Dai porti all’alta velocità, nell’ultimo triennio la Banca europea per gli investimenti ha finanziato progetti in Italia per 23 miliardi

Gelsomina Vigliotti, vicepresidente di Bei 

La vicepresidente della Bei, Gelsomina Vigliotti, ha fatto il punto sull’attività della Banca a EurHope, attività improntata a 4 capisaldi: sostenibilità – ambientale e sociale –, digitalizzazione, gestione delle crisi e innovazione 

VERONA. Gelsomina Vigliotti è da tre mesi vicepresidente della Banca Europea per gli Investimenti, ovvero la più grande istituzione finanziaria multilaterale al mondo. E’ stata ospite di “EurHope”, il programma dell’Università di Verona, rispondendo alle domande del Direttore di NordEst Economia, Paolo Possamai, e del professor Sergio Noto, coordinatore del ciclo di incontri.

Il suo intervento è riassumibile in quattro parole chiave: sostenibilità ambientale e sociale, digitalizzazione, crisi, innovazione. La sostenibilità è al centro dell’azione di BEI, che pone attenzione al finanziamento di progetti che possano favorire lo sviluppo in ottica ambientale, e che, tra il 2019 e il 2020, ha erogato in Italia ben 23 miliardi.

Vigliotti ha citato casi concreti, quali l’alta velocità ferroviaria nel Mezzogiorno, indispensabile per favorire la crescita del sud Italia, e l’espansione del porto di Genova, il principale movimentatore nazionale di merci via mare.

La digitalizzazione delle imprese è un tema caro a BEI, che punta su progetti di qualità, con standard adeguati a favorire il cofinanziamento da parte di privati. «La pandemia ha messo in luce carenze di investimenti nelle infrastrutture e nella digitalizzazione che si sono accumulate negli ultimi decenni - ha spiegato Vigliotti – per cui siamo in prima linea nel correggere questi

fallimenti di mercato. In questo senso vorrei citare il caso dell’azienda Eggtronic di Modena, che sviluppa piccoli microchip e caricatori ad alta efficienza energetica e per tali motivi è stata finanziata da noi ed ha attirato le attenzioni di Google e Amazon».

La crisi è stata motivo di forti investimenti da parte della BEI, con gestione del fondo di garanzia paneuropeo da 25 miliardi, con il sostegno alla liquidità di imprese e famiglie, con interventi atti a generare valore aggiunto. I risultati ci sono stati visto che il rapporto annuale sugli investimenti della banca mostra una forte richiesta di intervento da parte delle imprese e si è tornati ai livelli “pre-pandemia” del 2019.

L’innovazione, infine, è la chiave per uscire dal momento di difficoltà dovuto anche all’esplodere dei costi dell’energia, a cui rimediare puntando sulle rinnovabili e su progetti come quelli citati da Possamai, che ha ricordato due “campioni” del nord est come Leitner, che sviluppa anche pale eoliche di piccole dimensioni, e Zignago, che per avere una riserva di energia di proprietà ha puntato su biomasse e fotovoltaico.