Oro, IEG punta sulla nuova fiera JGT Dubai per Asia e Africa

La prima edizione si svolgerà al Dubai World Trade Center dal 22 al 24 febbraio

VICENZA. Il format fieristico 100% B2B di Vicenzaoro arriva a Dubai. L’obiettivo è conquistare ancora più buyer nel grande Middle East, dall’India all’Africa centro-orientale. Italian Exhibition Company (IEG) a febbraio inaugurerà infatti JGT Dubai, evento che sostituisce la precedente formula ibrida B2B/B2C del VOD.
La prima edizione si terrà presso il Dubai World Trade Center dal 22 al 24 febbraio 2022, co-organizzata da IEG e dal grande operatore internazionale Informa, preceduta il 21 febbraio dalla Diamond Conference di Dmcc (Dubai Multi Commodities Center), in occasione della Dubai Diamond Week.

Rilevante la quota italiana, pari a circa un terzo del totale degli espositori. «Su un mix di 300 aziende dei diversi comparti merceologici e delle relative tecnologie produttive di vari Paesi che parteciperanno a questa prima edizione, le italiane saranno una novantina, di cui la metà vicentine», annuncia Marco Carniello, direttore della divisione Jewellery & Fashion di IEG.

Marco Carniello


Covid permettendo, verrebbe da aggiungere, visto che in Italia Vicenzaoro 2022 prevista per gennaio è stata posticipata a marzo. Ma sembra proprio che a Dubai, dove da ottobre è in regolare svolgimento Expo 2020 che ha recentemente superato i 9 milioni di visite, il Covid non fermerà gli eventi.

Il governo è di fatto partner ufficiale di JGT attraverso Dmcc, l’autorità che gestisce la più grande Free Zone degli Emirati Arabi Uniti. «La partnership ufficiale con Dmcc testimonia quanto abbiano deciso di investire nella fiera, che ritengono importantissima per lo sviluppo delle strategie commerciali di Dubai», spiega Carniello. «Gli show sono tutti confermati, fonti di Dmcc ci hanno detto che con l’Expo in corso faranno di tutto per mantenere il programma degli eventi».
La scelta di IEG di investire su Dubai risale a qualche anno fa, ma il format ibrido B2B/B2C di VOD non aveva dato gli esiti sperati. Ora con JGT si punta esplicitamente al target degli acquirenti business di Africa, Asia e Russia, a fronte invece del trend di ridimensionamento in corso del ruolo dello storico trading hub e polo fieristico orientale di Hong Kong.

Il Dubai World Trade Center

«Dubai sta crescendo moltissimo come accesso internazionale ai mercati del grande Middle East. Quindi non solo i Paesi del Golfo (Gcc) ma un’area molto più vasta che comprende l’India, che a Dubai ha una presenza molto forte, il Pakistan, l’Iran, la Russia, e in prospettiva anche Paesi dell’Africa centro-occidentale con grande potenziale di crescita demografica ed economica come per esempio Etiopia e Kenya. Tutti mercati molto interessanti dal punto di vista del consumo pro-capite di gioielleria. E noi vogliamo esserci prima che arrivino gli altri», osserva Carniello.

Molto importante per il lusso è ovviamente anche il mercato Gcc. Così gli organizzatori della fiera hanno sviluppato non solo la partnership ufficiale per gli investimenti con l’autorità governativa Dmcc, ma anche quella con gli operatori import & export del Dubai Gold and Jewellery Group.


In un contesto internazionale in cui si prevede nei prossimi anni una crescente regionalizzazione delle fiere nei vari continenti con meno buyer disposti a fare lunghi viaggi, la logica è sviluppare JGT Dubai in complementarietà con Vicenzaoro per raggiugere così dalla piattaforma nel Golfo gli acquirenti asiatici e africani che non partecipano alla fiera italiana. Anche per le macchine, visto che per esempio l’India non è solo un enorme mercato di potenziali consumatori ma anche un grande produttore di oreficeria e gioielleria che domanda tecnologie italiane, fiore all’occhiello in particolare del distretto vicentino.

«Non che gli indiani non vengano a Vicenzaoro, anzi sono tra le più importanti comunità di espositori e visitatori della nostra fiera», precisa Carniello, «ma Dubai è una piazza talmente a matrice indiana che non possiamo non considerarla se vogliamo presidiare più da vicino questo gigantesco Paese».

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