«Il tempo della responsabilità non è ancora finito. Non dobbiamo fermare la ripresa»

Leopoldo Destro

E’ il messaggio lanciato dal presidente di Confindustria Venetocentro, Leopoldo Destro, nel corso dell’assemblea dell’associazione davanti ad una platea di 1.500 imprendiori. Il leader nazionale Carlo Bonomi: «Il vero petrolio d’Italia è il talento»

PADOVA. Il lavoro e il capitale. Quello umano. L’emergenza dentro l’emergenza pandemica è questa, ma è anche un’opportunità. Al Gran Teatro Geox di Padova per l’assemblea degli industriali di Padova e Treviso la sala gremita, millecinquencento imprenditori, si alza in piedi per l’inno di Mameli e accoglie Destro con applausi a scena aperta, quando ricorda le vittime del Covid, i due anni durissimi dell’emergenza sanitaria.

«Il tempo della responsabilità non è ancora finito» scandisce. Nella conferenza stampa pre-assemblea Destro è chiaro su questo punto: «Penso che la situazione in Italia abbia un vantaggio rispetto ad altri Paesi, noi ci siamo mossi bene, le aziende si sono da subito attrezzate per essere luoghi di lavoro sicuri e sono state capaci di affrontare anche e la sfida dell’obbligo di green pass. Quello che sarà domani, dipende dal Governo e dall’ISS per capire quali sono le misure da adottare. Quel che è certo è che non possiamo e non dobbiamo tornare indietro».

Leopoldo Destro

Il pericolo di nuove chiusure resta un timore sospeso. «Ci preoccupano nuovi lockdown- spiega Destro - vediamo la luce in fondo al tunnel e non dobbiamo tornare indietro. Le nuove regole di ingaggio, se ci saranno, proveremo ad affrontarle nuovamente come abbiamo già fatto in passato perché le nostre aziende siano luoghi di lavoro sicuri».

Le sfide per il futuro però sono anche altre e vedono il capitale umano al centro, e non a caso è anche il titolo dell’assemblea. «Il nostro domani – il domani di tutti – ha un grande protagonista plurale: il capitale umano. Sono le persone e le loro organizzazioni, infatti, a doversi misurare con la continuità e la discontinuità che il post Covid-19 porta con sé».

Ci sono sia problemi di quantità che di competenze, spiega Destro. «L’Italia ha un saldo negativo demografico, perdiamo ogni anno l’equivalente di una città come Padova. Stiamo al contempo lavorando per fare orientamento con genitori e studenti per creare la forza lavoro di domani».

La platea di imprenditori all'assemblea di Confindustria Venetocentro

Una problematica che di fronte alla piena ripresa economica «vicino ormai al livelli del 2019» rischia di essere un freno. Una questione che chiama in causa anche la capacità di considerare le politiche migratorie in senso strategico. «Da decenni l’immigrazione rappresenta una questione divisiva nel Paese e conviviamo con una rappresentazione del Veneto come terra incapace di confrontarsi con la diversità. Su questo punto voglio essere chiaro, rivendicando con orgoglio uno dei primati della nostra regione: la sua capacità di inclusione sociale». E ancora «questo sarà un tema da affrontare con serenità, senza barriere e senza pregiudizi». La questione delle competenze richiama anche in causa anche il ruolo fondamentale degli Its, il loro indispensabile «potenziamento e valorizzazione». Perché si tratta del vero giacimento di intelligenze utili all’industria veneta.

Sul piano di fusione con Venezia invece Destro è cauto: «Tutto deve andare a posto dal punto di vista economico e di struttura. La candidatura a capitale della cultura d’impresa 2022 vasta con Venezia è un esempio concreto di un territorio che esprime una visione di città allargate e territorio allargato che lavora su progetti concreti».

Carlo Bonomi

Il talento, le competenze e il lavoro potrebbero essere «Il petrolio d’Italia – conferma il presidente nazionale di Viale dell’Astronomia Bonomi a margine dell’assemblea – è proprio quell'elemento che ci mantiene competitivi nel mondo. Abbiamo capitale umano di qualità ma non abbastanza. Mancano 300 mila figure professionali secondo l'Istat».

Tranchant invece la posizione di Bonomi sul tema emergenza sanitaria. «Confindustria – dice – è sempre stata per l'obbligo vaccinale, abbiamo preso atto che la politica aveva difficoltà a trovare una sintesi su di un provvedimento così impattante dal punto di vista sociale, e per questo si è pensato al green pass. L'Austria sta introducendo l'obbligo vaccinale segno che se non si comprende cosa vuole dire mettere in sicurezza la comunità poi arrivano i provvedimenti d'imperio».

r.paolini@gnn.it