Altri mille posti letto per i Giochi Olimpici. A Cortina gli hotel a caccia del salto di qualità

Tanti investimenti e qualche intoppo per la burocrazia. Michaeler (Falkensteiner): qui tutto fermo, in Austria iter più veloci

CORTINA. Rigenerazione, valorizzazione dei territori, meno cemento, più turisti e meno auto. Obiettivi non certo facili da raggiungere (e taluni anche in apparente contrasto fra loro), ma che dovranno caratterizzare lo sviluppo di Cortina in vista delle prossime Olimpiadi invernali 2026.

Per farne un evento che punti ad essere memorabile anche per l'etica, in tema di salvaguardia del pianeta e del patrimonio naturale delle Dolomiti, e non solo. Questi dunque i temi sul tappeto in materia di turismo: crescere, ma in maniera sostenibile.

E Cortina ci sta provando, vediamo come. Anzitutto incrementando di almeno mille i posti letto (da 4.800 a 5.800) solo recuperando le strutture alberghiere chiuse da tempo, molte delle quali in fase di ristrutturazione più o meno avanzata. E sono oltre una dozzina i cantieri aperti.

Il rinascimento di Cortina d'Ampezzo passa, infatti, anche attraverso il risveglio degli investimenti nell'ospitalità alberghiera: si partì nel 2011 dal rilancio del Rosapetra per giungere fino all'accordo per il Concordia, di proprietà della Cooperativa di Cortina, che sarà gestito dalla famiglia bolognese Gualandi, già proprietaria del Cristallo e, più recentemente, anche del San Marco.

Sarà poi necessario anche accelerare, se si pensa che l'offerta della vicina val Gardena è di 25mila posti, quella della val Badia di 15mila. I soldi non mancano, quello che preoccupa piuttosto, dicono gli operatori, è la burocrazia.

«Circa 160 milioni di euro - ha sottolineato Francesco Calia, Head of Hotels CBRE Italia in un recente convegno cortinese - sono stati investiti in montagna nel 2021 e in questo Cortina, anche grazie alle Olimpiadi 2026, è stata la località più importante».

Dati 2021, secondo i quali il 10% dei volumi d'investimento immobiliare europeo si è concentrato in Italia, sede naturale del turismo mondiale. E dei 10 miliardi di euro circa di investimenti complessivi nel settore immobiliare italiano (vicini alle cifre record del 2019, pari a circa 12 miliardi).

Due sono stati investiti in campo alberghiero, e il 44% di questa cifra (E 800 milioni) ha interessato il mondo dei resort, invertendo un trend che prima vedeva i capitali accentrati nelle grandi città (quasi l'80%, ora sceso al 42%).

In fase di ristrutturazione a Cortina c'è l'Ampezzo, acquistato nel 2018 da un imprenditore kazako, proprietario anche dell'Hotel Lajadira, del Grand Hotel Savoia e del Savoia Palace. Lavori in corso anche all'Hotel Italia, all'Hotel Serena ed al Villa Resy.

Un fondo internazionale ha rilevato l'Hotel Bellevue; l'Hotel Ancora è poi passato sotto la proprietà di Red Circle Investments, holding di proprietà del patron della Diesel Renzo Rosso; l'Hotel Cornelio è diventato Ciasa Lorenzi, famiglia che gestisce anche il rifugio Scoiattoli; il Parc Hotel Victoria è entrato a far parte della catena Mythos Hotels di Santino Galbiati; l'Hotel Capannina fa parte del gruppo Stayincortina (che fa capo all'ex sindaco di Cortina Andrea Franceschi), come l'Hotel Aquila, il Franceschi e l'Olympia. L'Hotel Europa è di proprietà di un ramo della famiglia Benetton.

Nel 2017 è stato aperto il Dolomiti Lodge Alverà dei fratelli Alverà; nel 2019 il Camina Suite & spa ha sostituito l'ex pensione Miriam.

Si annuncia anche il recupero del vecchio Motel Agip, poi albergo Dolomiti, chiuso da anni ed oggetto di periodiche aste; mentre è stato riaperto il nuovo albergo al passo Tre Croci. Ultimati i lavori all'ex hotel Impero, oggi De Lèn, acquisito dal Gruppo Bulgari e dato in gestione ad un fondo.

Restano ancora chiusi l'Hotel Italia, lo Sport Hotel Tofana, in località Pocol, l'hotel Venezia, l'Hotel Fanes, l'Hotel Tiziano. Margini di manovra insomma ce ne sono ancora per chi abbia voglia di investire nella Perla delle Dolomiti.

E intanto si attende ancora il via libera per il progetto di costruzione del nuovo Falkensteiner Hotel Cortina, un 5 stelle con 120 camere per un investimento previsto di 45 milioni di euro.

Il gruppo alberghiero Falkensteiner Hotels&Residences, leader in Austria ma con origini in Val Pusteria, confidava di poter inaugurare dal 2023 la nuova struttura, che troverà spazio sul piazzale davanti la partenza della rinnovata cabinovia Freccia nel Cielo, ora parcheggio della Tofana Srl.

«Mentre però, nello stesso arco di tempo in Austria abbiamo avviato e completato sette progetti - commenta sconsolato Otmar Michaeler, Ceo di FMTG Falkensteiner Michaeler Tourism Group - in Italia stiamo ancora aspettando il via libera per iniziare i lavori».