Impresa: singolare, femminile. Ma ai vertici solo 1 incarico su 4 è ricoperto da donne

Nordest a fondo classifica per incidenza di imprese femminili. Nei due anni della pandemia in flessione il numero di socie e titolari d’azienda

PADOVA. La realtà contraddice la grammatica. Impresa è infatti un sostantivo femminile che si declina in una realtà – ancora – prevalentemente maschile.

E la pandemia non ha giovato, visto che nei due anni dell’emergenza Covid sono diminuite sia le socie che le titotari d’impresa individuale.

La fotografia arriva dall’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere-InfoCamere che rileva come, nelle imprese, negli incarichi di vertice, solo 1 su 4 è ricoperto da  donne.

Vero che qualche piccolo passo avanti le donne al vertice l’hanno fatto, crescendo di 8.602 posizioni (+0,88%).

Ma questo è avvenuto mentre contestualmente il numero delle donne che ricoprono cariche nel mondo imprenditoriale si è andato riducendo dello 0,46%, perdendo quasi 12mila posizioni tra dicembre 2019 e dicembre 2021, in virtù di un calo consistente soprattutto tra le socie (circa 19mila in meno) e le titolari di imprese individuali (-7mila). Segno quest’ultimo delle difficoltà che stanno attraversando soprattutto le imprese minori.

«Bisogna far crescere la presenza delle donne nelle imprese», è l’invito che il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, fa nell’imminenza della Festa della donna.

«I nostri studi mostrano che le donne sono più innovative, più attente ai valori della sostenibilità ambientale, più responsabili nei riguardi dei loro collaboratori. La crisi di questi anni è stata dura anche per questa componente fondamentale della nostra economia, che ha rallentato la sua crescita. Aiutare le donne d’impresa, come fanno da tempo le Camere di commercio attraverso i Comitati per l’imprenditorialità femminile, è però essenziale per accelerare la ripresa economica».

E com’è messo il Nordest?

Se parliamo di “tasso di femminilizzazione”, è quindi il numero maggiore di imprese femminili, a fronte del primato della capitale, Roma, con oltre 97 mila imprese “rosa”, la prima provincia nordestina che si incontra è Padova, 13° posto, 19,111 imprese femminili, segue al 14° Verona, quindi Treviso 20° posto, Vicenza 23°, Udine 38° posto con 11 mila 64 imprese femminili, Bolzano poco sotto, chiudono Pordenone Trieste e Gorizia.

La classifica per “peso” delle aziende femminili vede in vetta Benevento con poco più ci 10 mila 600 aziende femminili ma che rappresentano il 29,73% del totale imprese registrate. La prima veneta è Rovigo, 6.198 aziende pari al 23,76%, 35° posto; Gorizia è al 50°, 2249 imprese, 23,11%; Udine è 62^, Trieste 64^, Pordenone 71^, 82° posto per Belluno, 92° per Verona, 93° Padova, 95° Venezia, 97° Treviso, 98° Vicenza e a fondo classifica Trento e Bolzano.

L’analisi delle differenti cariche di guida e di amministrazione svolte all’interno delle imprese (a livello nazionale 984.366 quelle ricoperte da donne a fine 2021) evidenzia che la presenza femminile tende a ridursi al salire del livello di responsabilità.

Il rapporto di Unioncamere rileva come le donne presidente sono infatti 33.645. Pur aumentando del 2,03%, restano comunque solo il 18,03% del totale. Maggior incidenza hanno invece le donne vice presidente: sono 18.327, rappresentano il 26,57% del totale e sono aumentate del 3,37% da dicembre 2019.

Il maggior numero di incarichi riguarda soprattutto il ruolo di consigliere (225mila, pari al 25,4% del totale, in crescita del 2,52% rispetto a dicembre 2019). Le amministratrici sono poi 38.577, pari al 22,68%, in aumento del 4,48% rispetto a due anni fa.

In diminuzione invece le consigliere/amministratrici delegate: oggi sono 4.532, rappresentano il 22,74% del totale e sono diminuite del 4,77%.

Per quanto riguarda gli incarichi manageriali, si assottiglia la già sparuta platea dei direttori donna: sono 480, pari al 15,62% del totale e si riducono di 61 unità.

Gran parte di queste donne ha fondato o partecipato alla fondazione di una delle imprese femminili oggi esistenti in Italia. Un milione e 342mila quelle registrate a fine 2021, pari al 22,13% del totale. Il confronto con la situazione a fine 2019 mostra una situazione di sostanziale stabilità: in due anni, le imprese femminili sono aumentate dello 0,19%, con un incremento di 2.569 unità. Determinante in questo senso la spinta delle regioni del Mezzogiorno, in cui si contato oggi 7.646 imprese in più rispetto a dicembre 2019. Al contrario, il Centro vede diminuire la presenza di imprese femminili di 7.207 unità, mentre nel settentrione gli incrementi sono stati modesti: +1.696 nel Nord Ovest (+0,54%) e +434 nel Nord Est (+0,19%).

e.delgiudice@gnn.it