Top 500 Pordenone, le imprese del Fvg davanti alla sfida dello sviluppo digitale

L’anno della pandemia è stato un anno complesso ma che ha mostrato la capacità delle imprese del Fvg di reggere meglio che a livello nazionale sul fronte dei ricavi. Le aziende hanno ora, nel post-pandemia, nuove grandi opportunità e importanti sfide: la prima è quella di portare sempre più digitale nella manifattura

PORDENONE. Nona edizione di Top 500 di Nordest Economia, hub tematico del Gruppo Gedi. Al centro del primo appuntamento la sfida della digitalizzazione. Il luogo scelto per il collegamento streaming è la Lean Experience Factory (LEF), San Vito al Tagliamento (Pordenone), la fabbrica modello più grande del mondo dove.

Sul palco ad aprire la diretta Paolo Possamai, Direttore NordestEconomia, hub Gedi per i quotidiani di Veneto e Friuli Venezia Giulia,
Omar Monestier, Direttore Il Piccolo e Messaggero Veneto e Maria Cristina Landro, Partner PwC Italia

Il Fvg ha retto bene la pandemia, spiega Landro, con una riduzione dei ricavi meno consistente rispetto alla media nazionale anche se hanno risentito i margini.

Il Fvg è classificato in quinta posizione rispetto al digitale.

“I numeri della ricerca sui bilanci del 2020, il primo anno della pandemia, sono stupefacenti – dice Gianluca Toschi ricercatore senior della Fondazione Nordest – il dato aggregato dei ricavi mostra una riduzione dello 0,1%.

È un dato che non deve ingannare: se nel computo si tiene conto di alcuni elementi distorsivi (come quello che deriva dall’importante crescita di una società commerciale che ha raddoppiato il fatturato nel 2020) osserveremmo una riduzione del 4,4% del fatturato”.

Un dato più vicino all’andamento generale dell’economia che ha fatto segnare un arretramento del PIL del 8,9% a livello nazionale e del 7,9% in Friuli-Venezia Giulia. La marginalità rappresentata dall’EBITDA ha subito complessivamente una contrazione del 13,7%.

Ma ci sono aziende che sono cresciute, una pattuglia ha registrato un aumento dei ricavi del 10 per cento, una seconda pattuglia del 20 per cento. Ma le aziende spiega Toschi sono più patrimonializzate in quanto moltissime hanno chiuso in utile, reinvestendo in azienda.

Tra i settori va segnalato l’andamento positivo del commercio all’ingrosso, mentre ha risentito la siderurgia e il trasporto.

Il 2022 spiega Veronica Pozzi director PwC, che ha effettuato una survey sul sentiment, dice che gli imprenditori hanno una grande fiducia nei prossimi 12 mesi, l’88 per cento dei rispondenti. All’orizzonte le preoccupazioni più forti riguardano il rischio informativo proprio per la forte spinta sulla digitalizzazione.

Tra i grandi temi è quella della gestione dei talenti, cioè la capacità di trattare le risorse umane e saperle trattenere. Ma per la trasformazione serve la discontinuità e creare armonia. Un altro elemento, spiega Pozzi, è quello di riscoprire il valore e infine quella della costruzione del domani.

A seguire sul palco le testimonianze degli imprenditori, che hanno raccontato come la trasformazione abbia modificato il volte delle loro aziende. Sergio Barel, presidente e ad di Brovedani,  spiega: “Per una azienda meccanica la digitalizzazione va ora metabolizzata, non basta sostituire la carta con i fogli excel, o sostituire le macchine con i board ma va cambiata la mentalità. È un percorso travagliato dove tutte le varianze personali oltre le competenze specifiche giocano il loro ruolo. È un percorso anche lungo ma sarà fondamentale per attrarre i talenti”.

Paolo Bergano, ceo di OverIt, che dalla California è arrivato in Friuli. Bergamo è cresciuto, umanamente e professionalmente, nella Silicon Valley, accanto a big del calibro di Leonard Kleinrock, il padre di Internet (allora Arpanet) alla Ucla, di Marc Benioff, Ceo di Salesforce, e Steve Jobs. “Noi siamo una azienda di software ha l’obiettivo di diventare grande, aiuta le aziende a fare manutenzione”.

La trasformazione portata dalla pandemia ha prodotto “Una sfida nel reshoring, sono sicuro che riporteremo in Italia tante produzioni” dice Bergamo.

“Il Field service management cresce ogni anno del 17 per cento. Per noi quindi diventa importante creare un eco-sistema in grado di attirare talenti. Le persone che sento negli Stati Uniti sono felici di venire in Italia a fare un percorso, questo crea una trazione per noi. In hi tech non abbiamo tante competenze manageriale” aggiunge Bergamo. “Vogliamo crescere del 30 per cento con cagr sviluppandoci molto all’estero” anticipa il ceo raccontando gli obiettivi dei piani di OverIt.

Silvia Quaglia, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Arrital SpA Giacomo Quarta

Amministratore Delegato di Telebit SpA sono stati i protagonisti della seconda parte della tavola rotonda.

“Per noi il digitale ha significato un grande impatto, con investimenti consistenti in Industria 4.0 e l’investimento in Crm per essere meglio in contatto con la nostra clientela e con le iniziative di marketing”. Telebit è invece una azienda che è digitale nell’anima essendo impegnata nelle infrastrutture che permettono la connettività. “Siamo cresciuti moltissimi, nel 2021 abbiamo raggiunto i 150 milioni di ricavi. La vera sfida per noi è trovare i talenti. Siamo in contatto con tutte le realtà, Istituti tecnici e università, per riuscire a creare un ecosistema in grado di rispondere a queste esigenze di competenze, legando il mondo della scuola con quello dell’impresa”.