Prosecco Doc, 2021 anno record: superati i 600 milioni di bottiglie

Il Prosecco Doc continua a macinare risultati e dopo un 2020 andato oltre il tetto dei 500 milioni di bottiglie, grazie al Rosé, nel 2021 la Denominazione ha fatto ancora meglio. Un grande risultato per il presidente del Consorzio Zanette che però guarda già al futuro, all’insegna della valorizzazione e della tutela del prodotto

TREVISO. Il Prosecco Doc mette a segno un nuovo record. Dopo un 2020 che aveva portato la Denominazione a superare il mezzo miliardo di bottiglie, trainata anche dall’immediato successo del Prosecco Rosé, il 2021 ha fatto ancora meglio: con un +25,4% la Doc guidata da Stefano Zanette ha infatti sfondato il tetto dei 6oo milioni di bottiglie, 627,5 milioni per la precisione, di cui ben 71,5 milioni nella versione Prosecco DOC Rosé. Ma il dato più interessante è quello relativo alla valorizzazione della singola bottiglia che all’export, in dollari, ha superato il 4%.

«Un risultato veramente eccellente, che conferma la forza, la robustezza che il Prosecco Doc e l’intero sistema nelle sue tre Denominazioni esprimono oggi sul mercato globale, grazie ad una filiera produttiva di grande valore» commenta Giorgio Polegato, presidente della Consulta Vitivinicola di Coldiretti Veneto in merito ai dati resi noti ai produttori del Consorzio di Tutela del Prosecco Doc. 

«Dopo dieci anni entusiasmanti - dichiara il presidente Zanette - il nostro obiettivo è quello di consolidare il successo della Denominazione, il che significa progettare il futuro dell’intera filiera con uno sguardo attento ai consumatori, al territorio e alle sue comunità, coinvolgendo attivamente, nella sua realizzazione, l’intero sistema produttivo e non solo».

Stefano Zanette, Presidente del Consorzio di tutela della Doc Prosecco

I pilastri sui quali si incentra la politica di Zanette, fin dal suo primo mandato nel 2012, si sviluppano compatti sul tema della sostenibilità a 360° - da quella ambientale a quella economica e sociale - accompagnata dalla ferrea volontà di far sì che alla crescita in volume corrisponda una crescita dei valori.

Tutela e promozione restano i due grandi ambiti d’azione nei quali agisce il consorzio. Con l’aumentare della notorietà della denominazione favorita dall’intesa attività promozionale a livello globale si è registrata una crescita dei tentativi di imitazione e quindi la battaglia alla contraffazione si è fatta sempre più ardua.

«In tema di promozione – spiega il direttore generale Luca Giavi – l’impegno appare non banale. Si tratta di un lavoro di tessitura, oserei dire di traduzione in un linguaggio adatto al grande pubblico, di un corredo valoriale che appartiene al territorio e nel quale la comunità veneta così come quella del Friuli Venezia Giulia vorremmo si riconoscessero sempre più profondamente. Valori umani universali come leggerezza, immediatezza, cordialità, convivialità, accoglienza, qualità che facilmente i consumatori di tutto il mondo riconoscono alle nostre produzioni».

Grazie al lavoro portato avanti coerentemente in questi dieci anni, la denominazione ha saputo conquistare i critici più severi, l’attenzione del giornalismo internazionale più qualificato e la fiducia dei mercati internazionali dove nei primi tre trimestri del 2021 la quota export ha incassato un lusinghiero + 30%.

«Il lavoro da fare è ancora tanto - chiosa Zanette - a breve presenteremo quella che potremmo definire l’Agenda 2030 della Doc Prosecco. Questo è il grande, imprescindibile lavoro che ci attende per coinvolgere attivamente l’intero sistema produttivo verso una crescita realmente condivisa con uno sguardo attento ai consumatori, al territorio e alle sue comunità».

Al futuro guarda anche Polegato. «La nuova sfida – afferma - è quella di reggere sui mercati nei prossimi mesi e far accettare ai grandi compratori gli inevitabili aumenti, sul prodotto imbottigliato, determinati dalla crescita del valore delle uve dell’ultima vendemmia e in generale sui materiali di imbottigliamento e sui trasporti. Se con intelligenza e impegno sapremmo superare questo divario e soprattutto se i consumatori manterranno fedeltà ed apprezzamento per il prodotto, al prossimo Vinitaly potremmo festeggiare la definitiva maturità e i livelli di pregio raggiunti da questa Denominazione in tutto il mondo».

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