La nuova frenata dei consumi in marzo, il Veneto segna il dato peggiore con -30 per cento

Il Veneto fa segnare il dato peggiore a livello nazionale (-31,9%) in ragione della sua forte vocazione turistica e dei forti legami con i Paesi coinvolti nel conflitto ucraino. Seguono Marche (-28,9%) e Piemonte (-27,8%), con il Trentino-Alto Adige con la quarta peggiore performance (-27,6%) e il Friuli Venezia Giulia che fa solo poco meglio (-25,8%).

TRIESTE. Il ritorno ai livelli pre-crisi è rimandato. I consumi restano la componente più debole della ripresa economica e anzi rischiano di far ripiombare l’Italia in recessione, con il Friuli Venezia Giulia che fa peggio della media nazionale. L’ultimo Osservatorio sull’andamento dei consumi nei settori ristorazione, abbigliamento e retail non food, elaborato da Confimprese in collaborazione con EY, evidenzia un rallentamento delle vendite a marzo, che chiude a -19,3% rispetto allo stesso mese del 2019.

Il Veneto fa segnare il dato peggiore a livello nazionale (-31,9%) in ragione della sua forte vocazione turistica e dei forti legami con i Paesi coinvolti nel conflitto ucraino. Seguono Marche (-28,9%) e Piemonte (-27,8%), con il Trentino-Alto Adige con la quarta peggiore performance (-27,6%) e il Friuli Venezia Giulia che fa solo poco meglio (-25,8%).

Tra le province italiane è Padova a far registrare la performance maggiore, con un calo del 37% in tre anni, seguita da Bologna (-34%), Torino (-32%) e Venezia -31%. Con valori intermedi troviamo le province di Milano e Bari a -13%, mentre Verona fa segnare un -24% e Udine un -28%. In generale, il Mezzogiorno mostra cali più contenuti per la minore presenza di grandi aziende (penalizzate nella prima ondata pandemica dai lockdown e successivamente dalle strozzature nelle catene di approvvigionamento globali) e con legami meno intensi con Russia e Ucraina.

In generale, si tratta di andamenti sorprendenti in negativo, dato che proprio l’avvio della primavera avrebbe dovuto segnare, secondo le attese elaborate dagli analisti solo qualche mese fa, il ritorno dell’economia nazionale ai livelli pre-crisi. Invece, nonostante gli enormi sforzi fatti sul fronte della spesa pubblica, restiamo sotto, anzi rischiamo di allontanarci ulteriormente tra inflazione galoppante e gli spazi limitati di intervento da parte della Bce.

Tornando all’osservatorio, a livello merceologico soffre soprattutto il comparto abbigliamento-accessori che nel confronto con marzo 2019 ha perso quasi un terzo (-31,3%), pagando un prezzo salato non solo alla minore disponibilità di denaro da parte delle famiglie, ma anche ai cambiamenti intervenuti nel mondo del lavoro.

Meno marcato è il calo della ristorazione e del retail non food, entrambi a -8,7% rispetto a marzo 2022. A sorpresa il travel recupera e chiude a -18,6% dopo due anni di continui peggioramenti, cosa che fa ben sperare sulla dinamica turistica nel corso del ponte pasquale in corso. Perdono terreno i centri commerciali -25,8% e le high street -27%.