Top 500 sbarca a Trieste, il porto come perno dello sviluppo

In diretta streaming da Porto Vecchio i dati, le analisi, la ricerca, i bilanci, le imprese e l’infrastruttura portuale: la trama della crescita della città giuliana

TRIESTE. Top 500 sbarca a Trieste, in diretta da Magazzino 26, al Porto Vecchio. Un luogo simbolico perché l’incontro incardina il suo ragionamento proprio sul porto. Ad introdurre Paolo Possamai, direttore di Nordest Economia, Omar Monestier, direttore de Il Piccolo e Maria Cristina Landro Partner di PwC Italia.

Il Friuli Venezia Giulia ha pagato il prezzo al Covid, meno rispetto al resto del Paese, dimostrando una capacità importante di reazione e tenuta del tessuto imprenditoriale del territorio.

Il 40 per cento dei ricavi della Top 500 si trovano proprio nel capoluogo giuliano, centro fondamentale per le infrastrutture e il porto. Un perno per lo sviluppo di tutta la regione, ha spiegato Landro.

“Se prendessimo i bilanci delle 500 imprese di TOP500, spiega Gianluca Toschi, ricercatore senior di Fondazione Nordest, li sommassimo considerandoli come il bilancio di un’unica grande impresa, il 2020 segnerebbe, rispetto all’anno precedente, un ammontare dei ricavi praticamente invariato (-0,1%). È un dato che non deve ingannare: se nel computo si tiene conto di alcuni elementi distorsivi (come quello che deriva dall’importante crescita di una società commerciale che ha raddoppiato il fatturato nel 2020) osserveremmo una riduzione del 4,4% del fatturato”.

Un dato più vicino all’andamento generale dell’economia che ha fatto segnare un arretramento del PIL del 8,9% a livello nazionale e del 7,9% in Friuli-Venezia Giulia. La marginalità rappresentata dall’EBITDA ha subito complessivamente una contrazione del 13,7%.

Sono risultati che sintetizzano la situazione complicata nella quale si è venuta a trovare l’economia regionale nel 2020, basti pensare che il 61% delle Top 500 ha registrato un calo dei ricavi. In uno scenario così difficile va sottolineato come in classifica siano presenti 197 aziende che sono comunque riuscite ad aumentare il proprio fatturato anche in modo significativo, 97 (il 19%) ha registrato un incremento di oltre il 10% e di queste 64 (il 13%) sono cresciute di oltre il 20%. 264 società (il 52,8% delle TOP500) hanno incrementato il proprio EBITDA rispetto al 2019 a dimostrazione del fatto che la maggior parte delle aziende della regione sono riuscite ad intervenire sulla propria struttura dei costi e preservare la marginalità nonostante le difficoltà legate alla pandemia.

Un dato interessante è rappresentato dal fatto che le imprese che hanno avuto le performance migliori (crescita del fatturato e dell’EBITDA superiori al 20%) sono soprattutto le aziende più piccole (fatturato inferiore a 50 milioni); probabilmente le ridotte dimensioni hanno conferito a tali aziende la flessibilità necessaria per adattarsi al cambiamento in modo veloce ed efficace.

“Un tema strategico per Trieste, ma i porti sono fondamentali per qualsiasi sistema economico. Noi abbiamo porti che vanno integrati meglio con le città, l’altra grande sfida è quella della digitalizzazione. Un altro tema è quello della sostenibilità, sia lato mare che lato terra con l’elettrificazione delle banchine. E poi c’è l’aspetto della digitalizzazione con l’utilizzo dei dati. In questo quadro si inserisce la strategia europea, che vede Trieste inserita in due corridoi fondamentali” afferma Paolo Guglielminetti, Partner PwC Italia - Global Railways & Roads Leader.

Augusto Cosulich, Presidente e CEO Fratelli Cosulich Group, 1,5 miliardi di ricavi, 2mila dipendenti, 106 società controllate, è un gruppo attivo nella logistica e nel rifornimento navi. “Noi continueremo a fare imprese, le banche ci danno supporto perché i risultati sono buoni. Nel 2021 abbiamo avuto un anno eclatante e questo ci spinge ad investire sempre più in questo territorio. Abbiamo delle due diligence in corso, siamo motivati a trasformare la nostra società”.

Zeno D’agostino, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, sottolinea: “Siamo diventati gestori anche di un real estate per l’industria, anche questo significa gestire l’infrastruttura portuale in una logistica che si fa sempre più pesante e una industria che si fa più leggera”: il porto può diventare nuovamente la calamita della grande industria. “Oggi abbiamo un elemento di vantaggio competitivo in più, che è la ricerca ora un elemento di eccellenza che va sfruttato”.

Giulia Kropf, Consigliere Delegato e Direttore Tecnico di Eurospital SpA, racconta “Nel mercato farmaceutico come in quello diagnostico ci sono i big che la fanno da padroni, all’interno di questi mercati esistono tuttavia delle nicchie, che ci permettono di avere il massimo livello di servizio e di qualità, quindi riteniamo di avere grande possibilità di crescita”.

Enrico Pacorini, CEO Pacorini Group, a sua volta guardando all’anno della pandemia spiega“Il 2021 è andato meglio del 2020 con una crescita del 15 per cento e questo ci dà tranquillità per garantire la crescita. La logistica oggi è molto cambiata e questo congestionamento e i problemi sulle catene di fornitura aprono grandissime opportunità per il nostro settore”.

A seguire la storia di ModeFinance, fintech nata in Area Science Park, la Stella di Domani dell’evento triestino.

A chiudere la diretta le conclusioni di Michelangelo Agrusti Presidente Confindustria Alto Adriatico intervistato da Omar Monestier, direttore de Il Piccolo e Il Messaggero Veneto, che ha parlato della crisi Ucraina e dei rapporti del Nordest con la Russia.

“Noi non siamo solo importatori di gas dalla Russia – ha detto Agrusti - noi siamo il secondo partner europeo della Russia dopo la Germania, in quanto nostro fondamentale mercato di sbocco. Quindi questo è un problema che ci riguarda al di là della materia energetica”.