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Superbonus 110, si apre uno spiraglio per le imprese venete: ammontano a oltre mezzo miliardo i crediti fiscali incagliati

Le Commissioni Finanze e Bilancio hanno raggiunto l’accordo e nel Dl Semplificazione si apre uno spiraglio per i 520 milioni di euro incagliati (in regione) e per le circa 6 mila imprese edili venete coinvolte

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(ansa)

VENEZIA. “Per fortuna alla fine ha prevalso il buonsenso e, nella serata di ieri dopo una giornata convulsa, è stato approvato il Dl semplificazioni con l’emendamento al decreto legge sulle semplificazioni fiscali che elimina la data del 1° maggio 2022 come termine dal quale far decorrere le cessioni facilitate dei bonus introdotte nel decreto legge 50/2022“.

Lo afferma Roberto Boschetto Presidente di Confartigianato Imprese Veneto che prosegue: “Per alcune ore abbiamo temuto che logiche di “partito” prevalessero sui bisogni delle imprese e dei lavoratori. Sarebbe stata una vera e propria ingiustizia. Grazie alla modifica invece, si apre una speranza che i 520 milioni di euro che stimiamo incagliati in Veneto “in pancia” a circa 6 mila imprese possano essere ceduti evitando così la chiusura di centinaia di attività”.

“Ostacoli come questi -prosegue Boschetto- sono paradossali e autolesionisti visto che sono proprio i bonus edilizi che hanno consentito la creazione di lavoro, il rilancio della domanda interna e che dovrebbero favorire la transizione ecologica del nostro Paese. Già perché, a leggere i dati dell’Ufficio studi della Confederazione, è proprio il settore edile, grazie anche ai bonus edilizia, a trainare la ripresa”.

I dati della “spinta”

Nel 2021, il valore della produzione nelle costruzioni è aumentato di quasi il 25% rispetto al 2020, per una cifra pari a quasi 40 miliardi di euro. In decisa crescita anche il valore aggiunto, con un’impennata del +28% rispetto al 2019. Contemporaneamente si è alzato del 6,3% il livello di produttività del settore.

Ma l’effetto migliore ottenuto con la spinta dei bonus edilizia lo si vede sull’occupazione. Secondo i dati ISTAT, infatti, tra il primo trimestre 2020 e il primo trimestre 2022, in Veneto l'occupazione totale è scesa di 6mila unità (-0,3%).

La tenuta è dovuta proprio all’aumento di 10mila addetti nell’edilizia (+8,9%) (176mila in Italia) e +19mila nei servizi (+1,4%). Calano, e non di poco, invece la manifattura -11mila posti di lavoro (-1,8%) e -23mila nell’agricoltura (-26%).

Di fronte a queste performances, Boschetto non esita a chiedere da subito ai Partiti che si apprestano alla campagna elettorale, di inserire nei loro programmi la prosecuzione di politiche anticicliche come gli incentivi per le ristrutturazioni e l’efficientamento energetico del nostro patrimonio immobiliare.

“Si tratta –secondo il Presidente– di interventi indispensabili per contribuire al rilancio di un settore fondamentale come le costruzioni e per realizzare la transizione green del nostro Paese. Per il futuro degli incentivi nel settore edilizia, che la Commissione europea ha indicato tra le armi più efficaci per rilanciare lo sviluppo, mai più gli stop and go normativi di questi ultimi mesi che hanno vanificato le aspettative e gli sforzi di cittadini e imprenditori. Siamo pronti a dare il nostro contributo di proposte per individuare soluzioni equilibrate, che mettano al riparo dalle truffe dei finti imprenditori, e definire provvedimenti certi, strutturali e sostenibili”.

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