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Legno-arredo

Il Mobile oltre il pre-Covid: fatturato a 49 miliardi

I numeri di Federlegno fotografano la corsa del settore nell’anno appena chiuso Claudio Feltrin: «Positivi sia l’export che mercato italiano». Preoccupa l’Ucraina

Elena Del Giudice
3 minuti di lettura
(ansa)

UDINE. Numeri che non si vedevano da anni, sia in termini di valore che di variazione percentuale. Ma le nubi - nemmeno troppo lontane all’orizzonte - impongono di guardare già al domani, a quel che accade e accadrà, con l’invasione russa dell’Ucraina destinata a riverberare effetti pesanti sulle imprese. Per le materie prime e per l’energia. E stanno qui i timori delle imprese di quello che è il secondo settore manifatturiero del Paese, e del Nordest: il legno-mobile-arredo.

I dati del ’21 sono eccellenti, come certifica Federlegno che ha diffuso ieri i pre-consuntivi. «La filiera del legno-arredo nel 2021 supera i livelli pre-covid e registra un +14,1% rispetto al 2019, con un fatturato alla produzione di oltre 49 miliardi di euro, contro i 43 del 2019 - riassume il presidente Claudio Feltrin -. Positivo anche l'export che segna un +20,6% sul 2020 e un +7,3% sul 2019 per un valore pari a oltre 18 miliardi di euro che supera, anche se di poco, i 17 del 2019, consolidando una ripresa delle esportazioni che pesano per oltre il 37% sull'intero settore». Molto bene anche il mercato italiano, +18,5% rispetto al 2019 e del +28,9% sul 2020.

Il presente, e il futuro, sono meno rosei, con l’industria alle prese - ancora - con carenza e rincari delle materie prime e l’esplosione dei costi energetici. A cui si somma ora la vicenda dell’Ucraina, da cui anche il Nordest importa legno e altre materie prime, e il blocco della Russia, cruciale sia per il legno, che importiamo, che per il mobile, che esportiamo.

I dati dell’export dei primi 9 mesi del ’21 registrano 116 milioni di euro di mobili venduti in Russia dalle imprese nordestine e 23,7 milioni in Ucraina. Se consideriamo che il totale export di mobili verso la Russia tra gennaio e novembre ’21 è di 296,3 milioni di euro, è intuibile che la metà parte proprio da qui.

«Come azienda non siamo esposti in quei Paesi - spiega Mauro Tabaro, Ad di Uno Contract - ma è forte la preoccupazione su quale impatto potrà avere la situazione attuale sia sulla movimentazione delle materie prime che per i costi energetici. E non voglio nemmeno pensare ad un’estensione del conflitto».

L’azienda veneta ha archiviato il ’21 con una crescita del +15% «e abbiamo un portafoglio ordini che ci proietta a +50% quest’anno» ancora Tabaro , che registra dunque la ripartenza anche per il contract che era restato fermo nel primo anno della pandemia.

«Il settore ha beneficiato ancora, nel ’21, del ritrovato amore per la casa, quindi le aziende che producono mobile, cucine e outdoor, sono cresciute - rileva Andrea Olivi, presidente di WeDo Holding -. Il settore ufficio, invece, ha sofferto di più a causa dello smart working ma anche ad un nuovo modo di intendere e vivere l’ufficio che, in verità, all’estero alcuni grandi gruppi avevano già iniziato a sperimentare. Materie prime ed energia sono invece problemi attuali a cui si somma la crisi Russia-Ucraina - prosegue Olivi - e che richiederebbero un nuovo approccio». Aggregazioni tra imprese, accordi di filiera, investimenti in ricerca e sviluppo «per valutare nuovi materiali e nuovi modi di produrre più sostenibili».

«A gennaio la nostra azienda ha registrato una partenza davvero mostruosa, e questo - dichiara Daniele Lago, ceo di Lago Design - ci fa essere fiduciosi, ma per la teoria dell’interdipendenza i risultati che raggiungeremo sono legati a molteplici fattori, tra cui la crisi Russia-Ucraina la cui soluzione spero sarà ragionevole, e vicina».

«La Russia - ricorda Paolo Fantoni, alla guida del Gruppo di Osoppo e presidente di Assopannelli - è un mercato di sbocco importante e lo è per le materie prime, quindi le ripercussioni sul settore ci saranno».

Peraltro i rincari delle materie prime sono un altro elemento critico per il legno-mobile, e non solo. «Basta pensare - ancora Fantoni - che il compensato di betulla, il legno di larice e i resinosi sono componenti imporanti per l’industria del mobile ma anche per chi produce porte, infissi e pavimenti. Questa crisi si inserisce in una tempesta perfetta che dobbiamo affrontare e che è pericolosa e preoccupante perché i rincari che registriamo nell’energia. trasferiti ai manufatti e ai processo produttivi, determina una levitazione dei costi di produzione significativi». Ad esempio il costo dei pannelli è già raddoppiato, così come lo è il costo del legno vergine impiegato per i bancali e gli imballaggi e in edilizia.

«Dobbiamo fronteggiare una visione a medio termine in cui è possibile che gli stessi mercato inizino a decelerare riducendo l’entusiasmo che i bonus come il 110% e gli altri provvedimenti governativi avevano determinato dando quella accelerazione che i numeri della Federazione hanno registrato».

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