al nostro interno, per dare valore ad un elemento competitivo strategico come questo».

Tra gli ospiti della tavola rotonda anche due giovanissimi, Alessandro Ferrato e Beatrice Foffano entrambi nel pieno del loro percorso di formazione post universitaria, per la prima volta sul palco dell'assemblea degli industriali.

«La formazione è una necessità interiore» hanno detto i due ragazzi «una sfida con se stessi, per affrontare il proprio futuro magari facendo anche percorsi all'estero. Percorsi che non vogliono essere un addio al proprio paese ma un arrivederci. Perché la speranza è quella di tornare più competenti e più forti per potere mettere basi solide per la propria vita e la propria carriera qui dove siamo nati».

nordesteconomia@gedinewsnetwork.it