Stangata sulla pasta, il costo al chilo sfiora il 40% di aumento

Dopo gli aumenti delle bollette impennano i prodotti agroalimentari. Anche in Veneto e Fvg, dove Coop Alleanza 3.0, player che conta a Nordest 122 punti vendita, lavora per difendere la spesa delle famiglie 

PADOVA. Non c’è solo il vertiginoso rincaro delle bollette a pesare sui bilanci degli italiani. L’inizio del 2022 porta con sé un altro “fardello” per le famiglie, chiamate a fare i conti con l’aumento dei costi di alcuni prodotti agroalimentari, risultato di una tempesta perfetta fatta di rincari energetici e delle materie prime, dei costi lievitati di packaging e noli. A farne le spese è in particolare la regina della tavola italiana: la pasta.

A fine gennaio, per un chilo di prodotto la Gdo pagherà quasi il 40% in più rispetto a settembre: 1,50 euro rispetto all’euro e 10 centesimi di 4 mesi fa. Un maggior costo che la Grande distribuzione dovrà gestire, scegliendo con non poca difficoltà se ribaltare i maggiori costi sui clienti, con tutti i rischi del caso, oppure assorbirli, affossando la marginalità. Un sentiero che dir stretto è poco ma con il quale, in questi giorni d’inizio anno, tutte le insegne della Gdo stanno facendo i conti. Compresa Coop Alleanza 3.0, colosso della cooperazione nazionale da 738 milioni di fatturato, che a Nordest, in particolare tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, conta ben 122 punti vendita, oltre un quarto dei suoi 400 supermercati, e occupa 2.568 dipendenti. 

Chi meglio conosce il problema è Alberto Coldani, che della cooperativa è direttore merci. «Coop Italia e Coop Alleanza 3.0 – spiega – hanno operato nel modo più coerente con l’approccio mutualistico proprio della cooperazione, difendendo al meglio possibile il potere di acquisto di soci e clienti. Per i prodotti a marchio Coop abbiamo riconosciuto ai fornitori aumenti di listini di acquisto coerenti con l’inflazione delle materie prime, dei costi energetici e degli imballaggi. Ciò è avvenuto a piccoli passi da novembre ed oggi abbiamo assorbito gran parte dei rincari, limitando il più possibile il ribaltamento alla vendita e riducendo al minimo i nostri margini».

Sui prodotti a marchio proprio Coop ha scelto di farsi carico del problema, riducendo i margini, poco meno che azzerati. «Sui prodotti delle aziende “di marca” invece – continua il direttore merci –, le stesse hanno adottato strategie di aumenti differenziati ed abbiamo negoziato al meglio possibile per ridurre e ritardare tali incrementi, a volte non giustificati nelle dimensioni richieste. Come ulteriore arma a difesa di clienti e soci, abbiamo agito sui nostri assortimenti, cercando di offrire il miglior assortimento possibile per rapporto qualità/prezzo».

Se la pasta è il prodotto che più balza all’occhio per la percentuale di aumento, causata in particolare dal rincaro della semola, lievitata del +70%, e per il fatto d’essere con pane e latte uno dei prodotti che non mancano mai nei carrelli della spesa delle famiglie italiane, la lista dei prodotti che hanno subito aumenti o che rischiano di subirli a stretto giro è lunga. E destinata a durare per buona parte dell’anno. A dirlo è il Rapporto 2021 appena pubblicato da Coop nel quale i manager della filiera stimano un incremento medio dei prezzi alimentari superiore ai 3,5 punti percentuali, con un’ondata inflattiva che per ben il 63% degli intervistati riguarderà tutto il 2022.

Il timore dell’inflazione, sempre secondo il report farà crescere i discount, ma pure la caccia alle promozioni. Una carta, quest’ultima, che si prepara a giocare anche Coop Alleanza 3.0. «Tra le strategie messe in campo da Coop per gestire la situazione – conclude Coldani – ci sono anche le promozioni: abbiamo cercato di pianificare per tempo con alcuni fornitori condizioni definite con largo anticipo per poter mantenere occasioni di risparmio anche nelle settimane in corso».

Quali saranno in concreto gli effetti sui carrelli della spesa, vale a dire se ci sarà o meno una riduzione della spesa a fronte dei rincari, è presto per dirlo. «Quel che ci attendiamo con certezza è un incremento del prodotto a marchio Coop – conclude Coldani – che esprime la maggiore convenienza/qualità nei nostri assortimenti». 

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