Esportazioni record a Nordest, i distretti guidano la corsa

Il Veneto supera i 21,2 miliardi di euro, +20,2%, e va oltre i livelli pre-Covid: mobili, elettrodomestici, meccanica e agroalimentare al top, moda in recupero. Il valore aggregato dei distretti del Friuli Venezia Giulia presenta un saldo di 1,99 miliardi di euro con un balzo del +34,6% rispetto allo stesso periodo del 2020.

PADOVA. Con 40,8 miliardi di esportazioni nei primi 9 mesi dell’anno, i distretti del Nordest si piazzano in vetta nella classifica delle macro-aree del Paese, davanti a quelli del Nordovest (31,3 miliardi), e valgono il 42% del totale export distrettuale italiano, che vale oltre 96 miliardi di euro. È il Monitor distretti di Intesa Sanpaolo a fotografare le ottime performance dei “polmoni” produttivi dell’area, e del Veneto, che nel periodo gennaio-settembre 2021 hanno non solo recuperato sul 2020, anno segnato dal Covid, ma in molti casi hanno superato i valori del 2019.

«Nel terzo trimestre il Veneto ha segnato una crescita importante portando ben 20 distretti su 27 al recupero dei livelli del 2019 - dichiara infatti Roberto Gabrielli, direttore regionale Veneto Ovest e Trentino Alto Adige di Intesa Sanpaolo -, e questo conferma quanto siano importanti i forti legami tra le aziende appartenenti alle filiere produttive locali per affermare la qualità del nostro made in Italy nei mercati internazionali».

Veneto

Nel dettaglio «gli Elettrodomestici di Treviso si confermano primi per livello di crescita tra gennaio e settembre (+252,2 milioni di euro pari a +30,8% sul 2019) seppur in rallentamento nel terzo trimestre (+17,4%), con ottimi risultati nel mercato tedesco dove l’export è più che raddoppiato e nel mercato belga dove le esportazioni sono aumentate più di quattro volte - si legge nel report -. Le Materie plastiche di Padova, Vicenza e Treviso segnano il secondo aumento dei flussi di export più rilevante rispetto al 2019 grazie a Germania, Francia e Paesi Bassi che trainano il distretto ad una crescita complessiva di 188,8 milioni di euro nei primi 9 mesi, in brillante accelerazione nel terzo trimestre (+20,1% su 2019). L’Oreficeria di Vicenza si colloca come terzo distretto per incremento e primo del sistema moda con un considerevole aumento delle esportazioni (+16,7% nei primi 9 mesi e +25% nel terzo trimestre sul 2019) in parte riconducibile alla variazione dei prezzi (+12,4% nei primi 9 mesi 2021 sul 2019), grazie alla spinta degli Stati Uniti che, con un quarto delle vendite totali, trainano la ripresa (+80% nei primi 9 mesi sul 2019) insieme a Sudafrica e Malaysia».

Bene la Termomeccanica di Padova, che vede raddoppiate le vendite in Russia, Usa e Israele; le Carni di Verona (+22,7%) con Germania, Francia, Polonia e Regno Unito mercati trainanti; in recupero anche il Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene (+22,1%) che trae spinta dal balzo negli Stati Uniti (+47%) e in Svezia (+76%) e dall’accelerazione in Germania e nel Regno Unito, che rimane comunque il mercato più lontano dai livelli pre-Covid. 

Friuli Venezia Giulia

l valore aggregato dei distretti del Friuli Venezia Giulia presenta un saldo di 1,99 miliardi di euro con un balzo del +34,6% rispetto allo stesso periodo del 2020, ovvero i primi nove mesi, ma superiore a 1,72 miliardi del 2019, ovvero l’anno pre-Covid. E a determinare lo scatto è - soprattutto - il mobile-arredo di Pordenone che da solo mette a segno esportazioni per oltre 900 milioni di euro, mentre l’intero sistema-casa arriva a 1,67 miliardi comprendendo anche gli elettrodomestici (appannaggio anche questi del Friuli occidentale), per 293 milioni, e le sedie di Manzano (riduttivo, perché qui non ci sono esclusivamente produttori di sedie) che hanno raggiunto i 473 milioni di euro. precedente, ma per andare oltre, conquistando nuove quote di mercato, se non nuovi mercati.

Come detto il mobile di Pordenone ha superato i 900 milioni di export, contro i 602 del periodo gennaio-settembre 2020 (+50%), superando i 678 milioni dello stesso periodo del 2019. Stesso trend per gli elettrodomestici di Pordenone che segnano 293 milioni di euro, +31,2% sul 2020, e sopra i 252 milioni del 2019. L’arredo udinese chiude a 473 milioni, +20,7% rispetto ai 392 dell’anno precedente.

Positive le performance del comparto agroalimentare che vede un saldo a settembre di 325 milioni di esportazioni, +22,8% rispetto ai 264 milioni del 2020, e sopra i 301 milioni del 2019. Bene i vini e i distillati del Friuli che archiviano i primi 9 mesi con 119 milioni di esportazioni, +19,9% sul 2020, e sopra i 106 milioni del 2019. Il prosciutto di San Daniele raggiunge i 43 milioni, +40,5% sui 31 milioni del 2020, e in crescita rispetto ai 35 milioni del 2019. Segno più anche per il caffè di Trieste che esporta in nove mesi per 162 milioni di euro, +20,8% rispetto ai 134 milioni del 2020, e di poco sopra i 160 milioni del 2019. Il Fvg spicca anche nel raffronto con il Nordest, in termini di variazione percentuale con una crescita del 34,6% a fronte di una media del +20,7%.

Tra i mercati di maggiore dinamismo ci sono gli Usa, che solo per il mobile hanno triplicato i valori del ’19, a cui si sommano Regno Unito e Francia. Per gli elettrodomestici in pole ci sono Germania, Polonia e Francia; per l’area manzanese bene Danimarca, Francia, Usa e Germania; il vino risente della domanda vivace del Belgio; il Prosciutto San Daniele beneficia dell’apertura di nuovi mercati come Usa e Regno Unito; il Caffè di Trieste “scopre” la Repubblica di Corea (+14 milioni di euro nei primi 9 mesi) che nel terzo trimestre quadruplica i valori dello stesso periodo del 2019. 

e.delgiudice@gnn.it