La “ricetta” di Giuliano Pisapia a EurHope: «Più potere all’Europa»

L’europarlamentare, ospite di EurHope, il programma dell’Università di Verona dedicato al futuro dell’Europa, ha indicato «nella Costituzione europea che ancora manca e nella modifica della legge elettorale» due dei passaggi fondamentali perché le istituzioni europee abbiano maggior peso e ha messo in guardia dall’ampliamento dei confini dell’Unione a Paesi che non condividano ne condividano idee e valori 

VERONA. Europa sociale, autonomie, costituzione, meccanismi di voto e allargamento ad altri Paesi. È un fiume in piena l’europarlamentare Giuliano Pisapia durante l’ora di intervento a EurHope, il programma dell’Università di Verona dedicato al futuro dell’Europa. 

E Pisapia ha voluto partire proprio da un pensiero a ciò che l’Europa sta facendo e farà sul fronte sociale, dal reddito minimo ai vaccini acquistati e mandati in Africa, dall’attenzione alla questione immigrazione ai fondi per garantire sviluppo ai Paesi meno forti, grazie a Next Generation EU.

Un’Europa che deve crescere, allargarsi con cautela e diventare più coesa per poter contare. In un mondo in cui si impongono sempre più le superpotenze: «Dobbiamo stare uniti – ha detto – se vogliamo avere un ruolo su ambiente, democrazia e stato di diritto. Rispetto le istanze per l’autonomia che arrivano, dal Veneto alla Catalogna, e anche sono attento alla salvaguardia di lingue e culture, ma è un fatto che per crescere si devono avere le dimensioni adatte. Inoltre, il Covid ha dimostrato quanto sia stata e sia importante una sanità unita a livello nazionale».

Covid che ha portato con sé anche spinte populistiche e disinformazione. «Dalle analisi che abbiamo effettuato come Commissione Affari Costituzionali al Parlamento Europeo – ha aggiunto Pisapia – abbiamo rilevato con inquietudine come queste “fake news” siano alimentate da alcuni Paesi allo scopo di destabilizzarne altri. Stiamo lavorando per cercare di contrastarle».

Ma la ricetta di Pisapia è una sola. Più potere all’Europa. Bisognerà arrivare alla Costituzione europea che ancora manca ed anche alla modifica della legge elettorale. Per cui, in futuro, i cittadini alle elezioni europee non eleggeranno soltanto i deputati del proprio Paese, ma anche quelli di altri Stati europei, con idee e valori affini ai propri.

Cittadini che nel frattempo devono farsi sentire. Una modalità disponibile già oggi è la Conferenza sul futuro dell’Europa (https://futureu.europa.eu) alla quale tutti possono partecipare, anche per dare più spinta propulsiva al Parlamento europeo, spesso bloccato nella sua azione dagli egoismi nazionali.

«Le risoluzioni del Parlamento – ha spiegato Giuliano Pisapia – vanno poi votate dal Consiglio. Ma qui ci vuole l’unanimità di tutti gli Stati membri, per cui decisioni a maggioranza, per esempio sui diritti civili, possono essere bloccate da Stati, come l’Ungheria, che sono su posizione diverse».

Quindi, grande cautela e attenzione all’allargamento dell’Unione Europea, che oggi più che mai

ha bisogno di valori e idee comuni e condivise. «L’allargamento alla Turchia – ha detto – che pure tanti anni fa fece domanda di ingresso nella UE, porterebbe con sé un elemento destabilizzante, dato il diverso sentire in tema di diritti umani, la presenza militare pervasiva e il fatto che il Paese diventerebbe il più popoloso e meno integrato d’Europa».

In chiusura un messaggio agli studenti: «Siete voi che conoscete e capite l’importanza delle varie culture in un quadro di valori condivisi, voi che siete la generazione “Erasmus” e più vi riconoscete in questa casa comune. In futuro mi auguro si trovi il modo di poter proporre questa esperienza di vita, con un periodo in un altro paese europeo, anche a chi lavora, in modo da poter apprezzare e conoscere un altro punto di vista».

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