Moda, meccanica e mobile trainano l'export dei distretti del Nordest

A scattare l’istantanea sullo stato di salute delle esportazioni dei distretti è il monitor di Intesa Sanpaolo che certifica, per il Nordest, un valore complessivo di 9,9 miliardi e una crescita tendenziale del  +17,9%. In Veneto l’export dei distretti si attesta nei primi 3 mesi a 7,9 miliardi di euro, in Fvg a 748 milioni, in Trentino Alto Adige a 1,3 miliardi

PADOVA. Nei primi 3 mesi del 2022 le esportazioni a prezzi correnti dei distretti del Triveneto hanno superato i 9,9 miliardi di euro, poco al di sotto del record dei 10 miliardi toccato nel quarto trimestre 2021: la variazione tendenziale è stata del +17,9%, appena inferiore alla crescita totale nazionale (+19,3%). 

Veneto

Le esportazioni dei distretti veneti hanno sfiorato nei primi tre mesi dell’anno i 7,9 miliardi di euro. Volumi che si attestano appena sotto il massimo storico raggiunto nel trimestre precedente e che consolidano il recupero dei livelli ante pandemia: l’aumento sul primo trimestre del 2019 è infatti del +17,4% (+19,3% sullo stesso periodo 2020).

A dirlo è il Monitor dei distretti industriali del Triveneto riferito al primo trimestre 2022, curato dalla Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, che in Veneto certifica «una crescita robusta e diffusa, a conferma dell’attrattività delle eccellenze del nostro made in Italy sui mercati internazionali e la qualità delle filiere produttive locali» commenta Cristina Balbo, direttore regionale Veneto Ovest e Trentino Alto Adige.

Cristina Balbo 

E a proposito di mercati, quelli trainanti per i distretti veneti sono gli Stati Uniti (+36,5% sul primo trimestre 2021), la Francia (+20,4%) e la Germania (+13,1%), mentre i cali di vendite più significativi si registrano nel periodo in Svizzera (-32,9%) nei distretti del comparto moda, seguiti da Ucraina e Russia per effetto del conflitto in atto.

Fatta eccezione per le Carni di Verona, che nel trimestre hanno esportato 115 milioni (-18,9% rispetto al 1° trimestre 2021), gli altri distretti si sono mossi tutti in area positiva e, salvo tre, hanno recuperato i livelli di export pre pandemia. Restano ancora sotto i valori del 2019 le Calzature del Brenta, con 223 milioni di esportazioni (+31% sul 1° trimestre 2021, -1% sul 1° trimestre 2019), il Tessile e abbigliamento di Schio-Thiene-Valdagno, 437 milioni di esportazioni (+10,5% sul 2021 e -2,0% sul 2019) e il Tessile e abbigliamento di Treviso, 262 milioni di export (+18,3% sul 2021 e -6,4% sul 2019).

Riprende quota il sistema moda veneto che da solo vale quasi la metà delle esportazioni distrettuali complessive: ben 3,5 miliardi di euro, in crescita del 24,1% sul 2021 (+680 milioni in valore assoluto) e del 12,2% sul 2019. Dietro l’accelerazione c’è la ripresa dei consumi più voluttuari negli Stati Uniti (+52%) seguiti da Francia, Germania e Spagna e da mercati “lontani” come gli Emirati Arabi Uniti, la Cina e la Repubblica di Corea. I distretti che si distinguono per performance davvero notevoli sono l’Occhialeria di Belluno (+230,1 milioni di euro sul 2021, +36,8%), l’Oreficeria di Vicenza (+136 milioni, +38,4%), la Calzatura sportiva e sportsystem di Montebelluna (+94,7 milioni, +27,1%) e la Concia di Arzignano (+76,4 milioni di euro, +13,5%).

Variazioni tendenziali positive, nonostante la guerra in Ucraina e i rialzi delle materie prime e dei prodotti in metallo, anche per i distretti della metalmeccanica che archiviano il trimestre con 1,5 miliardi di export, 203 milioni in più rispetto al 1° trimestre 2021, e +16% nel raffronto con lo stesso periodo del 2019. Più che buono il trend della metalmeccanica. L’export trimestrale della Meccanica strumentale di Vicenza vale 576 milioni (+77,4 milioni sul 2021, +15,5%), la Termomeccanica di Padova sale a 347 milioni (+48,5 milioni sempre rispetto al primo trimestre ’21, +16,3), la Termomeccanica Scaligera 392 milioni (+40 milioni, +11,3%) e infine le Macchine agricole di Padova e Vicenza 226 milioni (+37,5 milioni, +19,8%).

Dopo i distretti dell’Occhialeria di Belluno e dell’Oreficeria di Vicenza, rispettivamente al primo e secondo posto per aumento in valore delle esportazioni, sul terzo gradino del podio salgono le Materie plastiche di Treviso, Vicenza e Padova con beni esportati pari a 616 milioni, +123,4 milioni rispetto al 2021 pari al +25% che diventa +30,4% nel confronto con il 2019.

Prende il largo rispetto ai valori pre Covid anche l’export dei distretti legati alla casa che archiviano un primo trimestre con 1,3 miliardi di esportazioni, in crescita sia sul 2021 (+12,2%) che sul 2019 (+24,7%). Primo fra tutti il Mobile del bassanese che si attesta a 129 milioni di export, +49,1% sul primo trimestre 2021. Buono anche l’incremento del Legno e arredo di Treviso con 537 milioni di esportazioni (+8,0% ) e pure quello degli Elettrodomestici di Treviso, le cui esportazioni valgono 393 milioni (+6,5%).

In ultimo il vino, altra eccellenza made in Veneto che archivia un trimestre da incorniciare, complice la ripresa della ristorazione e del turismo. In particolare, il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene mette a segno 207 milioni di export nei tre mesi, +31,1% sul primo trimestre 2021. 

Friuli Venezia Giulia

Con un valore dell’export di 748 milioni di euro, «i distretti del Fvg hanno toccato il livello più alto dal 2008, registrando la migliore performance del Nordest». È la considerazione di Francesca Nieddu, direttore regionale Veneto Est e Friuli Venezia Giulia di Intesa Sanpaolo, alla luce dei dati del Monitor distretti, l’analisi che l’istituto bancario diffonde a cadenza trimestrale.

Francesca Nieddu

«Nonostante lo scenario politico ed economico sia in continuo cambiamento, le aziende pianificano l’evoluzione del business guardando ai mercati esteri, all’innovazione di prodotto e di processo, alla transizione digitale ed ecologica, che sono sempre più gli elementi strategici per la competitività. Di fronte all’aumento dei costi di materie prime ed energia, è necessario accelerare le scelte di autonomia energetica delle imprese, grazie ad incentivi e ad investimenti verso obiettivi Esg», indica la via Nieddu.

Tornando ai dati, tra gennaio e marzo le aziende della regione hanno realizzato, come detto, 748 milioni di export, che corrispondono al 15% dei 5 miliardi complessivi di esportazioni dal Fvg, con un incremento di 147 milioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, +24,5%, e +35,4% nel raffronto con il 2020. Il maggior contributo dai mercati internazionali è venuto dagli Stati Uniti (+65,2% rispetto al primo trimestre 2021), dal Regno Unito (+37,1%), dalla Germania (+17,4%). Si sono invece registrate le prime ripercussioni del conflitto sulle esportazioni verso la Russia (-25,1%), e lievi cali si sono osservati in Egitto, Norvegia e Bahrein attribuibili principalmente ai distretti del sistema casa.

«Si è osservata una crescita diffusa sui mercati internazionali per i distretti della Regione, fatta eccezione per il Prosciutto di San Daniele sostanzialmente stabile nei valori esportati nel primo trimestre 2022 rispetto al lo stesso periodo del 2021 (-0,6%). Per il Prosciutto San Daniele si registra uno straordinario balzo di vendite negli Stati Uniti più che triplicate nel primo trimestre 2022, e incrementi consistenti in Austria e nel Regno Unito, che bilanciano il calo in Germania e in Francia, rispettivamente primo e terzo mercato di sbocco del distretto» si legge nel report.

Molto bene invece il mobile di Pordenone che chiude il periodo a 364 milioni di euro di export (+31,8%), segnando il record trimestrale delle esportazioni grazie al traino degli Stati Uniti (+83,9%), del Regno Unito (+38,5%), della Germania e della Spagna. Segno più per il legno-arredo di Udine che realizza 177 milioni di esportazioni, +20,3%, grazie sia al traino del mobile che dei pannelli, la cui domanda si attende ancora in crescita grazie alla prospettiva di utilizzare il legno per la coibentazione termica delle abitazioni, a cui va sommata la preoccupazione sulla disponibilità della risorsa “legno”, anche da riciclo.

Gli elettrodomestici di Pordenone sfiorano i 100 milioni di export e crescono sul primo trimestre 2021 (+1,8%), migliorando i numeri registrati lo scorso anno, grazie al particolare contributo della Francia. I vini e distillati del Friuli realizzano nel primo trimestre 2022 la migliore performance tra i distretti italiani monitorati del vino (+54,8% sul primo trimestre 2021), con Stati Uniti (+78,9%) e Germania (+79,9%) principali protagonisti dell’exploit di vendite. Infine il caffè di Trieste cresce del 30,5% grazie al raddoppio delle vendite in Grecia, all’espansione nel mercato cinese (+92%) e alla ripresa del Regno Unito (+54%).

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