Caro energia, l’allarme degli agricoltori veneti: «Ennesimo aggravio per un settore già in difficoltà»

L’incremento del costo dell’energia elettrica e del gas si fa sentire anche nei settori della pesca e del florovivaismo. In particolare quest’ultimo accusa il colpo non solo per il riscaldamento, ma – segnala Coldiretti – anche per le lavorazioni in vivaio, gli approvvigionamenti, gli imballaggi e i vasi per i fiori

PADOVA. È vero che dall’11 Novembre, San Martino, il giorno in cui l’agricoltura storicamente celebra la chiusura dell’annata produttiva, le attività nei campi sono ferme. Ma operare nel primario oggi è molto più complesso, e non ci si ferma mai. Alcuni esempi? Tutte le attività in serra, soprattutto l’orticolo e il floricolo. Per non parlare della logistica, far giungere il prodotto ai canali distributivi all’ingrosso e al dettaglio. L’allevamento, gli animali vanno accuditi a dovere. C’è poi la pesca, anch’essa operativa sempre. Questi casi hanno anche un altro denominatore comune, richiedono energia. Fattore che in questo periodo di aumento dei costi delle fonti di approvvigionamento pesa fortemente sui bilanci aziendali e talvolta porta ulteriori elementi di disagio a situazioni già in crisi.

La pesca ad esempio, come sottolinea Marco Spinadin, vice presidente veneto e responsabile pesca di Fedagri, l’associazione delle cooperative agricole agroalimentari e della pesca: «Questi rincari per noi sono nell’ordine del 15%, un ennesimo aggravio che si somma ad un costo già pesante pagato dal settore. La nostra crisi ha come principale controparte l’Unione Europea e quanto deciso a Bruxelles in merito allo sforzo di pesca, che a nostro avviso non può essere inferiore ai 130-135 giorni all’anno, col rischio di portarla sotto la soglia della sostenibilità economica».  

Ricordiamo che il Consiglio Europeo ha deciso tagli alle uscite in mare con l’obiettivo di diminuire del 40% lo sforzo di pesca nel Mediterraneo, fissato per il 2026 ma, rimarca Spinadin, «120 giornate sono troppo poche per le nostre aziende».

È allarme poi tra i 1500 florovivaisti regionali che occupano 740 ettari dedicati alla produzione di fiori e piante. Nonostante il calo strutturale, il cui valore è di circa 210 milioni di euro con un patrimonio di 1,5 miliardi di piantine, il settore, segnala la Coldiretti, aveva saputo riprendersi dal calo imposto dalle restrizioni Covid, adattando anche l’organizzazione aziendale alla vendita on-line con maggiori servizi di consegna a domicilio. Ma l’incremento del costo dell’energia elettrica e del gas si fa sentire sull’attività, e non solo per il riscaldamento; vale anche per le lavorazioni in vivaio, gli approvvigionamenti vari, fino agli imballaggi e ai vasi per i fiori.

Secondo le stime dell’Authority per l’energia, per quella elettrica, nell’ultimo trimestre, sono stati segnati aumenti del 55%, mentre il gas è schizzato in alto del 42%. Il Presidente di Confagricoltura Padova, Michele Barbetta, lamenta che tutto è aumentato e «c’è perfino chi ha riattivato le vecchie caldaie a gasolio agricolo pur di risparmiare qualcosa. I nuovi rincari scattati dal 1° gennaio vanno così ad appesantire ulteriormente il bilancio delle aziende agricole, già schiacciate dal balzo dei costi energetici che hanno segnato il 2021. Tutto questo quando pure l’anno scorso, rispetto al 2020, il costo dell’energia era aumentato del 100% e quello del gas metano del 300%». E segnala che anche l’aumento dei costi indiretti è preoccupante, «basti pensare che l’urea, fertilizzante ampiamente utilizzato per la preparazione dei terreni, ha visto quasi triplicati i costi, con un balzo da 300 euro a 850 euro a tonnellata, mentre il prezzo di altri concimi è salito mediamente del 60%».

Non si sottraggono ai rincari ovviamente i fertilizzanti a base di azoto, fosforo e potassio, che subiscono un’impennata del 60%. Aumento che riguarda anche l’alimentazione del bestiame e i prezzi per l’essiccazione dei foraggi, delle macchine agricole e dei pezzi di ricambio, per i quali si stanno verificando anche preoccupanti ritardi nelle consegne.

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