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Confesercenti Alto Adige: «Il commercio di vicinato creda nel digitale. Bolzano rivitalizzi i quartieri»

Parla Elena Bonaldi, 45 anni, eletta presidente – prima donna nella storia dell’associazione – durante l’ultimo congresso. Tante le sfide in ballo per la categoria che chiede subito un aiuto sul rincaro bollette e sull’attrattività dei rioni del capoluogo

Alexander Ginestous
3 minuti di lettura

Elena Bonaldi, neo presidente di Confesercenti Alto Adige

 

BOLZANO. Rivitalizzare i quartieri, puntare sul digitale e creare nuove opportunità di business e sviluppo in tutto l’Alto Adige. Elena Bonaldi, 45 anni, commerciante nella gioielleria di famiglia a Bolzano, ha le idee ben chiare su come affrontare le sfide del futuro per il settore del commercio. Sarà lei per i prossimi quattro anni a guidare Confesercenti Alto Adige.

Bonaldi ha superato in preferenze la candidata sfidante Emanuela Passerini, ed è stata eletta come prima presidente donna nella storia dell’associazione durante l’ultimo nutrito congresso. Una categoria che è sopravvissuta con forza e sacrificio alla crisi Covid e che dovrà ora affrontare un periodo in cui la sostenibilità economica per le aziende e il mancato policentrismo del capoluogo altoatesino saranno al centro di tanti discorsi. Ma non solo.

Bonaldi

 

Anche i costi eccessivi delle bollette – che a Bolzano hanno toccato il +200% per bar e ristoranti – stanno gravando su ricavi e gestione dei locali. Un grido d’aiuto arrivato forte e chiaro e che è necessario lenire perché l’espansione dei costi in una fase di contrazione del fatturato rischia di non essere sostenibile per molte realtà altoatesine perché non ci sono autentiche vie di scampo imprenditoriali.

«La pandemia ci ha insegnato che tutte le nostre aziende sono collegate tra loro e lo sono anche i piani di sviluppo. Ora c’è bisogno di una rete di interventi connessi tra loro per non lasciare sole le più di 15mila aziende che sono ricorse a garanzie sui prestiti per sopravvivere e non chiudere baracca» spiega Bonaldi.

L’impatto del digitale sul commercio

Uno dei primi grandi effetti che la pandemia ha sortito nel mondo del commercio è l’aumento della forbice già esistente tra i grandi player del commercio come Amazon e i piccoli negozi di vicinato. L’incremento delle spese online da parte delle persone online ha lasciato indietro i piccoli commercianti che non sempre sono stati in grado di reinventarsi per stare al passo coi tempi.

«Dobbiamo capire che anche il commercio di quartiere può e deve essere competitivo nel mondo del web. Non per forza deve esserci una contrapposizione delle due cose. Il digitale può essere una risorsa per tutti nella direzione di un aumento dei volumi d’affari» afferma Bonaldi.

Una missione non facile e neppure immediata. Motivo per cui Confesercenti ha già avviato un progetto che consenta agli associati altoatesini di confrontarsi con professionisti di vari settori: «Dal social all’e-commerce passando per gli influencer. Bisogna che conoscano le potenzialità raggiungibili. Come commercianti di bottega abbiamo il vantaggio di poter costruire rapporti personali forti e di poter giocare nello stesso campo dei colossi. Va fatto senza remore né paure» afferma Bonaldi.

“Bolzano punti sui rioni”

Un secondo tema che da tanto tempo è fermo sulle scrivanie della politica e dell’imprenditoria è quello relativo al mancato policentrismo del capoluogo altoatesino. L’effetto calamita che il centro storico di Bolzano imprime su cittadini e turisti ha isolato nel tempo i quartieri minori, creando condizioni di netto svantaggio per commercio e servizi.

L’obiettivo per Bonaldi è quello ora di riuscire a riportare persone nei rioni, per dare nuovo lustro a commercianti ed esercenti: «La prima sfida per noi è quella di rivitalizzare i rioni, rendendoli attraenti e portandoci dentro persone. Può sembrare la soluzione più semplice e banale, ed effettivamente lo è. Abbiamo bisogno di bolzanini e turisti che riempiono questi spazi».

La ricetta di Bonaldi punta su socialità e cultura. Un modello che potrebbe essere esportato anche in altri comuni della Provincia come Merano: “Specie a Bolzano abbiamo quartieri che sono scrigni di storia e che potrebbero essere valorizzati molto di più attraverso l’arte e gli spettacoli. Abbiamo persone che potrebbero raccontare storie con cui riempire libri e che dovrebbero essere ascoltate. Dobbiamo rompere degli schemi e contrastare anche così la preoccupante diffusione di negozi vuoti”, prosegue la presidentessa, che ha intenzione di creare mostre semipermanenti nei quartieri popolari. Un’offerta capace di stimolare e incuriosire portando bolzanini e turisti a passeggiare lungo le nostre vie invogliandoli a comprare.

Solo a Bolzano, d’altronde, si registrano oltre 700.000 pernottamenti ed è un ottimo risultato con margini di crescita. «L’Azienda di Soggiorno sta lavorando per aumentare i giorni di permanenza nella città. Un obiettivo che è comune ed è raggiungibile solo potenziando i quartieri allargando lo spettro dei punti di interesse. Significa che nei prossimi anni lavoreremo tutti compatti nella stessa direzione”. All’interno di tutto questo discorso si inserisce anche un aspetto più urbanistico incentrato sullo sviluppo delle strade su cui aprono negozi e servizi. “Le nostre strade non sono un metaverso e il loro sviluppo deve essere coerente anche con le esigenze più concrete dei commercianti. Che poi non sono così dissimili da quelle dei residenti. Significa attenzione ai parcheggi ma anche all’arredo urbano e all’offerta complessiva di arte e cultura» conclude Bonaldi.

nordesteconomia@gedinewsnetwork.it

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