E’ morto a 64 anni Walter Vio, uno dei più influenti intermediatori del mondo vitivinicolo

Walter Vio assieme alla figlia Giulia, la moglie Fabiola e il figlio Nicolò

L’imprenditore è mancato all’improvviso lunedì 3 gennaio 2021 fuori da un bar a Pordenone. Aveva gestito diverse operazioni in Fvg e Veneto orientale, tra queste la vendita di Borgo Conventi a Polegato 

MEOLO. Non c’era azienda agricola tra Veneto orientale e Friuli Venezia Giulia che Walter Vio non conoscesse. E non c’è oggi imprenditore, specie del settore vitivinicolo, che non partecipi al dolore della famiglia di Vio, mancato lunedì 3 gennaio 2021, a soli 64 anni, per un infarto. Lascia la moglie Fabiola, i figli Giulia e Nicolò. La data dei funerali deve ancora essere fissata. 

Già consigliere comunale, il 64enne era anche imprenditore agricolo, aveva studiato alla scuola enologica di Conegliano e lavorato a lungo nella sua azienda, la “Trevi” di Meolo, 10 ettari a vigneti ceduti qualche anni fa ai suoi due ragazzi. «Era un grande appassionato del suo lavoro, diceva sempre, anche quando si trattava di intermediare qualche operazione, che non si poteva improvvisare, che la terra andava presa con le mani, sentita, capita. Era un uomo instancabile. Non a caso, anche il 3 gennaio scorso era al lavoro» racconta la figlia di Walter, Giulia, che dal padre oltre all’amore per la terra ha ereditato anche quello per la politica, è infatti al suo terzo mandato da vicesindaco di Meolo. «Papà era molto legato al Friuli, non solo perché sua nonna era di Porcia, ma anche perché aveva molte conoscenze, molti amici. Nelle ultime ore abbiamo ricevuto moltissime telefonate, specie dagli imprenditori che hanno lavorato con lui». 

Per anni Vio è stato il principale intermediatore delle grandi acquisizioni agricole in Fvg. Un deus ex machina preziosissimo per il settore, specie quello vitivinicolo, del quale era un profondo conoscitore: sapeva prima di chiunque altro quali aziende finivano sul mercato e a chi potevano interessare. Tesseva relazioni, incrociava interessi, coltivava amicizie. E’ così che le principali acquisizioni nel mondo del vino a Nordest, specie in Fvg, sono passate dalle sue mani. Un lavoro svolto dietro le quinte. Con grande discrezione e professionalità. Così, sui titoli dei giornali che hanno accompagnato, tra gli altri, la vendita di Borgo Conventi (Farra d’Isonzo) a Villa Sandi di Giancarlo Moretti Polegato, lo sbarco a Povoletto, in Friuli, di Tenimenti Civa o la cessione di Dorigo non hanno riportato il suo nome, che pure di queste stesse operazioni è stato uno dei protagonisti. 

A sinistra Dario Ermacora, a destra Walter Vio, in mezzo le mogli Fabiola Orlando ed Elsa Sinicco

«Conosceva tutte le più grandi realtà del settore – racconta di lui Dario Ermacora che grazie alla mediazione di Vio ha acquisito le aziende agricole Fantin NodarDorigo – era un riferimento per chi voleva investire nel settore vitivinicolo a Nordest, specie per i veneti che volevano comprare in Friuli».

E in Friuli stava lavorando proprio in questo periodo. «Era molto legato alla nostra terra – continua l’ex presidente regionale di Coldiretti Fvg –. Quando veniva da noi si muoveva come a casa sua. Conosceva imprenditori, tecnici, era una persona splendida. Lo accoglievamo come uno di noi, anche se quando bazzicava da queste parti era evidente che qualcosa stava bollendo in pentola. Per il nostro mondo la scomparsa di Walter è una grande perdita – conclude Ermacora – perché con lui se ne va un patrimonio di conoscenze e relazioni che lui concedeva ben oltre i suoi doveri professionali. Mettere in contatto imprenditori e professionisti era per lui una vocazione e per noi un tesoro». 

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