Il Nordest guida la corsa dei distretti industriali tornati ai livelli pre-Covid

I dati del rapporto del centro studi di Intesa Sanpaolo fotografano le ottime performance dei distretti. Molto bene il mobile, le materie plastiche, l’oreficeria; tessile e abbigliamento ancora in recupero

UDINE. È il Nordest che guida la cavalcata dei distretti industriali tornati sui livelli pre-Covid con il saldo dei primi 9 mesi del 2021. Grazie anche alle ottime performance del Friuli Venezia Giulia, che ha segnato +15,5% nel periodo gennaio-settembre ’21 nel raffronto con lo stesso periodo del ’19, mentre in valore spicca il Veneto con 21,2 miliardi di export, contro i 20,5 del 2019. A mettere in fila i conti del commercio con l’estero è l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo che rileva come, sempre nei primi tre trimestri dello scorso anno, i distretti del Nordest hanno realizzato vendite di beni per 40,8 miliardi di euro, contro i 31,3 del Nordovest, i 19,2 del Centro e gli 8,5 del Sud.

In termini di variazione percentuale guida la classifica il distretto del mobile di Pordenone che incrementa del 50% rispetto ai primi 9 mesi del 2020, e realizza 903,5 milioni di euro di esportazioni sempre nei primi 9 mesi dello scorso anno, aumentando di 225,4 milioni il saldo del 2019. A seguire le materie plastiche di Treviso, Vicenza e Padova, +21,2% sul 2020; rispetto al ’19 segna oltre 188 milioni di euro in più con un saldo a 1,59 miliardi. Quindi l’oreficeria di Vicenza che realizza +69,9% nei primi 9 mesi del ’21 sul ’20, a 1,17 miliardi. Sale del 22,9% la termomeccanica di Padova che chiude il periodo a 987 milioni, 120,4 in più rispetto al ’19.

Restano in sofferenza il tessile e l’abbigliamento di Schio, Thiene e Valdagno, che si attestano a 116 milioni in meno rispetto al ’19, con export per 1,23 miliardi (sebbene in crescita sul ’20 del +9,7%), il tessile e abbigliamento di Treviso, che chiude a 688,8 milioni, 113 milioni in meno nel raffronto con il ’19, ma a +8,8% sul 2020, e la meccanica strumentale di Vicenza a cui mancano 111 milioni per pareggiare i conti con il ’19 (quando realizzò 1,73 miliardi di esportazioni), ma è a +8% sul 2020.

Complessivamente il bilancio è dunque positivo, con una crescita media nazionale del +20,5% per il periodo gennaio-settembre ’21 realizzando peraltro un nuovo record storico, appena sotto la soglia dei 97 miliardi di euro, il 2,3% in più rispetto allo stesso periodo del ’19.

e.delgiudice@gnn.it