Otb Foundation, Cesvi e Fondazione Zegna: «Vi raccontiamo come aiutiamo le mamme e le donne vittime della guerra in Ucraina»

In una foto dell'Ansa l'esodo dei profughi dall'Ucraina

Ecco la storia di Vladislava fuggita da Sloviansk con la piccola Camilla di 24 giorni dopo le bombe cadute accanto alla sua casa. «Ora penso che i problemi di prima, che sembravano così grandi, appaiono come insignificanti, piccole cose. Il problema più grande è che abbiamo bisogno della pace»

VICENZA. Denota una grande determinazione e sicurezza mentre parla in contrasto con l’età che ha. È Vladislava, 17 anni, una guerra e una maternità sono già nel suo giovane bagaglio di esperienze. Con lei c’è la piccola Camilla, nata appena 24 giorni fa, nel pieno del conflitto. È venuta al mondo prematura, molto piccola, eppure ce l’ha fatta: dopo due settimane in ospedale è sopravvissuta al lungo viaggio di sua mamma che da Sloviansk (nell’oblast’ di Donetsk, ndr) è fuggita in cerca di un posto più sicuro. Camilla ha affrontato tutto questo in condizioni di estrema fragilità, non pesava neppure due chili. Eppure ce l’ha fatta.

«Si sentivano solamente le sirene che risuonavano costantemente e dei colpi in lontananza, i combattimenti ad Izium (città nell’oblast’ di Charkiv ora in mano ai russi e nodo logistico per i rifornimenti militari). Poi è stata colpita anche la ferrovia, la nostra casa si trova proprio accanto ad essa. Abbiamo deciso così di lasciare anche noi la nostra città, ormai abitata dai pochi che sono rimasti».

Quando chiediamo a Vladislava: è difficile prendersi cura di Camilla da sola?, lei risponde in maniera rassicurante: «No, ci sono abituata. Mia madre ha 5 figli e ne ha avuti 2 dopo di me. Per me è normale: mia mamma ha sempre lavorato e noi ci prendevamo cura dei più piccoli», e aggiunge «Ci sono molte brave persone qui che ci aiutano molto, le ringrazio tantissimo, sono di grande supporto, mi hanno dato anche un passeggino per Camilla».

Il suo desiderio più grande è la pace. «I problemi che prima sembravano così grandi, ora appaiono come insignificanti, piccole cose. Il problema più grande è che abbiamo bisogno della pace».

Vladislava e Camilla sono una delle circa 1.000 famiglie che, grazie al supporto di Fondazione Zegna e OTB Foundation, stanno ricevendo aiuti a Odessa, Dnipro, Kramatorsk e Kyiv.

A loro Cesvi (un’organizzazione umanitaria italiana laica e indipendente) sta consegnando prodotti come lenzuola, cuscini, coperte calde; kit per l'igiene degli spazi e kit per l'igiene del bambino, come saponette, pannolini, salviette per neonati, borotalco e crema idratante. Si tratta di un intervento mirato grazie al quale donne in gravidanza e in allattamento, madri con bambini di età inferiore ai 5 anni, ma anche anziani e disabili costretti ad abbandonare le proprie abitazioni ma bloccati all’interno dell’Ucraina, riceveranno tutto il supporto necessario.

«OTB Foundation si è attivata sin dall’inizio della guerra con un aiuto concreto e tempestivo alla popolazione ucraina inviando pullman al confine e accogliendo ad oggi 442 rifugiati, tutte donne e bambini. Abbiamo individuato alloggi sicuri, alimenti e fornito vestiario, e ora stiamo lavorando sull’integrazione di lungo periodo con la profilazione professionale e l’inserimento nel mondo del lavoro – racconta commenta Arianna Alessi, vicepresidente di OTB Foundation – . Non intendiamo abbandonare in alcun modo chi non ha avuto la fortuna di lasciare il paese e questo progetto si inserisce nella campagna di aiuti che OTB Foundation ha creato a sostegno dell’Ucraina rivolgendosi alla fascia di popolazione che da sempre ci sta più a cuore, donne e bambini».