Artigiani veneti divisi sui bonus statali: per Confartigianato generano lavoro e ricchezza, Cgia vorrebbe sfoltirli

La Cgia di Mestre, chiede al governo una revisione dei bonus, convinta che il peso economico della rosa di incentivi, una quarantina in tutto, sia eccessiva per il bilancio statale, e chi invece, come Confartigianato-Imprese Veneto, reputa gli incentivi essenziali per la ripresa. 

MESTRE. Utili o no? Costosi o convenienti? In definitiva, bonus sì o bonus no? Gli interrogativi circa la bontà e gli effetti degli incentivi messi in campo dagli ultimi esecutivi per far fronte al contraccolpo del Covid sull’economia nazionale dando ossigeno alle filiere, su tutte quella delle costruzioni, capace di moltiplicare a cascata il beneficio è un esercizio che in cui si stanno cimentando in molti in queste ultime settimane. Con pareri spesso discordanti. Perfino sotto lo stesso tetto. 

Accade ad esempio in casa degli artigiani veneti, divisi tra chi, come la Cgia di Mestre, chiede al governo una revisione dei bonus, convinta che peso economico della rosa di incentivi, una quarantina in tutto, sia eccessiva per il bilancio statale, e chi invece, come Confartigianato-Imprese Veneto, reputa gli incentivi a tal punto essenziali per la ripresa che al Governo chiede di rifinanziarli. 

Due posizioni dunque diametralmente opposte all’interno della stessa, grande famiglia: quella degli artigiani veneti. 

Ma andiamo con ordine. E partiamo dalla Cgia che ha dedicato uno degli ultimi report del suo ufficio studi proprio al caso bonus: una quarantina, in Italia, quelli ancora vigenti, che in questo ultimo triennio costeranno allo Stato 112,7 miliardi di euro e che – ricorda ancora l’associazione mestrina – sono stati introdotti in buona parte dagli ultimi due esecutivi per fronteggiare gli effetti economici negativi provocati dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina ad alcuni comparti produttivi. 

Il più costoso per le casse pubbliche è l’ex "bonus Renzi" che nel triennio 2020-2022 costerà 28,3 miliardi e che, introdotto nel 2014, dal 2020 è stato alzato dal governo Conte II da 80 a 100 euro. Da marzo l’entità della misura versata ai lavoratori dipendenti scende drasticamente, anche se viene compensata dai meccanismi di revisione introdotti con la riforma dell'Irpef.
Altrettanto dispendiosi sono i bonus edilizi, che secondo l'Agenzia delle Entrate, tra inizio 2020 e fine 2021 sono costati poco meno di 25 miliardi. Per la Cgia «bisogna accelerare il “decalage” soprattutto dei bonus edilizi, e per alcuni arrivare allo stop. Dei circa 113 miliardi di oneri in capo allo Stato, ben 46 sono ascrivibili ai bonus che ruotano attorno al comparto».

Al contrario, per Confartigianato Veneto e in particolare per il presidente regionale dell’associazione Roberto Boschetto, i bonus «stanno contribuendo da un lato a salvaguardare imprese e famiglie da eventi straordinari (e per questo si spera anche temporanei) ma anche a generare lavoro e ricchezza» concedendo poi che sì, «ci sono bonus utili e bonus meno utili» ma precisando che «non si deve commettere l’errore di fare di tutta l’erba un fascio, ma valutare gli impatti e puntare su quelli che funzionano». 

Il numero uno di Confartigianato nazionale, Marco Granelli, usa toni entusiastici definendo «straordinario l’impatto dei bonus edilizi. «Non è un caso – evidenzia – che sia proprio il settore delle costruzioni ad aver trainato la ripresa post-pandemia, registrando nel 2021 un aumento del valore aggiunto del 13,6% rispetto ai livelli del 2019 (+0,4% la manifattura e – 4,4% i servizi) e mantiene un andamento positivo anche nella prima parte di quest’anno: nei primi due mesi del 2022 la produzione delle costruzioni registra in Italia un aumento del 18,8% su base annua, più intenso del +7,0% dell’Eurozona».

Boschetto rilancia (a Cgia) anche sulla spesa per le casse statali. «E’ limitante – dice – fermarsi agli impegni a bilancio. Il recente Osservatorio sul superbonus del 110% realizzato da Ener2Crowd e GreenVestingForum -che monitora sia gli impatti economici che ambientali-, stima solo per il primo anno in 1 miliardo di euro il beneficio economico diretto per le famiglie senza considerare i 3,6TWh annui di consumi energetici (elettrici e termici) in meno, e le 1,5MtonCO2 non immesse in atmosfera ogni anno. L’intera misura (30 miliardi di euro) -stimano- permetterà di riqualificare circa 38,7 milioni di metri quadri residenziali, a favore di circa 331 mila famiglie (331.560), con un risparmio a nucleo di 1.755/anno».

«Credo – conclude il numero uno di Confartigianato Veneto – che anche per quanto riguarda i bonus per il caro bollette dedicati a imprese e famiglie, nessuno abbia nulla da ridire. La situazione è drammatica e sarebbe un grave errore far chiudere intere filiere senza provare “qualsiasi provvedimento sia in nostro potere costi quel che costi” come suol affermare il Presidente del Consiglio Mario Draghi. Noi imprenditori – conclude – sapremo ripagare gli sforzi in termini di benessere, ricchezza e lavoro».

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