Turismo in ripresa a Nordest, dal Garda alle spiagge alle città d’arte

Le ricorrenze di Pasqua e del 25 aprile hanno fornito indicazioni positive. A Venezia persino gli spostamenti sono stati resi difficoltà dalla quantità di turisti in giro, mentre Federalberghi Venezia ha segnalato l’apertura di quasi un terzo delle strutture, con oltre il 60% di riempimento

PADOVA. La ripresa c’è ed è anche robusta, ma si naviga a vista perché sono troppe le incognite a livello macro per poter azzardare previsioni. Il turismo è stato tra i settori in assoluto più colpiti dalla pandemia e anche ora che l’emergenza sanitaria si va affievolendo non può ancora dirsi fuori dalla crisi alla luce delle ferite rimaste aperte, come dimostrano i tanti casi di strutture ricettive che non hanno più riaperto.

Intanto le ricorrenze di Pasqua e del 25 aprile hanno fornito indicazioni positive. A Venezia persino gli spostamenti sono stati resi difficoltà dalla quantità di turisti in giro, mentre Federalberghi Venezia ha segnalato l’apertura di quasi un terzo delle strutture, con oltre il 60% di riempimento.

Quanto ai campeggi sul Garga, sono sostanzialmente tutti aperti da aprile, rileva Faita-Federcamping, e se i numeri di questa estate non saranno in linea con quelli pre-Covid, si collocheranno poco sotto. Gli stranieri arrivano soprattutto da Germania, Austria e Svizzera, mentre pesa il sostanzialmente azzeramento dei russi. “In primavera spesso russi e ucraini prendono le vacanze e animano le nostre città. Le assenze di quest’anno si fanno sentire”, racconta

Cristina Borile, del G.B. Thermae Hotels di Abano Terme, nonché vicepresidente del gruppo turismo di Assindustria Venetocentro. “Quello che funziona è soprattutto il turismo di prossimità, caratterizzato da soggiorni brevi e da una disponibilità a spendere sul territorio limitata. In una regione come il Veneto che offre tutto”, prosegue Borile, “a passarsela meglio di altre sono le città d’arte, complice la scelta fatta da alcuni influencer, che sui social network hanno postato foto che li ritraevano nei nostri centri”.

Quanto alle prospettive per l’estate, racconta: “Al mare e in montagna si va verso il tutto esaurito ad agosto e nella parte finale di luglio, ma le strutture ricettive avrebbero bisogno di maggiore continuità e per questa ragione bisognerebbe sensibilizzare le famiglie a diversificare, puntando su mesi altrettanto caldi, ma meno affollati come giugno e settembre”.

Mentre non vede grandi cambiamenti a livello di offerta. “Si tratta solo di adattarsi un turista mordi e fuggi, che si muove per lo più nel week-end ed è di giovane età, dato che i contagi da Covid-19 continuano a frenare i più senior”.

Sul piatto c’è da mettere il tema della carenza di personale. “Nonostante un momento economico non certo tra i più brillanti, si fatica a trovare giovani da assumere nelle strutture ricettive. Siamo in presenza di un fenomeno che acquista dimensioni via via crescenti”, racconta.

Anche in Friuli Venezia Giulia si respira aria di ripresa e, secondo alcune indagini pubblicate nelle ultime settimane, potrebbe essere la prima a recuperare i livelli del 2019, che da queste parti hanno fatto segnare il massimo storico in termini di arrivi. Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia sono sostanzialmente sui livelli dello scorso anno mentre i migliori dati si verificano per Lignano e Grado. Anche in questo caso gli operatori segnalano che la maggioranza degli arrivi è dall’Italia, a seguire i Paesi di lingua tedesca.

Certo, l’offerta deve tenere il passo dei cambiamenti che interessano la domanda: dal Git-Grado impianti turistici segnalano, ad esempio, l’importanza di soddisfare chi si sposta per “workation”, neologismo per indicare le famiglie che si dividono tra lavoro a distanza e vera e propria vacanza, necessitando di comfort negli spazi per i momenti di impegno.

“Le cose stanno andando meglio delle previsioni”, commenta Salvatore Pisani, presidente della sezione Turismo di Confindustria Venezia. “Il fatto nuovo è il grande afflusso di turisti dagli Stati Uniti e dal Canada. Sono soprattutto le città d’arte a far segnare numeri importanti in questa primavera. Tra le nuove tendenze, Pisani segnala la “grande voglia di viaggiare con la famiglia, anche per recuperare le mancate occasioni durante le fasi di emergenza pandemica”.

Detto questo, per l’esperto è presto per fare previsioni sull’intero 2022. “Si naviga a vista alla luce delle tante incertezze che caratterizzano il quadro macro, dal conflitto in Ucraina al caro-bollette, fino all’andamento della pandemia”. Una situazione di incertezza che non fa certo bene a chi fa impresa e quindi ha bisogno di certezze per programmare e per investire.

Infine Angelica Corsini, head of business development di Arsenale (con hotel di lusso a Cortina e Venezia), segnala una forte crescita degli investimenti nei resort, “sia per la scarsità di trophy asset presenti nel territorio, sia per la continua crescita della domanda da parte dei turisti per questo tipo di prodotto”.

Elementi che lasciano ben sperare per il futuro, mentre per la congiuntura stima un ritorno ai livelli pre-pandemici a partire dal 2023/24, “ma il leisure è più avanti in questa strada”.

Uno scenario nel quale Arsenale punta a crescere dando vita a “un sistema che possa aiutare i brand internazionali del lusso ad aprire nuove strutture dagli standard qualitativi elevatissimi nel nostro Paese, agendo in tutte le fasi del processo, dall'acquisizione dell’immobile, al rebranding e costruzione fino alla gestione dell'asset”.