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Il Fvg punta sull’idrogeno come energia del futuro. In campo A2A, Regione, Snam e Gruppo Arvedi

La crisi per la guerra ritarda ma non modifica i progetti pubblici e privati

Giulio Garau
2 minuti di lettura

L'ingresso della centrale di A2A a Monfalcone

 

La crisi energetica scatenata dalla guerra in Ucraina ha fatto riaccendere la centrale termoelettrica a carbone di Monfalcone. Ma A2A, che gestisce l’impianto, non ha alcune intenzione di abbandonare la strada della transizione energetica con la riconversione dell’impianto da carbone a gas e poi con il passaggio a un blend costituito dal 30% almeno di idrogeno.

Non bastano le fonti alternative a garantire l’elettricità necessaria ed è in difficoltà pure l’idroelettrico (in Fvg A2A ha l’impianto a Somplago) vista la scarsità di precipitazioni e ora la siccità. Ma non c’è soltanto A2A assieme a Snam (è stato siglato un accordo per la distribuzione della miscela gas-idrogeno) a puntare sul carburante green, nel Fvg c’è stato il via al progetto della Hydrogen Valley transfrontaliera messo in campo dalla Regione Fvg nell’ambito dei fondi Pnrr con il coinvolgimento di partner stranieri come Slovenia e Croazia.

La centrale di A2A a Monfalcone

 

Poche settimane fa, a inizio giugno, il governo Draghi ha dato la sua benedizione al progetto e il governatore Massimiliano Fedriga ha firmato il protocollo di collaborazione con i ministeri della Transizione ecologica e della Ricerca, alla presenza del presidente del Consiglio, nel corso della cerimonia in cui sei Regioni italiane hanno formalizzato i rispettivi “progetti bandiera”, nati nel solco del Recovery Plan. Draghi ha parlato di «progetti di grande interesse territoriale e nazionale», assicurando il massimo sostegno dell’esecutivo ai territori coinvolti.

Nel Fvg c’è già un’intesa firmata tra A2A e Snam per lo sviluppo dell’utilizzo dell’idrogeno nella transizione energetica green, si parla di un polo dell’idrogeno tra Monfalcone e il parco scientifico triestino. E a Trieste uno tra i soggetti interessati che ha proposto già alcuni progetti c’è il Gruppo Arvedi che sta ultimando il polo dell’acciaieria con i laminatoi nella zona del porto e che punta a realizzare un polo di produzione dell’idrogeno con uno stanziamento di 20 milioni: sarà utilizzato per alimentare i forni di riscaldo per la laminazione. Questo nella cornice dell’Accordo di programma per la chiusura dell’area a caldo e la riqualificazione logistico-industriale del comprensorio di Servola.

Rendering della nuova centrale di Monfalcone

 

A2A ha già perfezionato il suo progetto a Monfalcone di riconversione della centrale a carbone. La nuova centrale a gas sarà ad alta efficienza ed è molto conveniente, è previsto che entri in funzione dal 2024-25 per mandare in pensione il carbone. Il Gruppo investirà 400 milioni per riconvertire la centrale che avrà una potenza di 850 megawatt, un rendimento elettrico del +63%, riduzioni del 100% di ossidi di zolfo e polveri, -76% di quelle di azoto e -64% di CO2. Il nuovo impianto termoelettrico funzionerà con un mix di idrogeno (70% gas metano, 30% idrogeno).

Snam è già pronta a immettere l’ idrogeno nella rete, c’è anche il progetto del nuovo metanodotto per collegare la centrale, 2,4 chilometri. L’energia sarà prodotta da una turbina a gas abbinata a una nuova turbina a vapore che sarà collocata nell’attuale sala macchine dei gruppi 2 e 3. E il nuovo impianto con turbogas, camini e caldaia a recupero, come prevede il progetto, sarà realizzato in un’area parzialmente libera della centrale individuata per la lontananza dall’abitato e per la facilità di connessione alle reti esistenti.

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