Il generale Graziano a Eurhope: “Investimenti sulla difesa per un’Europa più sicura ad est”

Con gli USA sempre più impegnati a controllare il quadrante indo-pacifico e naturalmente la potenza economica e militare della Cina, l’Europa deve essere sempre più vigile, guardando soprattutto ad est. Ha detto il generale

VERONA. “Manca la percezione di quanto la guerra sia vicina all’Europa e di come siano necessarie capacità e prontezza di reagire agli attacchi”. Non ha usato giri di parole il Generale Claudio Graziano nel suo intervento a “EurHope”, il programma dell’Università di Verona, per evidenziare la necessità di arrivare ad un sistema di difesa europeo.

Graziano è il presidente del Comitato militare dell'Unione europea, quindi il numero uno, il potenziale comandante di una forza comunitaria che lui stesso ha definito – rispondendo ad una domanda del coordinatore del programma Sergio Noto – “possibile ed indispensabile”, anche a fronte del fatto che la NATO è sempre più impegnata su diversi fronti. Il generale ha fatto una breve introduzione storica, ricordando come di una comunità europea di difesa si fosse iniziato a parlare nel lontano 1952, per poi infilare una serie di affermazioni forti su Afghanistan, Russia e futuro della difesa in Europa.

“Il ritiro dall’Afghanistan è stato una sconfitta per tutto il mondo occidentale – ha detto Graziano – ed un grande insuccesso che ha gettato discredito su tutto il mondo occidentale. Dopo venti anni, eravamo prossimi a riportare pace e sicurezza, invece è stato perso tutto”. Con gli USA sempre più impegnati a controllare il quadrante indo-pacifico e naturalmente la potenza economica e militare della Cina, l’Europa deve essere sempre più vigile, guardando soprattutto ad est.

“La Russia non ha avuto problemi a portare la guerra ibrida (un termine che include aiuti militari ai ribelli locali, propaganda, guerra psicologica, controllo/infiltrazione dei sistemi informatici e altro ancora, ndr) in Crimea e a muovere gli emigrati dalla Bielorussia ai confini con la Polonia. Adesso la minaccia russa è molto concreta contro l’Ucraina. I russi sono un rischio, anche perché il mondo è in competizione permanente”.

E, non a caso, Graziano ha snocciolato i numeri degli investimenti enormi in Difesa da parte delle superpotenze, in testa gli Stati Uniti con 778 miliardi e, a seguire la Cina, con 252, “ma non è detto che siano solo questi, vista la scarsa trasparenza – ha chiosato Graziano”.

L’Europa sarebbe al terzo posto, con 230 miliardi, ma deve combattere con tutta una serie di problemi: riluttanza da parte dei Governi a rendere disponibili le forze per operazioni militari, difficoltà a stabilire e ripartire i costi comuni, mancata ripartizione specialistica della spesa, divergenze tra Paesi con esercito professionale ed altri (“i paesi baltici vedono il rischio russo ed hanno la leva”) caratterizzati dal servizio di leva obbligatorio.

Per rimediare a questa situazione e rendere in futuro più vicina una difesa comune europea Claudio Graziano ha proposto la sua ricetta, fatta di nuovi armamenti, ed in particolare i caccia di sesta generazione, di investimenti in cybersicurezza, cooperazione “al rialzo” in termini di investimenti sotto una regia comune, creazione di una riserva militare e – infine – sulla spiegazione alla gente della serietà e importanza di un esercito preparato, di fronte i cambiamenti geo strategici. Se siamo stati colti di sorpresa dall’attacco di un virus – ha ricordato Graziano – che ha indotto una crisi paragonabile a quella di una guerra mondiale, così non dobbiamo sottovalutare le minacce terroristiche che arrivano da più fronti ed essere pronti.