Export: le province di Padova e Treviso battono Bayern e Rhone-Alpes, +4,1% Rilevazione di Assindustria Venetocentro

Tra gennaio e settembre le vendite oltre confine valgono 18,7 miliardi, un balzo del 19,7% sullo stesso periodo 2020, e soprattutto di 4,1 punti rispetto al 2019 (Treviso 10,6 miliardi, +4,1% sul 2019; Padova 8,1 miliardi, +4%). Nel benchmark europeo, il sistema manifatturiero di Padova Treviso fa meglio in percentuale rispetto ai livelli pre-Covid di Bayern (-1,7%) e Rhône-Alpes (-4,5%)

PADOVA. Una rilevazione di Assindustria Venetocentro fa emergere che l'export dell'asse Padova-Treviso batte Bayern e Rhone-Alpes, con un +4,1% sul pre-Covid. A pendere a favore dei veneti sono le strategie internazionali delle imprese e i paesi target 2022 emersa da un'indagine Assindustria Venetocentro con Sace e Fondazione Nord Est.

Secondo i dati emersi Stati Uniti, Germania e Francia tra i paesi che apprezzano il made in Veneto mentre metalli, apparecchi elettrici e articoli farmaceutici tra i prodotti per una cifra stimata nei primi nove mesi del 2021 che supera di 700 milioni il precedente picco del 2019 e traguarda il record storico dei 25 miliardi di euro a fine anno.

Tra gennaio e settembre le vendite oltre confine valgono 18,7 miliardi, un balzo del 19,7% sullo stesso periodo 2020, e soprattutto di 4,1 punti rispetto al 2019 (Treviso 10,6 miliardi, +4,1% sul 2019; Padova 8,1 miliardi, +4%). Nel benchmark europeo, il sistema manifatturiero di Padova Treviso fa meglio in percentuale rispetto ai livelli pre-Covid di Bayern (-1,7%) e Rhône-Alpes (-4,5%), appena peggio di Baden-Württemberg (+5,1%) e Cataluña (+6,9%).

Se il traino maggiore viene dai Paesi della zona euro (+5,8% rispetto al 2019), innanzitutto Germania, primo mercato di sbocco (+10,7%) e Francia (+11,4), è però la Polonia a fornire in percentuale la crescita più robusta (+21,6%). Tra i Paesi extra Ue spicca la crescita a doppia cifra degli Stati Uniti (+17,6%), mentre la frenata più cospicua (965 milioni di euro in meno, -15%) è visibile nel Regno Unito, primo segnale tangibile delle difficoltà seguite a Brexit.