La ripresa a Nordest corre in autostrada trainata dal ritorno del turismo e dal boom dell’ecommerce

Le vacanze natalizie hanno fatto esplodere il trasporto di merci e persone. Davide Cervellin, Ad Infoblu: «La crescita riparte nonostante il Covid»

L’evidenza si nasconde dentro ai numeri: la pandemia ha cambiato anche la nostra mobilità, e quella delle merci. Il report Infoblu Mobility Trend, ovvero il focus sui trend della mobilità nelle due regioni di Veneto e Friuli Venezia Giulia realizzato da Infoblu, società del gruppo Telepass, che fotografa i movimenti di traffico sulla rete autostradale e stradale, rende evidente la correlazione tra chiusure o restrizioni, imposte dalle misure per contrastare la pandemia, e il traffico “leggero”, quello delle auto, per intenderci, ma palesa anche l’aumento dei traffici intuibile dai volumi generati dai mezzi pesanti.

«Dietro ai numeri - spiega Davide Cervellin, Ad di Infoblu e Chief Insurance & Data Officer di Telepass -, da prima della pandemia, ci sono dinamiche, a tratti sommerse, che il mondo del trasporto ha vissuto e che sono fondamentali per l’economia del Paese».

Davide Cervellin, Ad Infoblu

Complessivamente, il 2020 sul ’19, segna un incremento medio del 5% sulle autostrade italiane, nel ’21 i primi due mesi risultano in flessione, salvo recuperare rapidamente in quelli successivi. «L’agosto ’21 ha registrato volumi di traffico in linea con il ’19 - prosegue Cervellin - e nel corso dell’estate le mete di villeggiatura sono state caratterizzate da un traffico elevato».

La fine dell’anno, in coincidenza con le vacanze natalizie, e la prima settimana del ’22, per Fvg e Veneto hanno significato picchi di volumi di traffico notevoli: +240 e +250%, per i veicoli leggeri, e +64% e +79% per i mezzi pesanti.

Incremento notevole, quello legato alle merci.

«Il traffico pesante ha subito uno stop a marzo 2020 e poi è rapidamente ripartito, e il trend resta sostenuto».

Perché?

«Perché i consumatori hanno scoperto il commercio online. L’acquisto, da quello dei beni primari a quelli di consumo, si è orientato su questo nuovo canale che, anche alla ripresa della “normalità” è rimasto. E non dimenticherei i vaccini, che hanno viaggiato e continuano a viaggiare su strada. Direi che il mondo dei mezzi pesanti ha sostenuto l’economia del Paese».

I vari Amazon & C. influenzano significativamente il traffico.

«Direi di sì, ma non lo incrementano in termini assoluti. Il pacchetto che ordino da casa con un clic viene trasportato da un pezzo pesante ad un centro di smistamento e da questo, con un furgone, viene consegnato a casa. Questo fa sì che ci sia più traffico pesante in autostrada, non altrettanto nelle città dove lo smart working fa sì che ci siano meno persone che si recano al lavoro tutti i giorni».

Ed è anche questo un fenomeno misurabile?

«I dati del traffico autostradale sulle tratte brevi, che comprendono 1 o 2 caselli, e quindi tragitti che le persone percorrono per recarsi al lavoro, rilevano una flessione di -30/40%, e questo lascia intuire che 1 o 2 giorni a settimana, le persone lavorano da casa. Questo fa sì che il traffico, complessivamente, si ridistribuisca».

E i picchi nei week end?

«Fotografano il desiderio delle persone di viaggiare e di muoversi».

I dati di traffico che ci dicono dell’economia?

«La parola chiave è ripresa, e riguarda sia il turismo che le merci».

L’incremento del trasporto su gomma è attribuibile alle difficoltà logistiche patite da altri vettori?

«Il trasporto su gomma è senz’altro il più flessibile, quello con il costo di attivazione più basso, ed è stato essenziale in un’economia che ha dovuto reinventarsi nel giro di poche settimane, tanto che oggi si parla si shortage di camionisti».

Previsioni per il ’22?

«Resta la correlazione tra la curva dei contagi e il traffico dei mezzi leggeri, quindi il trend dipenderà dalla pandemia; il traffico pesante continuerà a crescere. Spero che la prossima estate ci siano le condizioni per i viaggi oltre confine per riportare in Italia i turisti provenienti dall’estero».

e.delgiudice@gnn.it