Estrima a Piazza Affari: “Birò” in 25 capitali europee

La società pordenonese che produce i piccoli veicoli elettrici ha debuttato a dicembre su Egm. «Investiremo per crescere e innovare»

Specializzato nella micromobilità green in particolare, nella progettazione, produzione e commercializzazione di veicoli elettrici con il marchio Birò, il gruppo Estrima Spa è approdato il 20 dicembre scorso sul listino Euronext Growth Milan (Egm). Tra gli obiettivi dichiarati dal presidente, e fondatore, Matteo Maestri, raggiungere le città europee con il modello di successo ottenuto a Milano, Roma e Amsterdam sfruttando la crescita della mobilità sostenibile.

Soddisfatti del debutto?

«Siamo riusciti a raccogliere ciò che desideravamo e d’altro canto immaginavamo che l’enorme potenzialità di un’azienda che opera con successo in uno dei settori più in fermento di questo periodo, quello della mobilità sostenibile, non potesse passare inosservata. Si tratta di una partenza e di un passo decisivo del nostro percorso di crescita».

Perché avete deciso di quotarvi? E perché in questo momento?

«La quotazione era da diverso tempo un punto fermo e un obiettivo nel nostro programma di sviluppo. Per arrivare preparati abbiamo attuato un progetto di riorganizzazione societaria, acquisendo nel corso del 2021 l’intero capitale delle società Brieda e Sharbie e, indirettamente, di UPooling, andando a formare un Gruppo composto da 5 società che fosse veramente competitivo sui mercati. Se la nostra posizione di leadership nel settore della micromobilità elettrica era già consolidata prima della quotazione, il debutto in Borsa ci ha garantito risorse finanziarie e strumenti per portare a compimento i progetti di espansione, oltre ad aver aumentato notevolmente la nostra visibilità. Questo poi era il momento ideale per la presenza di tre macro-trend: la crescita demografica delle città, che porta con sé una ricerca di soluzioni che riducano il traffico e l’inquinamento, l’elettrificazione del parco auto e infine l’affermazione del nuovo modello di mobility as a service, cioè una richiesta di servizi aggiuntivi legati alla mobilità elettrica che vadano al di là del solo prodotto. La nostra offerta risponde a questi tre fenomeni, pertanto non volevamo perdere l’opportunità».

Come saranno impiegati i proventi di quotazione?

«Nell’ambito del collocamento abbiamo raccolto 15 milioni di euro, che saranno usati per portare avanti gli ambiziosi obiettivi del nostro piano di sviluppo, che si declina essenzialmente in due intenti: espandersi in tutte le principali città europee e migliorare il nostro prodotto. Vantiamo un business model già consolidato e vincente, la nostra strategia e la nostra proposta hanno riscosso grande successo nelle città dove già siamo operativi, Milano, Amsterdam e Roma in primis, ora puntiamo a presidiare 25 città europee. Per quanto riguarda l’upgrade di prodotto, i nostri veicoli Birò sono particolarmente apprezzati dai clienti, ma non vogliamo fermarci qui: investiremo nel miglioramento di prodotto e in innovazioni».

A quale mercato e clientela vi rivolgete?

«Il mercato potenziale è vastissimo. Le categorie di consumatori per le quali sono pensati i nostri prodotti sono tre: retail, corporate e industry (ossia i fornitori di sharing e di noleggio).

Previsioni per il ’22?

«I fondamentali lasciano prevedere un anno particolarmente positivo, e anche sfidante, per Estrima e per Birò. Siamo consapevoli che non basta offrire al mercato un prodotto di qualità ma occorre garantire una serie di servizi, e anche qui, con la nostra controllata Sharbie, ci stiamo muovendo. Infine siamo aperti e pronti a cogliere ogni opportunità che si presenterà, non escludiamo nessuna opzione che possa accelerare la nostra crescita. Le nostre batterie sono cariche e piene di energia».