Gli aeroporti del Nordest tornano a volare: attesi 15 milioni di passeggeri

Dai dati di aprile e maggio degli scali del Nordest emergono volumi di traffico in aumento Scarpa (Save): «A fine anno all’80% sul ’19». Consalvo (Trieste): «Pieno recupero nel ’23»

VENEZIA. La voglia di viaggiare c’è, ed è rintracciabile nei numeri - decisamente positivi - di questa prima parte del 2022, e all’orizzonte ci sono gli oltre 19 milioni di passeggeri del 2019 che rappresentano l’obiettivo che sancirà, quando sarà raggiunto, la definitiva messa in archivio dell’emergenza Covid. I numeri, sempre loro, certificano impietosi il peso della crisi del recente biennio.

Complessivamente gli aeroporti del Nordest, il trio veneto Treviso-Venezia-Verona, in capo a Save, e Trieste, lo scalo del Friuli Venezia Giulia di Trieste Airport, hanno visto crollare il traffico passeggeri da 19,2 milioni ai 4,5 del 2020, e registrato il modesto recupero del ’21 a 6,4 milioni.

«Ora - dichiara Marco Consalvo, Ad di Trieste Airport - le prospettive in positivo ci sono tutte. I dati, fermi alla prima settimana di maggio, ci vedono recuperare il 70% del traffico del 2019». La spinta, quella robusta, è arrivata nella settimana antecedente la Pasqua, «legata molto al turismo, molto orientata al traffico domestico, e quindi nazionale, ma finalmente si registra una ripartenza anche di quello internazionale, che era stato bloccato dalla pandemia», sottolinea Consalvo. Un dato su tutti: «Il +4% della prima settimana di maggio ’22 rispetto alla stessa settimana del 2019».

Medesimo trend in Veneto dove l’aeroporto di Venezia ha chiuso il mese di aprile in recupero di oltre l’80% dei passeggeri rispetto allo stesso mese del ’19. Complessivamente il Polo Aeroportuale del Nordest (Venezia, Verona e Treviso) aveva registrato 18,5 milioni di passeggeri trasportati nel 2019.

Nel 2021, primo anno di ripresa reale, Verona (40% rispetto al 2019) ha recuperato più velocemente di Treviso (38%) e Venezia (30%), soprattutto grazie alla forte componente di traffico domestico (il primo segmento a tornare a volare). «Come Polo aeroportuale del Nord Est, per fine 2022 prevediamo di recuperare circa l’80% dei volumi di traffico realizzati nel 2019, in anticipo rispetto alle stime Iata – dichiara Monica Scarpa, amministratore delegato del Gruppo Save –. La situazione in Ucraina, nella sua drammaticità, non sta avendo conseguenze sul traffico dei nostri aeroporti, considerando che Russia e Ucraina erano già mercati contratti per via del non riconoscimento del vaccino russo Sputnik e del bassissimo tasso di vaccinazioni».

In questa “corsa” al recupero dei livelli pre-Covid Venezia pare avere un ritmo più lento rispetto agli altri scali, e la ragione è la mancanza di alcuni flussi internazionali, in particolare quelli intercontinentali. Il ritorno dei voli a lungo raggio, in particolare da e per Canada e Usa, consentirà al Marco Polo di accelerare il recupero. Ripartenza, dunque, guerra e Covid permettendo, ovviamente.

Sommando a questi anche altri fattori, come un prevedibile ritocco dei prezzi dei voli, legati agli aumenti dei costi su energia e carburanti, la cancellazione di alcuni mercati, Russia e Ucraina in primis, ma anche la frenata di alcune tratte penalizzate dalle conseguenze del conflitto, come il divieto di sorvolo di quei Paesi che inibisce la rotta transiberiana e rende i viaggi aerei verso il Far East e la Cina «molto più lunghi e costosi - spiega Consalvo - e, quindi, evitabili.

Un fenomeno che impatta direttamente su molte compagnie aeree del Nord Europa, da Lufthansa a British Airways - spiega Consalvo - e indirettamente su di noi per il collegamento con gli hub europei». E, come accennato, resta l’incognita Covid per l’autunno che potrebbe - ancora una volta - ridimensionare le aspettative.

Sul fronte costi, l’escalation del prezzo del carburante non si è riverberata fino ad ora sui prezzi dei voli grazie ai contratti siglati in passato su valori più bassi di quelli odierni di mercato, ma è intuibile che al prossimo rinnovo imporrà un adeguamento, mentre l’inflazione inizia ad erodere il potere d’acquisto. Un mix di variabili il cui peso è difficile da prevedere.

Nell’attesa Trieste Airport «punta ai 750 mila passeggeri per quest’anno con una prevalenza di traffico nazionale ed europeo molto legato al turismo e meno al business» indica l’obiettivo Consalvo confermando tutti i collegamenti domestici ante-pandemia (con Linate attivo in autunno), e quelli internazionali con Londra, già operativo, Monaco, prossima meta, Valencia, Bruxelles, Malta e dal 2 giugno Belgrado.

Il mese di aprile 2022 dà una prima significativa indicazione dell’andamento del traffico atteso per la stagione estiva del Polo aeroportuale del Nord Est. Il numero di passeggeri è infatti in forte recupero sul 2019.

L’Aeroporto di Venezia ha registrato 798.174 passeggero (corrispondono all’82,2% di quelli gestiti ad aprile 2019); l’Aeroporto di Treviso ne conta 223.299 (pari al 79,4% dei passeggeri gestiti ad aprile 2019); l’Aeroporto di Verona ne registra 206,090 (corrispondenti al 79,3% dei passeggeri gestiti ad aprile 2019). Se questi sono i dati, ecco che i tre aeroporti hanno recuperato oltre l’80% del traffico dell’ aprile 2019.

Le previsioni per fine 2022 sono di 14,4 milioni di passeggeri complessivi per il Polo Aeroportuale del Nord Est con Venezia in attesa di 8,6 milioni di passeggeri. Importante la scelta dei vettori di fare base Venezia: Ryanair e Wizz Air, che hanno aperto le loro basi quest’anno, che si aggiungono a Volotea ed easyJet, che garantiscono al territorio un’ottima accessibilità sia internazionale che domestica.

Attesi in crescita i collegamenti verso gli hub europei da parte dei vettori network, che stimola i flussi verso le destinazioni internazionali e intercontinentali, e dal ritorno dei collegamenti diretti di lungo raggio che riporteranno a Nordest visitatori che mancavano da oltre due anni.—

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