Galleria di Base del Brennero, avanzamento storico: abbattuto l’ultimo diaframma dei lotti italiani

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Nella tarda mattina di ieri, giovedì 19 maggio, un escavatore ha abbattuto l’ultimo briciolo di roccia che divideva i lotti italiani di Mules e del Sottoattraversamento Isarco, creando un unico collegamento dal portale sud di Fortezza fino al confine di Stato

BOLZANO. La cronistoria della costruzione della Galleria di Base del Brennero si arricchisce di un nuovo storico traguardo. Nella tarda mattina di ieri, giovedì 19 maggio, un escavatore ha abbattuto l’ultimo briciolo di roccia che divideva i lotti italiani di Mules e del Sottoattraversamento Isarco, creando un unico collegamento dal portale sud di Fortezza fino al confine di Stato.

Una galleria di 24 km che si interrompe al Brennero e che conferma il buon andamento dei lavori sul versante italiano della maxi-infrastruttura ferroviaria che sorgerà lungo il corridoio europeo scandinavo-mediterraneo. L’intero progetto prevede la costruzione di 230 km di galleria (tra tunnel e cunicoli vari), di cui 151 già scavati.

Davide Ronggador

Una fitta e complessa rete sotterranea che per 64 km collegherà Fortezza, in Italia, con Innsbruck, in Austria, consentendo il passaggio di treni ad alta velocità per passeggeri e transito merci. Una vera rivoluzione per la mobilità e i trasporti europei che permetterà di ridurre i tempi di percorrenza di quasi il 70%, passando dagli attuali 80 minuti a 25.

“Oggi il collegamento sotterraneo tra l’Alto Adige e il Tirolo è più vicino – precisa soddisfatto Arno Kompatscher, presidente della Provincia Autonoma di Bolzano -. Assieme ai percorsi di accesso la galleria sarà la spina dorsale per il trasporto sostenibile delle persone e delle merci attraverso il Brennero”. Alla cerimonia di sfondamento del diaframma tra i due lotti era presente anche Pat Cox, coordinatore del progetto scan Med, cioè della ferrovia che unirà nord e sud Europa: "Il completamento di quest’opera contribuirà a migliorare notevolmente le condizioni di vita dei cittadini dell'area interessata dal progetto. Gli effetti positivi sulla mobilità sostenibile e sulla protezione dell'ambiente saranno un esempio per tutta Europa. Oggi stiamo compiendo un altro passo importante, dimostrando ancora una volta come la cooperazione transfrontaliera possa portare a risultati straordinari".

Occhio ai rincari delle materie prime

L’ultimo report di BBT, l’azienda incaricata della costruzione, parlava di costi di realizzazione lievitati di oltre 400 milioni sul versante italiano e di 266 su quello austriaco. Rincari dovuti sia alla pandemia Covid che al nuovo aggiornamento del programma dei lavori.

Ora il rischio e che un nuovo innalzamento dei costi e nuovi ritardi nelle operazioni possano arrivare dall’aumento dei prezzi delle materie prime di costruzione. Uno scenario possibile ma che non spaventa ancora i vertici che non lo reputano un ostacolo. I lavori di completamento della Galleria di Base dovrebbero terminare nel 2032, ultima data designata dopo una serie di ricorsi e slittamenti. Un contesto altamente sfidante secondo i due Amministratori di BBT SE Martin Gradnitzer e Gilberto Cardola, per i quali l’abbattimento del diaframma italiano rappresenta un evento positivo.

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L’avanzamento dei lavori in Italia

Dietro ai lavori sul lato italiano del progetto c’è Webuild, gruppo ex Salini Impreglio, che ha ottenuto entrambi gli appalti e che è impegnato anche nella realizzazione delle tratte d’accesso sud tra Fortezza e Ponte Gardena.

Il lotto H71 Sottoattraversamento Isarco è quello più a meridionale dell’intera opera e ha un valore di circa 300 milioni di euro. La particolarità di questo lotto è che attraversa in profondità la Statale 12, l'Autostrada A22, la ferrovia storica nonché l'Isarco, da cui prende il nome. Per questo è perennemente in atto un monitoraggio costante dell’autostrada e dell’ambiente circostante.

Qui lo stato di avanzamento dei lavori è attorno al 90%. Ad oggi le gallerie principali, lunghe circa 4,5 km, sono state completate, così come la galleria d’accesso. I lavori sono ora concentrati nel terminare le gallerie di interconnessione (scavati 1,1 km su 1,5) e i cunicoli trasversali, per cui mancano circa 40 metri di scavo.

Buone notizie giungono anche dal lotto successivo, H61 Mules 2-3, il più grande dell’intera opera, e dal valore di quasi un miliardo. Qui il 14 novembre 2021 la fresa meccanica Serena ha raggiunto il confine di Stato, un evento storico dopo 14 km di scavo.

Ad oggi, in questo lotto, sono stati completati gli scavi d’accesso alle fermate d’emergenza (3,8 km), e, appunto, il cunicolo esplorativo fino al Brennero. Al momento sta proseguendo con gli scavi nella galleria principale lunga 40 km e di cui ne sono stati scavati 33. In totale, sono al lavoro oltre mille persone su entrambi i lotti.

I lavori in Austria

Come è ben noto, gran parte dei ritardi che hanno fatto allungare i tempi di realizzazione dei lavori sono avvenuti per cause tecniche sul lato austriaco del progetto.

Qui, nel settembre 2020, subito dopo il confine con il Brennero, il lotto H51 Pfons-Brennero, ha subito un importante stop dovuto ad alcuni contenziosi legali. Per velocizzare le operazioni e la prosecuzione dei lavori rendendoli più rapidi ed efficenti, BBT ha suddiviso il precedente lotto in due spezzoni nuovi: Pfons-Brennero (H53) e Hochstegen (H52).

Il lotto H53 è stato messo a bando europeo nel gennaio 2022, mentre il lotto H52, situato nella valle Wipptal in Tirolo, ha visto i primi colpi di piccone solo qualche settimana fa. L’aspetto particolare di questo cantiere è che si trova in una zona di faglia caratterizzata da condizioni geologiche estremamente complesse.

Per un tratto lungo circa 500 metri prevalgono strati acquiferi di roccia carbonatica. In totale bisognerà realizzare 1,2 km di cunicolo esplorativo in direzione sud, 2,6 km di gallerie principali in direzione sud, 600 metri di gallerie di interconnessione e 300 metri di cunicoli trasversali di collegamento.

Sono stati conclusi nel settembre 2021 invece i lavori del lotto H33 austriaco successivo Tulfes-Pfons (sempre per mano di Webuild) in cui sono stati scavati 43,3 km di gallerie. Rimangono da completare il lotto H41 Gola del Sill-Pfons e H21 Gola del Sill.