Thélios, altri 100 posti e nuovi investimenti: «Longarone è strategica e così anche in futuro»

L’ad Zanardo traccia le linee di sviluppo del gruppo dell’occhialeria. Il manager: oggi non siamo più una start up ma una multinazionale

LONGARONE. «La maggior parte delle nostre risorse è concentrata a Longarone e così sarà anche in futuro, la nostra intenzione è di rimanere fortemente focalizzati sull’Italia a livello di produzione». Alessandro Zanardo, nuovo ceo di Thelios parla per la prima volta da quando ha assunto il ruolo a febbraio 2022.

Zanardo ha iniziato la sua carriera in Ferrari nel 2002 per poi entrare nel 2007 nella società di consulenza Roland Berger Strategy Consultants. Tra il 2010 e il 2021, ha ricoperto diverse posizioni all’interno del Gruppo Luxottica, sia in ambito Corporate che Market, come Business Development Director in Russia, Country Manager in Sudafrica e infine Managing Director in Brasile. «Per noi è un momento di cambiamento importante – dice Zanardo – Thélios è nato come progetto congiunto tra Lvmh e Marcolin con un fondamento che prevedeva l’investimento in business come quello dell’occhialeria con competenze manifatturiere consolidate, il passaggio successivo è stato acquisire il 100% dell’azienda. Oggi dobbiamo pensare ad uno sviluppo sempre più ampio dei nostri marchi, ai quali si sono aggiunti nel recente passato Dior, poi Fendi e ora Givenchy. Thélios oggi non è più una start up, in cinque anni siamo diventati una multinazionale e siamo pronti a focalizzarci sui mercati internazionali, una decina di mercati chiave come Stati Uniti, Medio Oriente e Asia in cui abbiamo ampie possibilità di crescita».

Nel 2021 Thélios ha assunto circa 300 persone, altre 240 sono state inserite da inizio 2022 e un altro centinaio potrebbero entrare da qui alla fine dell’anno. Ad oggi l’azienda conta in tutto circa 1100 dipendenti. Un modello quello delle capacità del made in Italy e del know how espresso dai distretti industriali che fa parte della storica strategia produttiva del gruppo francese Lvmh, che infatti ha nell’Italia il suo secondo polo dopo la Francia anche sul versante degli investimenti manifatturieri.

E a Longarone è possibile che gli investimenti non siano terminati, considerando per l’appunto l’attuale saturazione degli impianti produttivi. L’anno scorso Thélios ha registrato una crescita importante del fatturato, stando ai volumi produttivi raggiunti e benché il gruppo francese non comunichi l’andamento dei singoli business e delle singole maison, quasi moltiplicando per cinque la propria dimensione con un tasso di crescita importante, a doppia cifra secondo gli esperti del settore. Inoltre nel 2021 è diventata profittabile, fatto non banale in una azienda che ha avuto un set up industriale molto impegnativo, finanziariamente parlando.

Il mondo del lusso è uscito dalla pandemia con tassi di incremento molto significativi e il modello di Thélios, dice Zanardo, non si sente messo in discussione dalle incursioni della tecnologia o dall’emergere dei brand asiatici. Su queste premesse, sottolinea Zanardo, le performance delle singole maison sono ottime. «Risultati molto positivi per Fendi che sta per lanciare la prima collezione vista uomo presentata in questi giorni a Roma in occasione della Convention Thélios che ha visto protagoniste le nuove collezioni per l’Autunno 2022. Celine –prosegue Zanardo– continua a registrare risultati straordinari e si sta affermando tra i brand del lusso leader nell’eyewear a livello mondiale. Vediamo ottime performance anche per Dior con il segmento Dior Men che si consolida». Il portfolio Thélios, che include 9 maison del Gruppo, si completa con Givenchy, Loewe, Stella McCartney, Kenzo, Berluti e Fred.

«La pandemia – conclude Zanardo – ha accelerato il mondo del lusso, i nostri brand hanno un seguito straordinario e hanno performato benissimo. Gli occhiali continuano ad essere un oggetto del desiderio che avvicina ai brand e il lavoro in forte sinergia che stiamo facendo con le nostre maison ci permette uno sviluppo importante. Non vedo nella nostra nicchia un rischio o una competizione, rimaniamo un’azienda che lavora sulla qualità con un livello di altissima artigianalità».

Quando cinque anni fa Lvmh decise di entrare nel distretto dell’occhialeria di Belluno, un luogo unico al mondo in cui sono presenti i principali player dell’occhialeria mondiale, nessuno si sarebbe aspettato una tale accelerazione. Dalla posa della prima pietra ad oggi, la grande Manifattura Thélios, crasi tra Theia della vista e Elios dio del Sole, si estende oggi su 20 mila mq in uno stabilimento super innovativo, che occupa solo a Longarone 800 dipendenti. Una manifattura con una potenzialità di circa 4 milioni di pezzi, già quasi pienamente raggiunta. Inizia dunque per questa start up dell’occhiale una nuova fase. Inaugurata dall’arrivo nel febbraio del 2022 di Zanardo e dalla cessione da parte di Marcolin, che aveva costituito la jv con i francesi, del 49% di Thélios