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Addio a Monestier, uomo di valore e giornalista di razza

Dal mondo economico a quello politico, le attestazioni di stima e affetto a Omar Monestier, direttore – insieme a Fabrizio Brancoli – di Nordest economia, oltre che del Messaggero Veneto e Il Piccolo

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Omar Monestier

 

UDINE. «Fermiamoci un attimo e piangiamo una grande perdita per la cultura giornalistica veneta».

E’ l’invito di Luca Zaia, presidente del Veneto, alla notizia della scomparsa di Omar Monestier, direttore del Messaggero Veneto e de Il Piccolo e, congiuntamente a Fabrizio Brancoli, di Nordest economia, avvenuta prematuramente l’1 agosto. Il direttore è deceduto nella sua casa di Moruzzo all’età di 57 anni.

Nato a Belluno il 23 settembre 1964, aveva esordito nel mondo del giornalismo giovanissimo nel Gazzettino diretto da Giorgio Lago e da lì aveva iniziato una carriera che lo aveva condotto alla direzione di diversi quotidiani, prima in Veneto e poi in Friuli Venezia Giulia. 

Se n’è andato «in punta di piedi, un grande bellunese, un veneto Doc, un giornalista stimato in Veneto, ma anche in altre regioni d'Italia, in cui ha lasciato la sua impronta indelebile come il Friuli e il Trentino – ancora Zaia –. Il tocco della sua penna non si può scordare, per la finezza, per la concretezza e per il rispetto e la ricerca della verità che hanno sempre contraddistinto i suoi articoli, elevandolo così anche ruoli direzionali e di alto livello».

E il messaggio di cordoglio di Zaia si somma ai tanti giunti dal mondo politico ed economico delle due regioni, del Nordest e d’Italia.

Omar Monestier

 

«Profondo dolore per la scomparsa di un uomo di carattere, di profonda intelligenza e di grande correttezza, umana e professionale, che nella propria carriera di giornalista ha dimostrato di essere un grande direttore per le testate da lui guidate, a partire dal Messaggero Veneto e da Il Piccolo», scrive Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Fvg, per il quale Monestier ha sempre «saputo comprendere e trasmettere, attraverso il proprio lavoro, un territorio complesso come il nostro e abbia sempre lavorato per valorizzarlo, rivelandosi un attento e sempre originale interprete dalla realtà regionale. Il Friuli Venezia Giulia oggi perde un uomo di valore e un giornalista di razza».

«Omar Monestier – ricorda Tiziana Basso, segretaria generale Cgil Veneto – ha avuto a lungo responsabilità di direzione nei giornali veneti del gruppo L'Espresso (oggi Gedi) e ha stretto un legame molto forte con il nostro territorio, che ha saputo raccontare in tutta la sua complessità. In quella fase del suo percorso professionale ha sempre dato ampio spazio al mondo del lavoro e a chi lo rappresentava. La Cgil esprime cordoglio per la sua prematura scomparsa e abbraccia i familiari, gli amici e i tanti giornalisti che hanno collaborato con lui».

«Ho appreso con dolore e incredulità la notizia della scomparsa improvvisa e prematura di Omar Monestier, giornalista, direttore, protagonista lucido e appassionato della buona informazione, indipendente e puntuale, rispettosa della verità, interessata a modernizzare il sistema politico e istituzionale, a rendere più libera l’attività economica – è il ricordo di Leopoldo Destro, presidente di Assindustria Venetocentro –. Ci ha legato la consuetudine coltivata soprattutto negli anni della sua direzione al Mattino di Padova, il rapporto intenso, propositivo e costruttivo con Confindustria Padova, la stima per l’impegno a interpretare il cambiamento, accendere il dibattito, incalzare la classe dirigente. Oltre all’amabilità del rapporto umano che insieme a tutto il resto oggi lascia un vuoto incolmabile. Alla signora Sara, ai figli e ai familiari di Omar Monestier, a tutta la redazione de il Mattino di Padova, del Messaggero Veneto e del Piccolo di Trieste, esprimo il cordoglio e la vicinanza di Assindustria Venetocentro, ma anche il ricordo profondo e la stima che di lui avremo sempre».

Omar Monestier (a destra) intervista Michelangelo Agrusti a Top500

 

«Omar è stato un attento lettore degli avvenimenti ed un uomo di rara sensibilità nei rapporti personali – secondo Michelangelo Agrusti, presidente di Confindustria Alto Adriatico –. Era uno che apprezzava l’intelligenza ma che sapeva esprimere anche un alto importante valore: l’amicizia. Che non è una cosa banale né scontata e che comunque sapeva interpretare nel rapporto complesso che ci sta tra chi fa il suo mestiere, il giornalista, e chi ha l’onere di gestire funzioni delicate che spesso hanno a che fare con il “potere”, o meglio con i “poteri”». «Caro Direttore – ancora Agrusti in una lettera aperta indirizzata al direttore scomparso –, questo primo agosto ci troviamo smarriti dinanzi alla notizia della tua scomparsa, così improvvisa, così ingiusta, che mi ha creato un dolore profondo e mi ha fatto riflettere sulla precarietà della nostra esistenza. Ci mancherai caro Direttore. Mi mancherai caro Omar».

«La notizia dell’improvvisa scomparsa del direttore Omar Monestier ci lascia dolorosamente senza parole. Fin dal suo arrivo – è il ricordo del presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine e Confcommercio Fvg Giovanni Da Pozzo –, Monestier ha dimostrato sensibilità nel leggere, ascoltare e interpretare la nostra terra. Da subito ha evidenziato una particolare attenzione al mondo economico e ai suoi temi più rilevanti ed è stato sempre un sincero sostenitore delle iniziative portatrici di riflessione, sviluppo e futuro per questa terra. Con il suo giornale, i suoi scritti, la sua presenza sempre acuta al centro del dibattito politico, economico e culturale della regione, è stato uno sprone per tutti noi e ci mancherà profondamente. Il Friuli Venezia Giulia perde con lui un amico vero».

«La scomparsa di Monestier – ha detto il presidente dell’Ascom Confcommercio del Veneto, Patrizio Bertin – ci lascia sgomenti e increduli. Non solo per la giovane età del valente giornalista, ma anche perché è ancora forte il ricordo dell’attenzione con cui, quand’era alla direzione del mattino, aveva sostenuto lo sforzo della nostra associazione per dare a commercio, turismo e servizi una nuova dimensione, al passo coi tempi. Alla moglie e ai figli va dunque il nostro sincero cordoglio che mi sento di estendere anche a quanti hanno fatto parte di quella sua “squadra” (buona parte della quale ancora attiva in redazione) con la quale abbiamo condiviso tanti anni di battaglie, di iniziative e di eventi».

«Solo una settimana fa ne abbiamo apprezzato la professionalità al nostro Congresso regionale, dove ha moderato con la competenza che lo contraddistingueva la tavola rotonda sul lavoro e l’economia regionale. Oggi ne dobbiamo piangere l’improvvisa scomparsa», ricorda Matteo Zorn, segretario generale Uil Fvg, che definisce quella di Monestier «una ingiusta perdita».

Vivinanza alla famiglia e alle redazioni è stata espressa da Enrico Letta, segretario del Pd, che ha affidato anche a Twitter il suo messaggio di cordoglio, dall’on. Debora Serracchiani, dal senatore Franco Dal Mas, dalla parlamentare Sandra Savino, dal senatore Antonio De Poli, dall’europarlamentare Susanna Ceccardi, dal senatore Giuseppe Moles e da esponenti  della giunta regionale e di tutti i Gruppi consiliari presenti in Fvg.

e.delgiudice@gnn.it

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